Cricche & Toghe: Pasquale de Lise, il giudice dei misteri

04/09/2010 - NOBLESSE DE ROBE – Si chiamano, in una parola che non deve suonare quel che non è, e cioè dispregiativa, burocrati. D’altronde, nella prima versione della burocrazia, quella inventata dallo stato francese nel 1700, il burocrate è un nobile assunto

     
 

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NOBLESSE DE ROBE – Si chiamano, in una parola che non deve suonare quel che non è, e cioè dispregiativa, burocrati. D’altronde, nella prima versione della burocrazia, quella inventata dallo stato francese nel 1700, il burocrate è un nobile assunto a chiamata diretta dal re. E’ il naturale confine, inevitabilmente labile, fra politica e qualcosa d’altro, l’alta burocrazia. “Quando la Democrazia cristiana amministrava per davvero il Paese”, continua Martirano, “il giudice di Boscotrecase si era già piazzato nelle stanze strategiche del Palazzo dove solo gli uomini devoti ai partiti di governo vengono ammessi”. Un politico senza essere eletto, una casella da Cencelli senza tessera di partito, uno snodo imprescindibile in ogni ipotesi di trattativa. Politica dunque, e magistratura: ma non solo. C’è altro nel presente e nel passato di de Lise. Ed è proprio quest’altro ad essere difficile da indagare, è quest’altra parte della sua vita che ora è sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Alcune delle entrate extraprofessonali di de Lise sono pubbliche, e anzi, rivendicate: quelle per gli arbitrati, le soluzioni extragiudiziali alle cause fra privati. “Io credo fermamente nell’ istituto dell’ arbitrato perché abbrevia i tempi del contenzioso”, dichiarava de Lise a Martirano; “noi ne possiamo fare uno all’ anno e la metà del compenso viene versata a un fondo comune che ripartisce le somme tra tutti i magistrati amministrativi. Che le devo dire, alla fine sono due lire…” All’anima: se queste son due lire, vogliamo farlo anche noi. Sempre nell’articolo del Corriere sono riportate le cifre di queste sue consulenze: il suo imponibile, negli anni ’90, era di 250 milioni di lire senza extra, oltre un miliardo compresi gli extra. De Lise non ha mai smesso di offrire le sue doti di pacificatori alle grandi aziende che litigano, se è vero (lo riporta Marco Lillo sul Fatto di qualche settimana fa), che “solo per la controversia tra Anas e Asfalti Sintex ha percepito come arbitro 401 mila euro lordi. E chissà quanti ne incasserà per l’arbitrato ottenuto nel 2009 dalla società Salerno-Reggio Calabria Scpa e dall’Anas. L’importo della causa è 650 milioni di euro.”

SACRI PALAZZI -Tutto legale, beninteso. Non è certo su questo che la magistratura sta indagando: anzi, sta valutando se aprire formale indagine. “A Roma fanno tutti tre lavori”, ha dichiarato a un certo punto l’ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi a Repubblica: di chi parlava? “Balducci insieme al presidente del Tar De Lise e all’avvocato Leozappa, genero di De Lise, gestiva il patrimonio di Propaganda Fide”, spiega Lunardi. Già: perchè de Lise è anche consultore di Propaganda Fide, il ministero del Vaticano gestito dall’allora Cardinal Crescenzio Sepe, che si occupa in teoria (e anche in pratica, probabilmente) dell’evangelizzazione dei popoli; ma collateralmente ha il suo bel daffare a gestire l’immenso patrimonio immobiliare che possiede nella sola Roma. “Duemila appartamenti che andavano messi a frutto per finanziare le missioni cattoliche, gestiti da Francesco Silvano, braccio destro del Cardinale”, e già presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu; “quel Silvano che Guido Bertolaso dichiara ai giudici essere l’amico che gli ha trovato l’appartamento in via Giulia a Roma, quello di cui Bertolaso, parole sue, pagava solo le bollette. Silvano-Bertolaso e Balducci-Lunardi: storie di case, via Giulia e via dei Prefetti. E di quella che è stata definita la “task-force” delle assegnazioni immobiliari sempre faceva parte Pasquale De Lise”: così riassume la situazione un articolo uscito su Blitz Quotidiano.

NELL’OSCURITA’ – Ma qui, veramente, non si può dire niente. Perchè non si sa niente. La tesi è nota: ma solo è una tesi. “Alti funzionari pubblici dello Stato italiano che governavano e indirizzavano le case del Vaticano”, dice Blitz, ed è un buon riassunto. Un luogo oscuro, che va oltre la politica e i governi; un gruppo di affari permanente, nascosto dietro l’orizzonte degli eventi, che gestisce i movimenti delle case del Vaticano; funge da collegamento con la politica che conta; mette una buona parola per pilotare appalti, segnalare la persona giusta, fare un favore a chi conviene farlo. De Lise, in tutto questo, c’è dentro? Dentro la cricca, ovviamente: ne è parte? I magistrati stanno cercando di capirlo: per questo ora de Lise dovrà spiegare perchè un’avvocato in rapporti con questo comitato d’affari gli ha versato un mare di soldi, proprio in concomitanza di un ricorso di cui si stava interessando l’avvocato Leozappa, che di De Lise è genero, co-consultore in Propaganda Fide; luogo che della cricca sarebbe uno degli snodi imprescindibili, se non addirittura il principale. Come vedete, un giro elaborato, e una tesi molto forte: ma di prove, per ora, non abbastanza. Come da copione, de Lise fa sapere che lui, le case, non le tratta: “Non mi sono mai interessato di immobili. Conosco Lunardi ma non ho seguito questa vicenda. In qualità di consultore mi occupo di questioni generali”. Cioè, è in Propaganda Fide, certo: ma a Piazza di Spagna va ogni tanto, mangia un paio di tramezzini e torna a casa.

AL VERTICE – Chissà. Per quel che ne sappiamo, può essere vero. Stiamo ai fatti, torniamo al di qua del Tevere. De Lise non ha concluso la sua esperienza pubblica al TAR del Lazio, dove si è interessato, fra le altre cose, del ricorso di Alessandra Mussolini contro Francesco Storace, in occasione delle elezioni regionali. Poi è stato nominato da Giulio Tremonti presidente della Commissione Tributaria Centrale, la corte più alta in grado per la giustizia fiscale. Ma di più: Pasquale de Lise diventa, per decreto del governo Berlusconi, il presidente del Consiglio di Stato – e scusate se è poco. Una carica davvero importante per una persona davvero di riguardo: il che lo capiamo dal modo della sua nomina. Il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi è datato 18 giugno 2010. E in quelle giornate, il governo non ha firmato una sola nomina: ma due, in verità. L’altra era quella di Aldo Brancher a ministro per l’Attuazione del Federalismo. Poi su Brancher è scoppiato il putiferio, è intervenuto anche il capo dello Stato, e così la nomina di de Lise a presidente della Giustizia Amministrativa italiana è passata in secondo piano. O è una fortuita coincidenza, o qualcuno ha fatto molto, molto bene i suoi calcoli. “Il governo nomina Pasquale De Lise… De Lise chi? Quello delle case del Vaticano?”, si chiede, appunto, ironico, sempre Blitz Quotidiano.

     
 

11 Commenti

  1. matrioska scrive:

    Quante matriosche ci sono in questo gioco;fra chi non sà chi gli ha pagato casa a chi non sà chi gli ha versato i soldi sul proprio conto corrente.Poi
    in fondo ci trovano sempre i soliti che urlano al complotto,ai magistrati comunisti;a proposito,visto che è magistrato ed eletto dal Pres.d.cons.sarà
    un d.o.c.g o iscritto nel Partito Dei Lavoratori?

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    • Giannino scrive:

      Anche Pasquale De Lise è stato beccato con le mani nella marmellata dopo le grandi abbuffate di soldi dovute agli arbitrati nei quali la pubblica Amministrazione, chissà perchè, perdeva sempre.
      Ma cosa aspettano le autorità competenti, se ci sono, a mandare in pesione questo “Alto” magistrato, che per la sua età forse va in giro col pannolone!

  3. luigi morelli scrive:

    chissà che anche nel caso COTA NON SI SIA FATTO COME NEL CASO DEGLI AEREI “PRESIDENZIALI”CHE ANDAVANO A VILLA CERTOSA O A QUELL’ALTRO MEZZO MILIONE DI CASI IN CUI CESARE E VICECESARE E TUTTA IN GENERE LA SCHIERA DEI CORROTTI DELLA NOSTRA SECONDA REPUBBLICA O PRINCIPATO,CASTAGNE DAL FUOCO……..VEDI CASINI E FINI QUESTI DUE VISI “PALLIDI CON LINGUE BIFORCUTE”TELEFONANO A QUALCHE SANPIETRO PER FARSI TOGLIERE LE CASTAGNE DAL FUOCO…..CHE DICE IL PAPA DI QUESTO FENOMENO DI TUTTA QUESTA GENTE CHE SI PROCLAMA INNOCENTE…..E’ORMAI UN DOVERE CIVICO….RISPONDE A UN COMANDAMENTO”RICORDATI DI NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA”O PER IL PAPA E’ UN COMANDAMENTO SECONDARIO????RISPETTO ALLA SOLITA SOLFA(ANCHE SE E’ GIUSTO) DEL DIVORZIO,DELL’aborto,dei gay dei preti sposati etcc,etcc.

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  6. MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina scrive:

    Cricche e benessere..tutti “fratelli” che si aiutano a vicenda..chi fratello consapevole chi fratello inconsapevole di esserci caduto e questi inconsapevoli DANNI hanno subito..ma certe faccende a volte romanzate e messe in film .. si perdono nelle lontane indagini della p2 ora ritornata in gran voga in questi giorni in ” cricca” p4 certo NON tutti i fratelli sono deviati..nella nuova cricca..ma certi nomi ricompaiono altrove in altre professioni in nuovi appalti del nord Italia..sono nomi omonimi di altri illuminati ? Chissà.. tale lunghissima lista massoni ancora valida e presto sarà posta in aggiornamento.. si trova su: http://www.uominiliberi.eu

  7. Orazio scrive:

    Che sia massone…. ha tutte le caratteristiche

  8. Pingback: I tre scandali che fanno tremare il governo

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