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Come ascoltare il suono dell’universo

Che aspetto abbia l’universo lo sappiamo tutti: se non in prima persona, dalle migliaia di foto di galassie e nebulose che ogni giorno possiamo trovare sul Web. Ma che suono ha lo spazio profondo? In pochi, forse, si sono fermati a pensarci su. Per altri, semplicemente, l’universo potrebbe non avere nessun suono.

CHE SUONO FA L’UNIVERSO – Honor Harger è un’artista neozelandese che usa la tecnologia come materia creativa per le sue opere. Nel corso dell’ultima TEDTalk, la Harger ha presentato un lungo monologo sul suono dell’universo, riportato e commentato anche sull’Huffington Post. (Per attivare i sottotitoli al video, selezionare “italiano” dal menù “languages”)

UNIVERSO SONORO – “Ci sono numerose ragioni scientifiche per credere che l’universo sia un luogo assolutamente silenzioso. Lo spazio è vuoto. – spiega la Harger alla platea – Ma attraverso le onde radio possiamo sentire gli scoppiettii delle eruzioni solari, le interazioni elettromagnetiche di Giove con la sua luna Io, e persino il battito preciso e regolare della pulsar. I corpi celesti emettono onde radio che possono essere convertite in suoni. Grazie a questo processo, l’universo è diventato sonoro”.

 

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RADIOTELESCOPI – Tutto questo è reso possibile dalla scienza della radioastronomia, che studia i fenomeni celesti attraverso la lunghezza delle onde radio che emette. La scoperta è nata per caso, nel 1933 per una fortuita coincidenza raccolta dal radio-ingegnere Karl Jansky. Mentre gli astronomi usano i telescopi per osservare la luce visibile delle stelle, i radio astronomi usano dei radiotelescopi per identificare le onde radio. “La radio ci ha permesso di sentire qualcosa che è fisicamente presente – continua Harger – ma non percepibile dai nostri sensi”.

IL SIBILO DEL SOLE – Ma chi ascolta il suono dell’universo, cosa sente? “La star dello show è il Sole – spiega l’artista – l’oggetto più brillante e rumoroso del nostro cielo. Quando si verifica un’eruzione solare, questa è accompagnata da uno scoppio di onde radio che si propagano nell’universo. Il suono è simile a un sibilo, che decresce lentamente”.

PULSAR – Ma si possono ascoltare anche fenomeni più complessi e distanti, come le pulsar: stelle di neutroni che contengono una grandissima energia che la fanno ruotare molto rapidamente. Vela, ad esempio, è una pulsar nata diecimila anni fa da ciò che rimaneva di una supernova: ruota 11 volte al secondo e il suo suono somiglia alla musica techno.

CAPIRE L’UNIVERSO – “La radioastronomia ci mostra come il suono possa essere usato per comprendere concetti astratti – conclude la Harger – Così come gli scienziati usano le immagini, possiamo usare i suoni e comprendere poco a poco i misteri del nostro universo”.

(Photocredit: ESA/Hubble & NASA)