Mentana ‘chiama’ le elezioni a marzo, il Tg1 fa da pompiere
03/09/2010 - Berlusconi che annuncia il prossimo ministro e il meeting di Cernobbio dominano i tg nazionali. Romita apre su Berlusconi e l’interim dedica solo una piccola voce a Mario Draghi; dopodiché, via con Benedetto XVI prima della piattaforma in Messico. Intanto,
Berlusconi che annuncia il prossimo ministro e il meeting di Cernobbio dominano i tg nazionali. Romita apre su Berlusconi e l’interim dedica solo una piccola voce a Mario Draghi; dopodiché, via con Benedetto XVI prima della piattaforma in Messico. Intanto, su La7, il tg di Mentana sta dedicando già da tre o quattro minuti ampio spazio alla politica, con l’annuncio di Berlusconi e la risposta di Bersani. Poi un servizio su Stracquadanio che critica Napolitano: “Se ancora non c’è un ministro dello sviluppo è colpa del Quirinale”. Nel mirino anche la Carta: un primo ministri nominato dal popolo non ha il potere di scegliersi un ministro. Poi il servizio ricorda la smentita arrivata da Berlusconi - smentita a Stracquadanio, precisamente – mentre parte l’approfondimento su Napolitano con in studio Maurizio Belpietro. Alla faccia di quelli che dicevano che Mentana sarebbe stato troppo spostato a sinistra. Roberto Napoletano, direttore del Messaggero, invece difende il Quirinale. Intanto il Tg1 parla di criminalità organizzata, con gli atti intimidatori in Calabria. Parla Maroni, rassicurante, mentre il servizio ci fa sapere che è stato minacciato anche Scopelliti, governatore del PdL della Regione. Solo alle 20,08 il tg fa parlare Bersani e l’IdV con le critiche a Berlusconi.
Il segretario del PD va in voce per ricordare che non è la prima volta che si promette “la prossima settimana” il ministro dello Sviluppo.
A un certo punto compare Gasparri che parla di Armata Brancaleone, e così parte il servizio sulla dichiarazione della Bindi che chiede l’alleanza ai finiani in caso di elezioni. Bocciata da tutti. Intanto compare Verdini, inspiegabilmente ancora a piede libero, che boccia Fini, il quale fa sapere che non ci saranno annunci di nuovi partiti. Mentana, intanto, fa sapere che non esiste una maggioranza in questo paese, e lancia così il servizio su Mirabello e su cosa dirà il presidente della Camera. Mentana poi ‘lancia’ In Onda, con l’intervento della Costamagna che chiede a Italo Bocchino, ospite in studio, che dirà Fini a Mirabello: “Farà chiarezza, non saremo più nella confusione”, dice Bocchino. Quante probabilità che si voti a marzo? “Scarse”, risponde Bocchino e gli fa eco Nunzia De Girolamo in studio. Poi Mentana apre la pagina della scuola: “Attenzione alta per i precari”, dice la Gelmini, che però non incontrerà i precari.
Dopo l’apertura sul ministro delle attività produttive, il Tg3 si fa un giretto a Cernobbio, ascoltando Bombassei, Abete e Moretti Polegato. Giacomo Vaciago richiama la Germania, riprendendo il discorso di Draghi in mattinata. Una sola frase dedicata a Nouriel Roubini, che invece ha previsto una ricaduta della crisi. Mentre le continue citazioni di Passera potrebbero far pensare a un a.d. di Banca Intesa pronto per vestire i panni del ministro: impossibile, in realtà, visto che il banchiere è molto più ambizioso, sa quanto conta un ministro e sa quanto invece è importante la poltrona di a.d. di Enel o Eni (in scadenza a marzo…). In voce poi viene citato il discorso molto più ottimista di Barack Obama. Quindi, servizione su Giorgio Napolitano che è diventato spiritoso con la seconda parte del suo mandato (sperando che non faccia la fine di Cossiga). Un nuovo Napolitano più sferzante? – si chiede il Tg3. Scendono in campo i finiani: Rosi Bindi propone un’alleanza con Fini, mentre si blablaeggia intorno al processo breve e a Futuro e Libertà, che propone di modificare il legittimo impedimento. Bossi biascica qualcosa di incomprensibile sul federalismo, e Casini parla del caso Parmalat e della Thyssen, processi che verrebbero segati dal nuovo provvedimento. Anche Bersani apre al governo di unità nazionale in base di emergenza, e la pagina della politica si chiude con l’immagine della grande ammucchiata. Il Tg chiude con l’uomo morto da dieci anni, ritrovato mummificato a letto senza che nessuno l’abbia cercato negli ultimi venti.













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..ma non e’ ,con tutto il rispetto,che abbiamo fatto dei giornalisti l’unica fonte di politica ?
Non e’ un concetto distorto quello dei giornalisti unici ministri del fatto politico ?