Esteri

Wiesenthal non era solo: “Il cacciatore di nazisti pagato da Israele”

2 settembre 2010

“Dietro di lui il Mossad”, argomenta un libro fresco di pubblicazione che getta nuove ombre sull’opera del sopravvissuto all’Olocausto che dedicò una vita a raccogliere le informazioni sui criminali nazisti per rintracciarli e poterli sottoporre a processo

Un libro, pubblicato giovedì, ripercorre la storia del rinomato “cacciatore di nazistiSimon Wiesenthal, il sopravvissuto all’Olocausto che dedicò il resto della sua vita a raccogliere le informazioni sui criminali nazisti e a rintracciarli per poterli sottoporre a processo. Wiesenthal avrebbe lavorato per l’agenzia di spionaggio del Mossad.

ISRAELE ALLA CACCIA DEI NAZISTI – Quanto scritto in “Wiesenthal – La vita e le leggende” getta però una luce diversa sulla storia dell’uomo, che fino ad ora si credeva, avvesse condotto da solo le ricerche per portare davanti alla giustizia i criminali di guerra. La connessione col Mossad lascia esterefatti. “E’ sorprendente che sia sempre stato considerato come un solitario, uno che fa tutto da solo contro ogni previsione e contro la polizia locale”, ha fatto sapere l’autore del libro, lo storico israeliano Tom Segev. Mentre Efraim Zuroff, il direttore del Simon Wiesenthal Center di Gerusalemme, che sottolinea come questa sia la prima volta era che emerge il legame col servizio segreto israeliano.

300 DOLLARI AL MESE - Secondo l’autore del libro Wiesenthal avrebbe lavorato con agenti israeliani già prima della creazione del Mossad, avvenuta nel 1949. Risale al dicembre del 1948, ad esempio il tentativo, poi fallito, del cacciatore di nazisti di catturare Adolf Eichmann, che fu poi catturato successivamente da agenti israeliani in Argentina e giustiziato in Israele. Si racconta che fino al 1970, Wiesenthal avrebbe operato sotto il nome in codice di “Theocrat”, fornendo all’intelligence israeliano informazioni su presunti criminali di guerra e i gruppi neo-nazisti che minacciavano le comunità ebraiche in Europa. Il Mossad avrebbe aiutato Wiesenthal ad aprire un ufficio, a Vienna, e lo pose a libro paga riservandogli una paga mensile di circa 300 dollari.

SCENARI SORPRENDENTISegev ha avuto accesso per la prima volta all’ufficio di Wiesenthal e al suo archivio personale. Ha poi seguito quanto raccontavano i dati emersi dalle carte del “cacciatore di nazisti”. Il libro fornisce anche una nuova intuizione sulla famosa agenzia di intelligence israeliana: il Mossad avrebbe fatto più di quanto si possa immaginare, e finora immaginato per rintracciare gli ex ufficiali nazisti. Il Mossad non ha subito risposto alle richieste di un commento. Il libro è stato pubblicato in sei paesi, anche Stati Uniti e Gran Bretagna.

5 commenti a Wiesenthal non era solo: “Il cacciatore di nazisti pagato da Israele”

  1. non vedo questo scalpore per una cosa assolutamente scontata.
    sarei meravigliato se avesse dovuto ricevere solo le donazioni dei figli o nipoti dei sopravvissuti per sostenere il giuramento che aveva fatto.
    libro spazzatura!!!

  2. sayeret matkal

    Per me, è un vero eroe per il suo paese, visto che ha contribuito a scovare i nazisti…Ed il Mossad è il miglior servizio segreto del mondo…

  3. maria barbato

    sono d’accordo a dire che i fianaziamenti avuti che siano stati del mossad o altre fonti poco importa.
    La cosa che importa di più è che lui èstato un grande ad aver cercato di far fuori quella gente che non si meritava di vivere dopo quello che aveva fatto.
    Peccato che tanti sono arrivati alla fine dei loro giorni incolumi.
    Abbiamo bisogno di più persone come lui.
    Maria

  4. a questa storia di wiesenthal che intrallazza con il mossad non ci credo.
    Se effettivamente ci fosse stato un collegamento, sicuramente i criminali nazisti
    catturati sarebbero stati molti di più.

  5. Moshe Aharon ben Avraham

    Che Simon Wiesenthal abbia ricevuto o meno soldi del Mossad e indiferente, lo importante e il lavoro che ha fatto per il suo popolo e se ben si e fatta giustizia a meta, quella meta vale tanto per noi che sappiamo come ha laorato.

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