Il ministro Tremonti e quella riforma sparita

02/09/2010 - Basta riflettere. Se oggi le norme che presiedono alle procedure di costituzione dell’impresa ed inizio di una impresa sono leggi ordinarie; se le norme che regolamentano la vita e le attività delle imprese sono ordinarie, che senso ha disturbare la

     
 

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Basta riflettere. Se oggi le norme che presiedono alle procedure di costituzione dell’impresa ed inizio di una impresa sono leggi ordinarie; se le norme che regolamentano la vita e le attività delle imprese sono ordinarie, che senso ha disturbare la costituzione? C’è tuttavia l’obiezione regina. Andrebbe analizzato il rapporto ISTAT sulla demografia delle imprese che pure di natalità parla. Il rapporto presentato ad ottobre 2009 fornisce dati dal 2002 al 2007 ed evidenzia un tasso di natalità mediamente buono, variabile per regione ma buono ed un tasso di denatalità che si accentra a livello nazionale intorno a valori medi. Da altre fonti ma anche a livello di esperienza comune, si comprende che il labirinto normativo non scoraggia completamente chi ha deciso di fare impresa a qualunque livello. L’aspetto davvero grave e preoccupante è il dopo. Le imprese, quasi al 100% nascono piccole. Quello che nel rapporto si legge è che le imprese non crescono abbastanza né abbastanza rapidamente ed hanno dei tassi di sopravvivenza misurati a 5 anni non esaltanti come il grafico (preso dal rapporto) dimostra. Per insediare il ministro dell’industria invece, il casting è in corso.

L’ISTAT ipotizza una correlazione del tasso di sopravvivenza con la crescita delle imprese che misura anche in termini di occupazione media

Chiedo scusa per non poter allegare documentazione di raffronto con altri paesi europei Mi sia permesso citare in compenso alcuni articoli apparsi su La Voce dal titolo Il dibattito sulla stagnazione europea e Dinamiche d’impresa, produttivita’ e crescita economica: l’Europa al traino? Sono entrambi stati scritti nel 2003 a testimoniare che oltre a quelli precedenti, di anni ne abbiamo perduti altri 8 finora in attesa di perdere i prossimi tre. E’ questo il punto debole che ritengo sia quello nevralgico. Le imprese nascono ma crescono troppo poco. Molti sono i fattori che influiscono endogeni ed esogeni al sistema imprese. Quelli endogeni, se appartengono alla libera scelta dell’impresa sono intoccabili ma si tratta di casi incompatibili con la decisione di fare impresa che ha in se stessa il DNA della crescita. Sono gli elementi esterni ad influire obiettivamente: concorrenza insufficiente, presenza di mercati finti e/o mal regolati, predominanza dell’intermediazione pubblica, eccesso di regolamentazione, peso insostenibile della fiscalità, inefficienza della burocrazia, debito pubblico fuori controllo, disincentivi all’accumulazione di capitale ed all’investimento, sistema finanziario poco concorrenziale e corporativo, servizi costosi ed inadeguati, ordini professionali forieri di rigidità, alti costi e produttori di rendite di posizione, ingerenza della politica nell’economia e nella finanza, ordinamento giuridico asfissiante e disincentivante, giustizia devastata, incertezza nella tutela dei diritti di credito e di proprietà, paternalismo, tempi biblici delle pubbliche amministrazioni nei tempi di esecuzione dei loro rapporti contrattuali, tempi geologici per i processi decisionali ad ogni livello, dalla commissioni edilizia del comune al Parlamento ad eccezione delle norme che fanno comodo al PdC, e last but not least, la corruzione. E’ il coacervo di fattori che blocca il sano dinamismo che espelle dal mercato delle imprese meno efficienti e seleziona, premiandole quelle più efficienti, più capaci di crescere e più produttive. E’ ampiamente dimostrato che in Italiettistan la crescita la conseguono le Mediaset e gli Anemone.

Quando si parla di libertà di impresa, è di questo che bisogna parlare. Quali sono le idee del governo su questi argomenti e su quelli per brevità non citati? Fuffa ed economia sociale di mercato, vale a dire lo status quo che perpetua la bassa crescita, la bassa produttività, i bassi ed insufficienti salari ed inibisce una reale politica di risanamento delle finanze pubbliche. Nella giusta direzione vanno invece e per una volta le proposte presentate dal PD un’altra delle lenzuolate Bersani. Importante ma comunque modesta negli obiettivi e nelle conseguenze ma sicuramente un’autentica boccata d’aria fresca nell’acqua paludosa ed inconcludente del blabla governativo. Su queste proposte varrebbe la pena discutere. Non tutte condivisibili nei loro meccanismi ma nell’intento sicuramente sì. Sono state strutturate con ottica corretta e puntuale perfettamente rispondente alla rimozione di alcuni degli ostacoli tra quelli prima elencati. Non ci è dato sapere se questo intervento sarà realizzato dal governo del fare, quello che ci tranquillizza e ci fa gioire è che il ministro tremonti, ha ricoperto il ruolo per tutti i governi Berlusconi e per più di cinque degli ultimi 8 anni ma alla fine ce l’ha fatta: ha capito che occorre semplificare. E realizzare? Beh Ma non c’è da preoccuparsi. In fondo alla fine della legislatura mancano solo 3 anni e poi, che sarà mai! di legislatura se ne aprirà un’altra.

     
 

2 Commenti

  1. me^^ scrive:

    Uhmmm…0_=….sono un somaro in Costituzionale (e pure negli altri)
    Spero che un esperto mi corregga…e che si capisca qualcosa.
    Comunque ho una mia tesi sulla responsabilità.

    Sempre somara come sono, direi:
    1) Mi sa che non implica qualcosa “in più”, ma parecchio “in meno” e per tutti.

    Sul 41. mi pare si crei immediatemente un conflitto fra la norma attuale e i commi aggiunti (e la regola è invece non creare conflitti fra norme di pari rango… a meno che non lo fai apposta).
    Mi spiego =>
    Ricordando sempre che lo Stato siamo noi (e non quello sul seggiolone)
    Il 2° secondo capoverso dell’attuale 41 dice “non può svolgersi in contrasto”: così com’è ora implica la possibilità di una valutazione ex ante, con conseguente diritto\potere dello Stato(ossia noi) di impedimento dell’attività lesiva all’origine; mentre il secondo dei nuovi commi proposti dice l’esatto contrario: ex post (nel frattempo la fabbrichetta ha già potuto fare il danno a 2 secondi dall’entrata in funzione e noi ce lo teniamo)
    Temo soprattutto perchè la valutazione ex post inerisce sicurezza, libertà e dignità umana. Prima danneggio i diritti e …dopo controllo se era possibile danneggiarli.
    Nota anche il termine “umana” nella norma originaria: è un concetto ampio. Il vecchio legislatore non scrisse cittadini…ha scritto umano
    Quindi, per converso: mentre prima il danno era limitato pure in Papuasia, adesso lo si potrà fare pure là.
    Il problema è che quei 3 sono diritti la cui tutela preventiva noi affidiamo allo stato (es: da qui il suo potere di far guerra per tutelare la sicurezza), ma con una tale modifica lo Stato non esegue più il compito che noi gli abbiamo affidato, anzi affida alle capacità dei privati la nostra sorte circa sicurezza, libertà ecc…
    Sino ad ora noi non gli abbiamo mai dato nessun potere di delega simile in materia…glielo vogliamo dare adesso? ^___^
    In breve: sacrifica all’interesse economico del privato (e non anche al diritto al lavoro, che è cosa diversa) – 3 diritti fondamentali, imponendoci unilateralmente di rinunciare alla tutela preventiva da parte sua di essi.
    In pratica è una deroga a ciò che attualmente non ammette deroga salvo altro interesse pubblico superiore (e qui è un privato… e pure nano).

    Quanto alla “responsabilità personale” indicata nel nuovo comma mi pare
    A)una boiata da bloccare immediatamente!!!!
    - La responsabilità per danno, adesso, a norma di codice civile e penale, grava su chiunque se dalla sua azione deriva un danno. In pratica: così cambi pure i codici…2 piccioni con una fava…mentre quelli guardano da un’altra parte, la legge penale e civile non è più uguale per tutti.
    - Chiediti: perchè mai la responsabilità sarebbe esclusa solo per le finanziarie? (pensa al nano^^)
    Ma diventa logico il perchè del limite se si pensa che la finanziaria potrebbe offrire i soldi a un prestanome per svolgere l’attività dannosa. (pensa sempre al nano)
    Di fatto, banche e finanziarie permettono ogni attività pur non svolgendola (ma ci stanno dentro fino al collo)

    B)Inoltre, in tal modo, limita evenutali azioni esecuntive o risarcitorie solo al patrimonio di un possibile prestanome o comunque del finanziato (e non becchi niente: se li tiene il nano^^)

    c)La regolamentazione ex post invece contrasta col concetto stesso di “regolamentazione”: di fatto, essendo ex post, non hai mai potuto regolare un cavolo perchè hanno già fatto tutto quelli prima ancora che tu potessi dare un’occhiata alla situazione complessiva^^.
    Quindi quando intervieni devi accettare le cose come stanno. Oppure, se non ti piacciono, ordini l’abbattimento. Comunque ti tieni il danno ed inoltre quelli faranno causa allo Stato per evitare che chiuda e …andiamo avanti un secolo ma l’impresa e il danno staranno ancora là.

    Il 118 per me è ….incomprensibile e drammatico già nella sua formulazione attuale!^___^
    Da quando hanno modificato 117 e 118 hanno incasinato ancora di più la situazione precedente, lasciando gli enti locali in condizione di fare che gli pare senza controllo (e mi sa che ne vediamo ampiamente gli effetti)
    Leggiamo che dicono nella nuova…
    1° comma =>
    -Benissimo!^___^ Già non si capisce un cavolo perchè usano il rinvio!^^
    No buono il rinvio in questo caso: se cambia la norma – ordinaria o comunitaria – cui rinvia il 118 cambia pure l’ampiezza del 118 e una norma costituzionale non dovrebbe ampliarsi o restringersi in questo modo…è lei che limita le altre, non le altre lei^^
    -”Ragionevolmente applicabile”= è un’affermazione assurda. Posto che rimette il potere agli enti locali … affida poi agli stessi la valutazione di “ragionevolezza” senza predeterminare i criteri a cui la valutazione deve attenersi per considerarsi ragionevole. Peraltro, ciò che può essere ragionevole per il comune, può non esserlo per lo stato(o per me^^), ma non c’è scritto nella norma chi prevale in caso di conflitto di valutazione, nè istituisce un organo designato a dirimere il conflitto.

    -Il 2° dei nuovi commi del 118: peggio che andare di notte!!^__^
    Basandosi sull’indeterminatezza del precedente e sulla già premessa sacrificabilità dell’interesse pubblico all’iniziativa privata ad opera del 41 come modificato da loro, dice agli enti locali di rimuovere immediatamente (senza predeterminare criteri o limiti per la loro azione: e infatti i limiti della salute, libertò e dignità li ha già rimossi con la modifica del 41…per cui possono agire in tutta libertà) ogni ostacolo alla costruzione di qualsiasi ….(mi sto già incavolando)…boiata o cavolata che salti in mente a quelli!!!!^0^

    La terza è indeterminata nel contenuto e limita troppo il tempo messo a disposizione per gli enti (cui non pagheranno manco il personale).
    Domanda: presumono per caso che un comune possa valutare da solo le capacità di danno es: di una centrale nucleare? (e infatti al mio comune si chiamano tutti Einstein^^)
    E’ ovvio che in 3 mesi non ce la fai a ottenere dagli altri enti tutti dati che ti servono per le valutazioni.
    Per cui quelli inizieranno senza aspettare l’ente^^
    Inoltre è in sè una norma ampiamente… incomprensibile.
    E infatti, per quelli, è sempre meglio che una norma sia il più possibile incomprensibile e indeterminata nel contenuto…così possono infilarci che gli pare^__^

    A cosa servono?^^
    Quali sono le imprese che in futuro potrebbe mettere in pericolo la salute, la libertà o la dignitò umana, per oggetto o per metodi di lavoro?
    Perchè…. per come stanno adesso le cose… queste imprese non ci sono ancora oppure ci sono ma non sono ancora al massimo del potenziale dannoso.
    Quindi basta chiedersi “Cosa manca, che può farci del male?” ^___^

  2. me^^ scrive:

    Un’altra cosa^^
    Affinchè ‘sta boiata attualmente incostituzionale passi e diventi costituzionale…ci sono i due solidi metodi.
    Dando per scontato che avrebbero immediatamente il voto dell’opposizione se usassero uno dei due, vorrei sperare che non siano proprio gli italiani, di proprio pugno, a rinunciare ai propri diritti\poteri dopo essersi fatti riempire la testa di “ampie prospettive occupazionali”
    Pure anni fa, quando sapevano che la globalizzazione li avrebbe spazzati a favore degli imprenditori stranieri, parlarono di “ampie prospettive occupazionali”, col pacco Treu e il suo precariato, quando invece di scendere in piazza a dirgli “Non se ne fa niente! Non vogliamo diventare la variabile unilateramente sacrificabile dagli imprenditori!”, dissero tutti “Sììììì!^-^ Avremo subito un posto di lavoro! Ci va bene anche se è solo per un mese! Tanto dopo, con l’esperienza, ci prenderanno subito da un’altra parte!” Col cavolo!… Dall’altra parte quelli facevano la stessa cosa. E a che pro? Avere manodopera secondo le necessità momentanee e diventare esse stesse – le imprese – flessibili agli andamenti del mercato internazionale e al minimo costo.
    E adesso? Abbiamo precari disoccupati che si chiedono “Perchè lo Stato non si occupa di me?” (ovvio: gli hai detto tu, tacendo, di non occuparsene!) e imprese interinali che esercitano legalmente il caporalato, quando prima questa roba era vietata dalla legge proprio per garantire stabilità ed evitare lo sfruttamento.
    Solo che quando quelli cambiavano i codici, a chi parlava, nessuno dava retta… e adesso stiamo così, perchè qualcuno ha creduto che lo facessero per il nostro bene (ma chi?…quelli? Quelli mandano i figli in Svizzera a imparare a dominare i sottoposti!^-^)
    Per il rapporto occupazione\inflazione (e a lor interessa solo il potere d’acquisto del proprio denaro) queste cavolate non potranno mai creare nuovi posti ma solo avvantaggiare gli imprenditori sia nel mercato interno che – e soprattutto – nel mercato internazionale (ed è là che questi vanno a parare per il futuro: a loro interessa vendere, non anche vendere agli italiani).
    Aaahhh! Mi sono sfogata!!! ^______^
    Adesso me ne posso pure andare a dormì^^

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