Bernard-Henri Lévy filosofo e scrittore francese, promotore dell’appello per fermare la lapidazione della donna iraniana, afferma che questa è la domanda che tutti i sostenitori della causa dovrebbero porsi.
“E’ da quando è partito l’appello due settimane fa che questa è la domanda che quelle decine di migliaia di uomini e donne che hanno firmato questo appello ogni giorno, ogni ora, ogni secondo, si chiedono“. Così scrive il filosofo e scrittore francese Bernard-Henri Lévy dalle
pagine dell’ Huffington Post. “Purtroppo, nessuno ha la risposta a questa domanda terribile. E nulla dice che, nei prossimi giorni , forse anche domani, questa terribile sentenza non verrà eseguita e il bel viso di Sakineh Mohammadi – Ashtiani ridotto in polpa, come le facce di quei due amanti che sono stati, infatti, lapidati a morte, il 16 agosto nella provincia di Kunduz, in Afghanistan“.
OPINIONE PUBBLICA MAESTRA - “Tuttavia io non ci credo. Credo, voglio credere, che la campagna avviata in Nord America da Heather Riesman, Marie- Josée Kravis, Arianna Huffington e altri e trasmessa, in Francia, da Liberation, Elle e la mia rivista online, La Règle du jeu, in ultima analisi, prevarrano. E questo per almeno tre motivi. Prima di tutto – scrive il filosofo - perché, come ha detto Charlotte Gainsbourg , una delle prime ad aver risposto al mio invito di inviare una lettera “per Sakineh” ogni giorno, abbiamo la fortuna di vivere in un paese dove l’ultima parola è quella di questo maestro assoluto, l’Opinione Pubblica. Quasi 50.000 uomini e donne (il numero di coloro che, mentre scrivo queste parole , hanno già firmato la petizione) ritiene che la lapidazione è un crimine ignominioso insondabile e tutti sono unanimi (al di sopra e al di là delle credenze o non credenze di ogni individuo) nel rispondere alle pietre di oscurantismo e alla criminalità con la lettera dei nostri nomi. E i leader secondo noi, coloro che governano e obbediscono al nostro consenso, sono giustificati a intervenire e a seguire, ed è soltanto un caso che il primo paese ad essersi impegnato, attraverso la voce di Nicolas Sarkozy, alla causa della giovane donna è lo stesso che ha avviato la petizione?”.
LA POSIZIONE FORTE DELLA FRANCIA - Per Henri Lévy, comunque pur implacabili e senza scrupoli come possono essere solo le dittature senz’anima e prive di virtù non sono mai completamente autistiche e nella prova di forza in cui sono impegnate con il mondo democratico, prestano attenzione a tutti i segni. Quando un paese come la Francia assume una posizione forte, dichiarando, attraverso le parole del suo Presidente, che la giovane donna minacciata di lapidazione è sotto la sua responsabilità, rendendo l’affermazione una questione di umanità, di principio e di onore, secondo il filosofo, il regime di Teheran non può evitare di prendere in considerazione questa posizione. Il prezzo da pagare per questa esecuzione, nell’agorà del villaggio globale, per una donna il cui unico delitto è, forse, di essersi innamorata sarebbe eccessivo e troppo rischioso per il regime.




Speriamo che la petizione sia sufficiente per salvare la vita di sakineh
E invece a qualcosa serve : NON VERRà LAPIDATA !!!