Matteo Renzi, l’uomo che punta al vertice della “ditta” Pd

02/09/2010 - Il rampante sindaco di Firenze si fa conoscere dall’opinione pubblica con iniziative ultra popolari e polemiche con il partito. Bersani e Vendola sono in pericolo? “Se e’ finito il tempo di Berlusconi, dobbiamo essere consapevoli che e’ finito anche il

     
 

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Il rampante sindaco di Firenze si fa conoscere dall’opinione pubblica con iniziative ultra popolari e polemiche con il partito. Bersani e Vendola sono in pericolo?

Se e’ finito il tempo di Berlusconi, dobbiamo essere consapevoli che e’ finito anche il tempo per chi in questi anni gli ha fatto opposizione“. Anche oggi, non manca l’esternazione quotidiana del  sindaco di Firenze, Matteo Renzi, questa volta a margine dell’inaugurazione della nuova sede del Pd di Firenze. “Andrò all’Assemblea Nazionale – ha detto ancora Renzi – metterò le mie proposte ai voti ed, eventualmente, anche ad andare in minoranza. Ma dicendo che Berlusconi e’ il Caimano, il male assoluto, non risolveremo i nostri problemi. Bisogna incalzare Berlusconi sulle cose concrete, sui fallimenti del suo Governo. No – ha concluso – alle ammucchiate selvagge contro Berlusconi“.

GIU’ DALLA GIOSTRA - Non sono passati nemmeno quattro giorni dalle dichiarazioni che fecero vacillare lo stato maggiore del Pd, dopo l’intervista del segretario Pierluigi Bersani a Repubblica nella quale auspicava la nascita di un nuovo Ulivo. ”Il Nuovo Ulivo?” aveva replicato Renzi dalle pagine dello stesso quotidiano “fa sbadigliare”, “è il momento della rottamazione” dei vecchi dirigenti, “senza incentivi”. E nell’ intervista il primo cittadino fiorentino valutava che l’eliminazione dei ‘vecchi’ del Pd fosse “la pre-condizione per battere Berlusconi”. “Di nomi nuovi ce ne sono“, aveva sottolineato, “da Vendola, a Chiamparino e Zingaretti“, leader che “sono in grado di dire e dare qualcosa di nuovo al Pd”. Per il ricambio auspicato, Renzi aveva indicato “lo statuto del Pd”, che “parla chiaro, anche se è rimasto inapplicato: dopo tre mandati parlamentari giù dalla giostra“. Quanto ai rapporti con Fini e Casini, il sindaco di Firenze era stato secco sul presidente della Camera: “Uno che passa da Almirante e Le Pen alla Tulliani e Barbareschi di certo non fa per me“.

NON E’ CHE VUOL FARE L’ANTI-VENDOLA? - Fra i leader che sarebbero in grado di dare qualcosa di nuovo al Pd, stranamente Renzi non si candida. Preferisce, ha affermato di recente, continuare il suo percorso di sindaco di Firenze, magari rosicchiando popolarità con la sua “esuberanza” politica. Chi non ricorda per esempio la candidatura nella lista Renzi dell’ex schedina di ‘Quelli che il calcio’ Elisa Sergi che tanto imbarazzo creò nelle file del Pd e proprio mentre Veronica Lario, moglie del presidente del Consiglio, tuonava sul “Ciarpame senza pudore” per la candidatura di alcune veline e showgirl nelle liste del Pdl? Mentre nel Pdl il senatore Achille Totaro gongolava: “Una goffa imitazione di Berlusconi? La megalomania dell´Obamino fiorentino è alle stelle ma resta il De Mita del Valdarno“. E che dire di quel provvedimento anti-ganasce “a furor di popolo” che già aveva promesso in campagna elettorale, alle migliaia di fiorentini a cui ogni anno veniva portata via la macchina, un giro d’affari di circa 3 milioni di euro dei quali il Comune di Firenze  e la municipalizzata Sas non vedevano nemmeno l’ombra, perché tutto privato? Detto-fatto. E via le ganasce da Firenze.

LO CONOSCE PURE IL NYT - Per non parlare della rovente polemica ferragostana con il ministro Sandro Bondi sul David di Michelangelo. La celebre scultura (insieme all’incalcolabile valore artistico, ma soprattutto agli introiti derivanti dal turismo), per il sindaco appartiene a Firenze e non alla Stato: “È surreale questo dibattito. I documenti storici sono chiarissimi. E chi contesta la proprietà del David dovrebbe contestare anche quella di Palazzo Vecchio. Cosa che nessuno si sogna di fare“. Querelle finita pure sul NYT con Renzi che dichiarava: “E’ come Davide contro Golia“.

BERSANI PARLA A NUORA - Sarà per questa esuberanza che il segretario Pierluigi Bersani parlando oggi alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Partito democratico a Firenze, presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il presidente del Pd Rosy Bindi e il sindaco di Firenze, ha affermato: “L’importante e’ che, sempre, nelle posizioni di ciascuno, assieme alle critiche e alla posizione politica, scatti l’affetto alla ‘ditta’. La gente deve stimarci, quindi ci deve essere stima anche tra di noi“. Pur senza mai citarlo, in molti hanno pensato che le parole di Bersani fossero indirizzate proprio a chi voleva rottamarlo pochi giorni fa. Un parlare a suocera perché Renzi intenda?

     
 

6 Commenti

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  2. AF scrive:

    Ho assistito ad un dibattito televisivo tra Renzi e Colaninno, i ggiovani rampanti del PD. Due croste. Due insignificanti muffe. Rutelli in confronto sembra un Kennedy, come carisma politico. Se la giocano con Capezzone…

  3. IlgiovaneNeil scrive:

    bravissimo. stavo testè pensando che per me è un Capezzone 2.0

    no hope.

  4. vincenzo scrive:

    questo giovane democratico fa male a lamentarsi dei vecchi del PD.
    se la sua carriera politica si fonda sul parlar male degli altri, voglio vederlo al suo giro di boa.

  5. AF scrive:

    AHHRGGHH!!!! Dibattito Renzi-Belpietro il più simpatico è Belpietro! BELPIETRO!!! Dai, la politica è sopratutto comunicazione… lo so, non dovrebbe essere così… Come cavolo ha fatto ha diventare sindaco, antipatico, supponente e saccente com’è?

  6. Roberto Tatulli scrive:

    Vivo a Firenze e, almeno a me, l’esuberanza del nostro Sindaco pare eccessiva. E’ evidente, anche se lui continua a non ammetterlo, che punti in alto. Ho dedicato la mia tesi al suo modo di comunicare sul web durante le primarie di coalizione nel capoluogo toscano e poi alle elezioni amministrative. Sa benissimo che puntare il dito contro i vertici nazionali può fruttare molto e alimentare quel sentimento di sfiducia nei confronti di quelli che lui vuole rottamare. Uno schema preciso che ha come obiettivo finale mettere in secondo piano gli attuali per i nuovi.. e chi sono i nuovi? Civati, Serracchiani e compagnia bella. Ma di questi chi è quello che al pubblico appare più brillante, agile e grintoso. Proprio lui… Che dire? Chi vivrà vedrà.. a presto. Roberto
    Ti riporto una mia piccola considerazione: http://www.diariodifirenze.it/05/07/2010/un-anno-di-renzi-euforia-e-critiche-nella-citta-divisa/

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