Travaglio, lettera aperta a Dino Boffo su Feltri e l’Avvenire
02/09/2010 - Sul Fatto Quotidiano un paio di domande all’ex direttore di Avvenire dopo la performance di Feltri a In Onda. Ci voleva proprio. Dopo le parole di Feltri a In Onda su La7 (il direttore del Giornale aveva fatto notare che
Sul Fatto Quotidiano un paio di domande all’ex direttore di Avvenire dopo la performance di Feltri a In Onda.
Ci voleva proprio. Dopo le parole di Feltri a In Onda su La7 (il direttore del Giornale aveva fatto notare che Dino Boffo non l’aveva querelato dopo le dimissioni da Avvenire, e che la Chiesa stessa l’aveva mollato), Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano scrive una lettera aperta al direttore cattolicissimo chiedendogli di intervenire sul suo caso, ormai tornato d’attualità. Ricorda Travaglio:
Dal giorno delle Sue dimissioni Lei ha lodevolmente scelto la strada del silenzio e di Lei si è tornati a parlare solo quando è stato nominato dal governo Berlusconi (ministero dello Sviluppo economico) tra i membri della Consulta Filatelica Nazionale, prestigioso organismo consultivo “per definire gli indirizzi di politica filatelica e il programma annuale di emissione” dei francobolli. L’altra sera però abbiamo appreso da Feltri, ospite di La7, che Lei non ha mai denunciato Il Giornale per ottenere il risarcimento dei gravissimi danni subiti. Feltri ha aggiunto di trovare curioso che, se davvero i vescovi italiani La ritengono vittima di un sopruso, abbiano accettato le Sue dimissioni su due piedi e non Le abbiano offerto una tribuna da cui riprendere l’attività di giornalista. Le affermazioni di Feltri non sono state smentite.
E quindi, siccome forse è arrivato il momento di dire la propria, il giornalista torinese chiede:
Forse è venuto il momento di rompere il riserbo e fare definitivamente chiarezza sul Suo caso. Anzitutto rendendo pubblici gli atti del Suo processo, che i cronisti non hanno potuto visionare perché manca il consenso del condannato (Lei). E poi spiegando perché Lei non ha ritenuto di denunciare Il Giornale, anzi è stato visto a pranzo proprio con Feltri nel febbraio scorso. C’è qualcosa che ancora non sappiamo? Forse la famiglia del premier ha preferito chiudere la querelle con un risarcimento preventivo per evitare una causa pubblica? Può farci gentilmente sapere? Attendiamo Sue notizie.
Ottime domande, alle quali l’ex direttore de l’Avvenire forse dovrebbe rispondere. Sulla storia, è uscita una versione dei fatti riconducibile proprio a Boffo: il presunto telefonista, William B., a 24 anni è assunto a Sat2000 e si permette di rifiutare un contratto al quotidiano offertogli proprio dal direttore, perché figlio di una famiglia molto vicina alCardinal Ruini, senza il cui appoggio Boffo non sarebbe mai stato seduto quindici anni sulla poltrona più alta di Avvenire, ricoprendo un ruolo fondamentale di indirizzo politico della stampa cattolica. E’ lui a essere omosessuale, lui a effettuare le chiamate dal telefono della direzione di Avvenire accessibile in teoria solo a Boffo, lui a morire prematuramente qualche anno fa, secondo questa versione. Sulla quale Boffo non si è mai pronunciato. Sarebbe interessante sapere da lui se è vera o falsa.













A dire il vero no, con tutto quello che non va in Italia, e soprattutto che non si sa, a modesto parer mio non sarebbe poi così interessante…
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