Un Finiano smaschera le balle dei governi che durano da 30 anni
01/09/2010 - E L’ECONOMIA REALE? - Per chiarire meglio, vale la pena utilizzare ancora le testuali parole del Senatore: “Per concludere passo agli effetti della manovra. Purtroppo da trent’anni al Ministero dell’economia la procedura è la seguente: si parte dal quadro tendenziale macroeconomico,
E L’ECONOMIA REALE? - Per chiarire meglio, vale la pena utilizzare ancora le testuali parole del Senatore: “Per concludere passo agli effetti della manovra. Purtroppo da trent’anni al Ministero dell’economia la procedura è la seguente: si parte dal quadro tendenziale macroeconomico, se ne deriva l’andamento tendenziale di finanza pubblica, si fa la manovra di correzione e qui finisce la procedura. Chiunque di buon senso – non occorre essere economista – capisce che ai tre passaggi (tendenziale macroeconomico, tendenziale di finanza pubblica e manovra) manca una parte, vale a dire l’analisi degli effetti della manovra sull’economia reale e, di conseguenza, degli effetti finali sui saldi di finanza pubblica provenienti dall’economia reale. Questa parte non c’è al Ministero dell’economia e non da oggi, da trent’anni, tanto che potete riscontrarlo. Colleghi, poiché in tutte le tabelle di finanza pubblica contenenti il dato tendenziale e il dato programmatico l’ultima riga in fondo riporta il valore del prodotto interno lordo, troverete che esso è identico al centesimo di euro sia nell’andamento tendenziale sia nell’andamento programmatico. Il che vuol dire che le manovre di decine di miliardi di euro sulla finanza pubblica non hanno nulla a che vedere con l’andamento della produzione, dell’occupazione, dell’economia reale. La controprova di quanto sto dicendo è nei documenti ufficiali.”
E GLI ALTRI COME FANNO? – In altri paesi, la prassi è piuttosto diversa. Nel caso degli USA, accade che nel predisporre il budget per l’anno successivo, si indichino le cifre assolute per l’anno a venire definendo un paramentro di certezza che, tra l’altro, facilita Le possibilità di monitoraggio e controllo sull’andamento delle spese. Ad ogni finanziaria degli ultimi decenni insomma abbiamo assistito ad una sceneggiata che il senatore Baldassarri è il primo ad aver esplicitato all’attenzione dei cittadini. Nota certamente agli addetti ai lavori il giochino sul tendenziale consente ed ha consentito una sempre maggiore potenzialità di spesa ai medesimi con sommo gaudio dei medesimi cittadini. Non sappiamo se nel clima di “ne usciremo meglio di altri” che impone di dare notizie manipolate sul genere dei dati sull’occupazione che continuano imperterriti ad ogni dato pubblicato dall’Istat o da altre organizzazioni internazionali nonostante gli all’erta lanciati anche da questo sito i cittadini saranno colpiti da questa informazione. Ne dubitiamo. Ma ci consoliamo. Almeno non potranno dirci che non l’avevamo detto.













Questa è la conferma che da trent’anni e con i vari governi che si sono avvicendati,non abbiamo mai avuto un vero economista tra essi.Anzi,non abbiamo mai avuto nemmeno un buon politico .Ma non ci vuole un economista o un buon politico per capire certe cose,basta una buona serva che sappia far di conto.