Nuovo stop dalle autorità diplomatiche della Repubblica Islamica al contestato regista originario del paese centroasiatico. Non gli sarà consegnato il passaporto in tempo utile per assistere alla proiezione del suo film in Laguna.
Non c’è pace per Jafar Panahi, il regista iraniano in concorso alla prossima mostra di Venezia con il suo film “The Accordion”, film poetico sulle nuove generazioni, cortometraggio che narra le vicende di due giovani musicisti ambulanti. Panahi non potrà essere presente in laguna ad assistere alla proiezione del suo film: ne da notizia l’AGI, sostenendo che le autorità diplomatiche iraniane si sarebbero rifiutate di restituirgli il suo passaporto in tempo utile per partecipare alla mostra.
BRACCATO – Solo l’ennesima delle manifestazioni – con suoi film in concorso – a cui Panahi non è in grado fisicamente di partecipare. Era infatti già stato arrestato il 30 luglio del 2009, in questo modo non riuscendo a presenziare alla mostra del Cinema di Berlino; di nuovo fermato all’inizio del marzo scorso, e trattenuto agli arresti fino al maggio successivo, non riuscendo ad essere a Cannes. Aveva poi iniziato lo sciopero della fame di protesta, che suscitò sconcerto in tutta l’opinione pubblica mondiale e venne liberato, appunto, solo due mesi dopo l’arresto. Ancora una volta, dunque, il regime iraniano si dimostra oltremodo preoccupato per l’effetto che i suoi cittadini cineasti possano avere sull’opinione pubblica mondiale, e si premura di impedirgli la presenza fisica agli eventi del cinema internazionale.



