Interni

Perché Galan è andato alla festa del Pd?

31 agosto 2010

Il ministro delle Politiche agricole accetta l’invito dei Democratici che invece ignorano Cota. Ennesimo capitolo della polemica tra l’ex governatore del Veneto e i leghisti?

Non ho ricevuto alcuna pressione, sono qui perchè ho ricevuto una telefonata gentilissima da Bersani e gli ho detto ‘certo che vengo, siamo stati colleghi’ e su di me dò la parola d’onore che nessuno si è sognato minimamente di suggerirmi di non venire, anche perchè sanno di certo che se l’avessero fatto non avrebbero ottenuto l’effetto desiderato“. Lo ha detto oggi alla Festa del Pd a Torino il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, l’unico ministro che ha accettato l’invito da parte degli organizzatori del partito.

IL DIKTAT -Credo però – ha sottolineato Galanche sia stato fatto un errore a non invitare alla Festa del Pd il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota. Io semplicemente non volevo sommare un errore a un altro già fatto ma non mi sento un eroe per questo. Credo che sia sbagliato boicottare il dialogo di un evento come questo“. Il riferimento è al putiferio scatenato dal mancato invito, da parte degli organizzatori del presidente della Regione Roberto Cota. “Atteggiamento antidemocratico e irresponsabile“, avevano commentato i ministri Giulio Tremonti, Roberto Calderoli e Roberto Maroni, sbattendo la porta. Ed era partito il diktat: nessun esponente del governo partecipi alla festa di Torino.

AMANTE DELLE TRASGRESSIONI -Non mi sembra di aver compiuto un atto eroico, ho semplicemente risposto a un gentilissimo invito di Bersani“, afferma serafico il ministro spiegando la sua presenza oggi a Torino. “La cosa più eroica – ha proseguito Galan – l’ho fatta forse nel ’94, quando era appena sorto Berlusconi: sono andato a una festa dell’Unità a Parma. L’eresia, la trasgressione mi attraggono: sono il sale della vita”. Sarà pure amante della trasgressione Galan, ma come diceva qualcuno, a pensar male si fa peccato però spesso si indovina, visto che solo un mese fa, proprio il ministro aveva dovuto sorbirsi il diktat della Lega Nord, uscendo sconfitto dal braccio di ferro governativo sulle quote latte che stavano tanto a cuore al Carroccio. L’ennesimo schiaffone leghista dopo l’investitura da parte del suo partito dell’acerrimo nemico Luca Zaia sulla poltrona della regione Veneto.

IL DISPETTO AL CARROCCIO - Era finita con il ministro Galan che gridava il suo sconcerto contro i leghisti “arroganti e irresponsabili“, (gli stessi aggettivi usati contro i Democratici dai leghisti) mentre i succitati leghisti se la ridevano, ringraziando il governo – di cui Galan, fino a prova contraria, fa parte – per la sensibilità dimostrata nell’accogliere la richiesta di prorogare il pagamento delle multe a carico degli allevatori. Quale migliore occasione per fare un dispetto al Carroccio se non rilasciare interviste nel bel mezzo della Festa del Pd che, snobbando Cota, ha fatto indignare tutto lo Stato Maggiore leghista?

2 commenti a Perché Galan è andato alla festa del Pd?

  1. Pingback: Perché Galan è andato alla festa del Pd?

  2. Sokol

    Ai bei tempi il gov. Illy andava alle feste della Lega…

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