Pesantissimo articolo della Bibbia della City sul nostro paese, descritto come un cigno all’ultimo canto, che finora è riuscito a superare ostacoli anche difficili, ma che ormai si avvia verso un rapido declino.
Il venir sbattuti in pagina nei termini in cui lo fa il Financial Times nei confronti del nostro paese è una brutta notizia dalle conseguenze non del tutto quantificabili; perchè è come se un editoriale di “Quattroruote” avesse scritto nero su bianco una cosa tipo: “Non comprate la nuova Panda, è inaffidabile, fa pena”.Già: più o meno è questo il
giudizio che la Bibbia della City, il giornale letto dagli investitori di tutto il mondo, riserva al nostro paese: una vecchia gloria dell’Europa ormai da rottamare, perchè sebbene immersa in un continente che cresce, è l’unica in controtendenza ad arrancare.
CHE PECCATO – E ciò che fa più pensare è il giudizio lusinghiero - e sorpreso – che il quotidiano economico-finanziario riserva all’impresa italiana del recente passato, quella della “bella figura che ormai scompare”. Nonostante i problemi strutturali, il nostro paese ha sempre camminato, riconosce il FT: “Governo dopo governo inefficiente, le società italiane sono sempre riuscite a navigare con successo in mezzo a un enorme debito pubblico, mancanza di riforme strutturali, erosione dei loro asset competitivi e un’intensissima guerra di esportazioni per mantenere il paese nel Gruppo dei Sette”. Ma il futuro non è roseo: “Un altro autunno politico caldo è in arrivo. Come da tradizione nazionale, la coalizione del primo ministro Silvio Berlusconi si sta autodistruggendo. Molti si aspettano che cada, ma i suoi successori designati – Giulio Tremonti, uno dei suoi tecnocrati, e Gianfranco Fini, praticamente la sua nemesi – hanno ben poco di nuovo da offrire”.
TENERSI ALLA LARGA – Così, in un contesto in cui “non c’è nessuna speranza di ottenere riforme strutturali”, il giudizio è netto: “Gli investitori dovrebbero preoccuparsi” di un paese in cui, mentre la produttività nell’Eurozona cresceva di 7 punti dal 1999, quella interna calava di 6 punti, di un paese che è riuscito ad andare “peggio delle previsioni dell’Eurotop 300 di undici punti percentuali”. E così, se una volta l’Italia poteva pure definirsi un posto interessante in cui investire, proprio perchè nonostante tutte le difficoltà riusciva a procedere quasi miracolosamente, oggi il paese, chiude il FT, “ha bisogno di una rivoluzione politica strutturale, non di un cambiamento politico passeggero, per ritrovare il suo appeal economico”.




Pingback: Anonimo
Vabbhé qual’è il problema?
gli investitori possono sempre venire qui in vacanza.
Abbiamo sole, sole, mare…
Pingback: Ora mandate a mente e ripetete 500 volte « La Valle del Siele
Pingback: FT: “L’Italia è al capolinea, gli investitori girino al largo” | Informare per Resistere
Pingback: FT: “L’Italia è al capolinea, gli investitori girino al largo” « Io voto Pro Lib3rtarian Iniziative
Non sarà che gli inglesi cercano di gettare discredito sugli italiani per coprire i loro problemi? Il Regno Unito annaspa da tempo, colpito dal collasso del proprio petrolio; la massa di soldi messa assieme dagli inglesi negli anni della finanza d’assalto sta evaporando.
Personalmente, credo che tra poco smetteranno di fare commenti sprezzanti sui loro vicini di casa.
Pingback: Signore e signori siamo in guerra. - I Forum di Investireoggi