Cultura

Caro-libri alle porte: le idee per il risparmio

31 agosto 2010

Con la riapertura delle scuole il peso dell’istruzione rischia di schiacciare le famiglie. Intraprendenza e nuove soluzioni possono aiutare.

Libro

Uno spauracchio per le famiglie e per gli studenti (e relativi portafogli) viene, ogni anno, alle porte dell’autunno: i libri di testo. Che siano manuali universitari o testi antologici, compendi o trattati, possono portare via una bella fetta di reddito. I prezzi variano in relazione alle materie prime, alle vendite, all’argomento. Ma risparmiare si può. I metodi? Tanti e variegati.

LIBRI PERSONALIZZATI – C’è chi propone, in barba alle case editrici, di spingere i professori d’ogni istituto a scrivere da solo il proprio testo, in base al programma che vuole svolgere, distribuendolo ai propri studenti. Bell’idea. Se non fosse che alcuni professori non sono propriamente preparati (per curiosita scrivete su Google: “dibattito professori incompetenti”, troverete un bel pò di risultati, con soluzioni differenti). Un altro deterrente a questo metodo è il fatto che gli insegnanti potrebbero usare dispense tratte da altri testi, se non addirittura fotocopiate. Lì sarebbero guai d’altra specie.

11 commenti a Caro-libri alle porte: le idee per il risparmio

  1. emanuele p

    Sono del settore (lavoro per una casa editrice di testi scolastici) è ogni anno bisogna assistere a questa campagna contro i libri di testo. D’altra parte ogni stagione ha il suo tormentone: in inverno il freddo e il gelo, in primavera le allergie, in estate il caldo e gli anziani, in autunno (appunto) il libri di testo.
    Nessuno fai mai questo semplice ragionamento: i libri che si comprano a settembre durano un intero anno scolastico (10 mesi). Quindi, poniamo che si spendano 200 euro, la spesa mensile è di 20 euro. Sono tanti 20 euro al mese da investire nella formazione di un figlio? Lo chiederei a quei genitori che elargiscono senza battere ciglio ricariche mensili per i cellulari dei propri bambini (visto che tutti, adesso, hanno il cellulare fin dalla primo anno di scuola). Se calcolassero quanto spendono annualmente solo per questo troverebbero una cifra sicuramente superiore a quella dei libri di testo.
    Il problema è quindi di questa società completamente violentata dal consumo, dai bisogni superflui e inutili (ma che ci vengono venduti come necessari e indispensabili), da persone talmente imbambolate che non riescono neanche a farsi i conti dentro le proprie tasche. E per me è frustrante pensare che posso perdere il mio lavoro (visto che l’editoria scolastica è un settore molto in crisi) per colpa dell’ignoranza dilagante.
    Concludo facendo notare che sul costo del libro, solo una piccola percentuale (circa il 30%) costituisce il guadagno effettivo per la casa editrice. La grossa fetta viene mangiata dalla distribuzione. Quindi, prima di fare campagne mediatiche contro le case editrici sarebbe il caso di documentarsi meglio.

    • Giuseppe Guarino

      Questa non è una battaglia mediatica contro nessuna casa editrice. Semmai lo è contro chi fotocopia.
      Inoltre leggi la sezione SCONTI E BUONI e ti renderai conto che incoraggia l’acquisto del nuovo e dell’originale.
      Saluti.

    • gregorj

      Scusa, eh, ma mi rimane oscuro il ragionamento: siccome i genitori sprecano in cellulari, allora devono sprecare in libri di scuola? Se invece del libro nuovo posso, risparmiare, acquistando un testo usato, non vedo perché non dovrei farlo. Specialmente per taluni testi, che sono ridicoli.

      • anna

        una cosa è un cellulare, una cosa è un libro di testo nuovo che il ragazzo può fare suo, su cui può lavorare bene perché non è scritto o sottolineato. come si possono paragonare le due cose?
        un telefono è utile ma non ti trasmette niente, un libro di testo ti insegna a studiare, a capire il mondo che ti circonda e i genitori dovrebbero comprarli consapevoli che fanno un grande regalo ai loro figli e pretendendo che i loro figli non li rovinino.
        per molti ragazzi il primo e forse unico approccio con il libro passa attraverso la scuola
        per tantissime famiglie italiane se non fosse per i libri di scuola non avrebbero un testo stampato in casa!
        e ci lamentiamo della spesa quando sprechiamo a destra e manca per oggetti inutili di ogni genere o per comprare ogni sei mesi l’ultimo modello di telefonnino uscito.
        che tristezza

    • anna

      per quanto riguarda le nuove edizioni il problema esiste, però.
      le case editrici dovrebbero darsi una regolata. ma capisco anche che fa parte dei meccanismi marci del nostro mercato in tutti i settori e anche della nostra mancanza di etica.
      e poi, non sono i professori a scegliere i libri? se loro non scegliessero la nuova edizione non ci sarebbero problemi, o sbaglio

      • emanuele p

        ciao anna, ti rispondo perché non capita mai (proprio mai) un dialogo diretto tra casa editrice e genitori. il mercato dei libri di testo è una cosa molto particolare e atipica: infatti quello che viene materialmente prodotto da una casa editrice viene comprato sì dai genitori ma scelto dagli insegnati (su pressione dei rappresentanti -che spesso sono terzisti, quindi non hanno niente a che fare con la casa editrice). penso sia chiara l’anomalia: per questo il libro viene avvertito come una fastidiosa tassa, visto che non è una cosa che si sceglie ma è “imposta”.
        per quanto riguarda le nuove edizioni, sono sempre (e te lo garantisco) fatte su pressione dei rappresentanti, che governano e si spartiscono il mercato. le case editrici sanno benissimo che si sputtanano stampando un prodotto molto simile a quello di 2 anni prima, e infatti cercano di fare un po’ di resistenza. ma dobbiamo fare i conti col mercato: se non gli dai un prodotto “nuovo” quando loro te lo chiedono i rappresentanti non ti passano nelle scuole. bisognerebbe invece che gli insegnanti, che hanno l’onere di scegliere un libro, lo facessero con cognizione di causa, non facendosi abbindolare dalle nuove edizioni. certo, potrebbe sembrare uno scaricarsi la colpa questo discorso… ma mi ricordo il mio professore di Inglese che faceva comprare sempre lo stesso libro e voleva solo quello. purtroppo gli insegnati di oggi (per carità, con tutti i problemi che hanno) non possono dedicare alla scelta dei libri il tempo e l’attenzione che sarebbero necessari.
        (mi fermo qui ma la questione sarebbe lunga, visto che ci sono anche delle leggi che limitano le nuove edizioni e soprattutto che bloccano le adozioni)

  2. me^^

    E books.
    E smettiamola di tagliare quei 4 alberi che sono rimasti!!!^0^
    Tanto quelli aggiungono 2 righe (o le fanno aggiungere da un altro. Lo capisci perchè l’aggiunta non c’entra un cavolo con resto della pagina^^) e ti dicono che il vecchio non va più bene.

    • anna

      mai provato a studiare su un e-book?
      hai un’idea della preparazione che ha un ragazzo delle medie e e delle superiori? ci manca solo l’e-book a scuola per avviare del tutto il piano di distruzione della nuova generazione di ragazzi italiani. come se non ci stessero pensando già in troppi!

  3. emanuele p

    @giuseppe guarino: anche se ho postato il mio sfogo qua non mi riferivo a questo articolo, ma a tutti i servizi “giornalistici” che affollano da anni tg et similia in questo periodo.
    @gregorj: non ho scritto proprio quello che tu dici, quello è un ragionamento tuo. mi accorgo che è proprio difficile far capire certe cose, essendo i libri di testo uno dei pochi prodotti in commercio che non viene pubblicizzato.
    @me^^: gli ebook vanno molto bene per i libri “da leggere”. i libri scolastici hanno uno scopo didattico, per questo contengono attività di comprensione, di consolidamento e di verifica delle conoscenze acquisite che -al momento- non è possibile trasportare efficacemente in un supporto digitale (anche se in parte, qualcosa, si è fatto in passato con i vari cd o dvd allegati ai libri di testo).

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  5. pippo

    Tempo fa ho saputo che in Inghilterra i libri per la scuola dell’obbligo vengono stampati dallo Stato (in carta riciclata) e dati in prestito agli studenti i quali li devono restituire a fine anno scolastico pena il pagamento del costo dei libri non restituiti o danneggiati irreparabilmente.
    Se lo si facesse in Italia si eliminerebbero sprechi e speculazioni varie ma probabilmente i nostri politici di destra o sinistra che si sono succeduti nel governo della nazione hanno interesse a che continui questo andazzo alla faccia delle finanze della famiglie.

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