E cosa si fa istintivamente di fronte ad un form vuoto con utente e password? Lo si riempie. E si rivelano dati che non dovrebbe sapere nessuno.
La scena del crimine è la seguente. Avete aperto Facebook e vi accingete a controllare i vostri messaggi, a chattare con i vostri amici, a condividere link più o meno intelligenti, o quel che volete voi insomma. Senza preavviso qualcuno vi propone in chat un link. Magari è la gnocca che vi siete aggiunti nella speranza che un giorno lontano vi rivolgesse la parola, magari invece è un profilo con cui avete dei frequenti scambi.
VEDIAMO CHE ROBA E’ – In tutti e due i casi comunque la reazione più probabile sarà per voi quella di cliccare sul link e vedere di cosa si tratta. Ebbene, quel che vi troverete davanti sarà una pagina tal quale a quella del login di Facebook. Stessa grafica, stessi colori. Appare anche della pubblicità a volte, in un pop up, ma perchè questo dovrebbe rappresentare un campanello di allarme se ne siamo bombardati tutti i giorni? L’unica vera differenza è proprio l’url che conduce alla pagina ma non sono tutti così smaliziati da buttare un occhio vista l’incoerenza tra il link ricevuto e la visualizzazione che si ha di fronte.
IO SCRIVO, AOH - E cosa si fa di fronte ad una pagina di login? Irrazionalmente, perchè su Facebook siete già loggati e una domandina ve la dovreste fare, la si riempie. Invece, sempre probabilmente, la domandina che vi farete sarà, “ma non ero già loggato? Boh, vabbè lo rifaccio“, rivelando così la vostra password a chi sta dietro a http://video-online-youtube.com.nu/ (il link non è cliccabile per non indurvi in tentazione). E dandogli modo di inviare per voi, tramite la chat di Facebook, il virus ad altri ignari utenti del social network. E permettendogli di accedere al vostro profilo e farci quel che vuole. Che fini psicologi eh?





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