Cultura

Quanto giova la bancarotta di Blockbuster

28 agosto 2010

È una festa per gli avversari della globalizzazione, uno dei colossi delle multinazionali, la catena di videonoleggi e di vendita di DVD e Bluray Blockbuster va verso la bancarotta. Troppi i debiti della regina del noleggio, troppa la concorrenza. Su internet spopolano iTunes, IBS e Amazon; a casa oramai c’è l’on demand. Per non parlare di altri mezzi ancora più economici i cui nomi corrispondono ad eMule, Megaupload, Rapidshare, Torrent…

Blockbuster chiude soprattutto grazie alla concorrenza della pirateria e ciò porterebbe alla chiusura di 3500 negozi nei soli Stati Uniti, in più è presente in altri 29 Paesi (in Italia sono un centinaio): un giro d’affari enorme. Solamente in Italia ha circa 1500 dipendenti, diventerebbero 1500 disoccupati.

Le buone coscienze dei nemici del mercato globale in questo caso cosa proporrebbero di fare? Per loro quei 1500 italiani (per non parlare dei dipendenti nel resto del mondo) si sono finora resi complici dello sporco gioco economico del capitalismo e questo è quello che si meritano? Oppure proporranno di organizzare un corteo a difesa del diritto al lavoro senza capire che se un’impresa chiude ciò che serve sono gli investimenti e non le processioni?

Forse Blockbuster è un’impresa nata da un’idea che non è più attuale e che andrebbe rimodernizzata (come, tra l’altro, si sta cercando di fare per evitarne il collasso), però fa sorridere che chi ne auspica la chiusura (non solo di Blockbuster ma anche di McDonalds, Benetton, ecc..) non riesca ad illustrare un modo pratico per evitare che il collasso d’un’impresa corrisponda con quello dei suoi dipendenti. Un modo che vada al di là degli slogan e dei cortei.

15 commenti a Quanto giova la bancarotta di Blockbuster

  1. Più o meno come affermare che è giusto finanziare le banche se no le economie vanno al collasso… ma non ci rendiamo conto di essere presi per il c*** dalle corporation? Che banale artificio retorico far passare il messaggio che chi vorrebbe un sistema più giusto per tutti gli abitanti della terra rispetto a quello delle corporation, chi ha il snso del Bene Comune in realtà non fa che gioire della disgrazia di migliaia di persone. Peccato che chi sente la sconfitta di un pezzo del sistema che strangola tuttiper il beneficio di pochissimi lavori esattamente in senso opposto! Cosa fare con i 1500 dipendenti? Esattamente la stessa risposta che nel caso dei fallimenti delle banche: investire, invece che nelle multinazionali, in ciò che produce bene comune: la Ricerca indipendente, supporto alle aziende etiche o almeno che operino in maniera utile alla società (non ci sono certo soltanto i produttori di energie rinnovabili tra cui scegliere)… e ci si potrebbe dilungare. Ma chi ha orecchie per intendere ha già inteso, agli altri non conviene.

  2. Pingback: Ma è davvero positivo che Blockbuster chiuda? « il blog di Giuseppe Guarino

  3. Marcello

    sotto casa mia c’è un blokbuster.

    prima che aprisse, nello stesso locale, c’era l’officina di un elettrauto, che ha dovuto chiudere perchè l’affitto era troppo alto.

    Spero che falliscano tutti i negozi delle garndi catene come blockbuster e mac donald’s, e che gli affitti dei locali rimasti sfitti tornino ad essere abbordabili per artigiani, commercianti e professionisti.

    ma guarda un pò che razza di articolo mi tocca leggere. Somiglia a quelli che nei primi del ’900 si lamentavano della concorrenza sleale delle lampadine sui fabbricanti di candele.

    • Giuseppe Guarino

      In realtà alla fine dell’articolo affermo che Blockbuster dovrebbe rinnovarsi.

      Speri che chiudano, ok, ma io credo che queste società debbano essere scorporate in modo che restino un franchise e non che abbiano la proprietà di tutto. In modo che le proprietà siano locali. Non sono un sostenitore del capitalismo selvaggio né un no-global, sostengo però una (inevitabile) globalizzazione ragionata.

  4. lavos

    Chi offre un servizio che è chiaramente inutile non deve essere pagato.

    Si parla di perdita di posti di lavoro, come se fosse un danno: ma si dimentica un dettaglio: chi dovrebbe pagare gli stipendi a chi lavora nel Blockbuster? Li pagherai tu?

    No, li paga solo chi è interessato al servizio, e vuole che tale servizio (nello specifico, il noleggio) continui ad esistere: e a nessuno interessa più, visto che tale servizio è inutile (o peggio, è nocivo: per cercare di tenerlo in piedi sono stati sprecati soldi in progetti assurdi, come il flexplay o il drm.

    Quindi, noi, come utenti, non abbiamo nessun interesse a tenerlo in piedi, anzi abbiamo interesse a sbarazzarcene (come diceva Marcello, se togli Blockbuster al suo posto magari ritorna l’elettrauto: e a me servirebbe molto di più un elettrauto, sottocasa, piuttosto che un videonoleggio dove non andrei mai).

    È un controsenso pagare chi fa un lavoro inutile solo per non creare disoccupazione: voi paghereste qualcuno per stare ad annaffiare il mare, solo per evitare di creare disoccupazione? Paghereste qualcuno per stare a dormire tutto il giorno, solo per non creare disoccupazione? Se è così, ditemelo, e vengo con tutti i miei amici, parenti e conoscenti, e mi faccio passare uno stipendio. Ma altrimenti, perchè mai ci si aspetta che qualcuno paghi per un servizio a cui non è interessato?

    • pietro

      sono d’accordo, il 99% di quelli che sostengono “un modo pratico per evitare che il collasso d’un’impresa corrisponda con quello dei suoi dipendenti” si illudono che a pagare sia sempre qualcun altro.
      Io ho cambiato lavoro 4 volte in 30 anni quando mi rendevo conto che la situazione non aveva molte prospettive, sono stati anche sacrifici, non vedo perchè chi ha una buona esperienza in un attività commerciale non possa sbattersi altrettanto.
      Il concetto elementare è che più persone in una società lavorano in attività improduttive, meno BENI avranno a disposizione in quella stessa società i cittadini.
      Se una persona non fa niente di utile il suo pane, la sua casa , e tutti i servizi di cui possa godere, compresa la sanità saranno frutto del lavoro di persone a cui quasta persona non darà niente di utile in cambio.
      E se per pagare questi beni lo stato stamerà moneta a raffica il risultato sarà uno solo INFLAZIONE.

  5. “chi ne auspica la chiusura (non solo di Blockbuster ma anche di McDonalds, Benetton, ecc..) non riesca ad illustrare un modo pratico per evitare che il collasso d’un’impresa corrisponda con quello dei suoi dipendenti”

    la chiusura dei lager inoltre ha lasciato senza lavoro un sacco di onesti kapò. TU CHE COSA PROPONI?

  6. Maninpasta

    Feramre la deforestazione creerebbe perdite di posti di lavoro, anche fermare le guerre di “esportazione delle democrazia” metterebbe a riposo centinaia di migliaia di operatori militari compresi i famigerati contractors, chiudere le centrali nucleari altri posti persi, chiudere le industrie che fabbricano testate atomiche, mine antiuomo, carriarmati, mitra farebbe perdere tantissimi posti di lavoro, chiudere le multinazionali che fanno cucire scarpe e vestiti a bambini per 16 ore al giorno rinchiusi in laboratori-lager anche questo sarebbe una perdita di posti. Dovrei piangere se chiudono i fastfood? Non credo proprio, Dovrei sentirmi in colpa? Ma nenache per sbaglio. Dovrei essere addolorato per i lavoratori che sarebbe vittime innocenti? Certo che lo sarei perchè lo so cosa significa perdere il posto di lavoro. Dovrei dire io come fare per risolvere la situazione? No, perchè questo sistema produttivo basato sulla guerra, sullo sfruttamento di risorse e sulla nuova schiavitu non l’ho inventato io, pero’ se me lo chiedessero mi spremerei le meningi. E comunque nel capitalismo inventato da massoni-banchieri se una azienda chiude ne apre subito un’altra no?

  7. samuele

    onestamente è da un po’ di anni che Blockbuster forniva un servizio obsoleto e troppo costoso, persino di più delle piccole videoteche locali. Se falliscono devono prendersela con la loro scarsa capacità di rinnovarsi

  8. Marco-BO

    Vivo negli States e nel raggio di 5 miglia vi sono 3 BlockBuster Stores che stanno svendendo tutto. E’ vero, hanno sempre avuto prezzi esagerati e non si sono mai rinnovati, probabilmente perche’ si sono sempre creduti il monopolio delle novita’ cinematografiche, coloro che hanno sempre avuto centinaia di copie a disposizione di quel film che tutti vogliono vedere una volta “uscito di scena” dalle sale.
    Mi dispiace per i loro poveri dipendendi, alla fine sono, anche loro, solo delle persone comuni che prendono quel lavoro come un mezzo per portare a casa un po’ di pane sulla tavola.
    Del resto, oltre ai prezzi e alla pirateria, servizi come Netflix (solo in America) e l’on demand (vastissimo) che offrono tutte le cable companies e sat providers non hanno fatto altro che, in questi ultimi anni, uccidere il videonoleggio. Chi se la cava bene (in campo videonoleggio) e’ il servizio RedBox offerto proprio da.. McDonald’s! $1 al giorno e i loro videobox sono ormai ovunque, sparsi sul territorio come fossero bancomat di una banca universale…

  9. Lot

    Articolo miope e fuori tempo massimo direi…

  10. Sono proprio carini questi integralisti del Libero Mercato quando si fanno saltare in aria con cinture esplosive imbottite di vittimismo da operetta e Rolex al grido di “Nessuno pensa agli operai?” non appena capiscono che la festa è finita.

    Propongo una mozione per la salvaguardia degli sciamani indiani. Voi intellettuali no-global andate in giro tutti tronfi a fare apologia della medicina moderna, ma a tutti quei poveri guaritori che restano senza lavoro non ci pensate, eh?

    • tonino

      Ci pensa herbalife no……. Giona magari questa multinazionale assume gli operai Blok buster, o la kirby un po’ qui un po’ li tutti contentiiiiiii evviva.

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