|

Le Iene raccontano il mondo degli “African Gigolò”

Giovani, carine e accompagnate a anziani: il solito mistero che quasi non fa più scandalo ma il contrario? Se l’occhio lo vede il cuore duole lo stesso e le Iene hanno spedito un’inviata in un locale milanese per comprendere il meccanismo che spinge signore attempate a scovare stimoli in giovanotti. Che cercano chi li mantiene.

LE IENE E LA RICERCA DELLA FELICITA’ – “La ricerca della felicità” è un film di Muccino e un must dell’esistenza perché da sempre siamo attirati dalle cose belle perché luccicano e dissetano stimoli interiori – di ogni genere – e ognuno ha i suoi. Al di là del giudicare il perché una donna matura nutra il desiderio di accompagnarsi a quello che potrebbe essere suo nipote – e viceversa per i maschietti, eh – è interessante capire il procedimento mentale con cui si ‘acquista’ consapevolmente e almeno idealmente il corpo di un’altra persona, come una comune pratica ortofrutticola. Nadia Toffa si è mascherata arrivando a dimostrare un bel po’ di anni in più e ha raggiunto uno di quei locali in cui si va a pesca. Di ragazzetti. Ecco cosa ha scoperto l’inviata delle Iene, nel servizio andato in onda ieri sera su Italia 1 che potete vedere integralmente qui.

guarda le immagini:

LEGGI ANCHE: “Vi racconto la vita da prostituto” – Foto

NEL LOCALE – “Quante volte vi sarà capitato di vedere belle ragazze in compagnia di uomini attempati, anche trent’anni più giovani (…) Molto più difficile assistere alla situazione inversa. Eppure a Milano e non solo ci sono locali dove incontrare ragazzi belli, disponibili e di colore” spiega l’inviata all’inizio del servizio che ha tutta l’intenzione di scoprire perché “questi uomini di colore dal fisico scolpito siano così ben disposti” verso “donne che hanno più di sessant’anni, poco attraenti”. Toffa indossa parrucca e occhiali e si lancia nel personaggio per entrare nel vivo dell’indagine antropologica. Il locale si dimostra come le aspettative, la musica è alta e in pista ci sono le signore mature che si scatenano e mentre l’inviata è all’interno circondata dai maschietti, all’esterno una sua amica scambia due chiacchiere con delle frequentatrici abituali e una racconta “Si viene qui per cuccare (…) Mi piace per una sera diventare una donna desiderabile” e il mistero è svelato: la loro scelta è frutto della solitudine? Non solo, un’altra aggiunge: “Vengo qui per uno scopo ben preciso, voglio conoscere un uomo che mi attragga fisicamente e basta e che mi farà passare il resto della nottata come dico io”. Hanno le idee chiare, le signore.

LA PASSION – “Cosa li attrae di questi uomini?” e tra le risposte troviamo anche “L’odore. L’odore afrodisiaco, eccitante al massimo” e ancora “con i bianchi non ho mai avuto rapporti sessuali appaganti” oppure “Mi piace che il mio occhio venga appagato”. C’è addirittura un’esperta in materia che spiega che preferisce i senegalesi “e quelli della razza Mandinke una volta venivano utilizzati e trasportati da Gorè agli Stati Uniti per la riproduzione e valevano un casino” e che fa non tenta un approccio riproduttivo pure lei, mica è fessa! Come si fa per conquistare questi uomini così giovani e belli? “Lo guardo insistentemente e non ci vogliono molte parole”, sembrano le parole di una femme fatale di altri tempi ma basta davvero solo questo? In fondo”Tutti sappiamo perché siamo lì”. Sì, ma all’atto pratico cosa succede? “Mi lascio corteggiare e gli offro da bere”, in pratica la donna inizia a metter mano al portafoglio: è così che si sviluppa la via crucis della conquista.

NONNE JUST WANT HAVE FUN – “Si esce e si va in hotel, è tutto molto naturale”, è tutto ‘molto naturale’ ma alcune volutamente preferiscono i ragazzi giovani anche se “Chiedono i soldi perché magari non ne hanno” e così si passa dal cocktail offerto alla rata dell’affitto nel tempo in cui la cerniera dei pantaloni si abbassa: un lampo! Non si accontentano mica della mancia, i ragazzi hanno studiato la situazione e sanno come fare “Vogliono venire a vivere con te, così poi li mantieni”. Insomma, gli “African Gigolò” non cercano un pagamento temporaneo a prestazione, sperano più in una sorta di vitalizio, in un contratto ‘indeterminato’ che li faccia vivere al sicuro in cambio di sesso perché hanno capito che “alle donne italiane piace godere”. “È una forma di prostituzione velata” dice una, un’altra ammette: “Non è una tariffa è un equo scambio”, le donne pagano con “cene, affitto, regalini”. Torna in auge il mito del “Big Bamboo” e non serve più raggiungere paesi esotici, basta andare ‘in certi locali’ e ci sono ragazzi bellissimi pronti a mostrare gli esami del sangue che tengono in tasca per rassicurare le loro prede. In realtà, in questo scambio, il limite tra preda e cacciatore è molto difficile da delineare. A fine serata, tutte le donne escono dal locale accompagnate e anche l’inviata ha il suo da portare in albergo “Dopo noi, gli italiani non possono fare più niente” e il gigolò prosegue con la sua preoccupazione in materia di appagamento sessuale delle donne italiane perché tocca a loro questo duro mestiere. “Le donne bianche cercano uomini per fare sesso, due o tre volte a settimane”, insomma, i gigolò sanno benissimo cosa succede in quei locali e come avvengono determinate dinamiche. “È difficile prendere soldi” – dice, ma allunga la mano verso cinquanta euro che l’inviata porge per il taxi. Toffa non solo ha svelato una pratica notturna ma ha anche risolto il dubbio enigmatico sull’esistenza del ‘big bamboo’ che si dimostra il fantasma di un sogno erotico passato.

 

 

(Photo Credit/Video Mediaset)