SALVATE IL POVERO MANAGER – Tutto questo per impedire a chi è disposto a comprare le azioni dai piccoli azionisti, di prendere il controllo della società e buttare fuori a calci i manager se incapaci. Una società è tanto più appettibile quanto più chi ne assume il controllo ritiene che cambiando i manager riuscirebbe a farla rendere di più. Quindi gli azionisti non sono spaventati, a
nzi, la possibilità che una società sia interessata da un’OPA ne fa aumentare il valore delle azioni (a beneficio degli azionisti); e se una volta conclusa l’OPA il management viene sostituito dai nuovi azionisti di controllo con persone più capaci, si crea valore per gli azionisti. Insomma, chi ci perde da un’eventuale modifica delle regole sulle OPA sono i risparmiatori, i piccoli azionisti. In una situazione di crisi con il valore delle azioni basso, dovrebbe essere benvenuta ogni situazione che facesse aumentare il valore delle azioni.
PROTEZIONISMO FINANZIARIO – Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti assicura che l’emendamento che conterrà le modifiche al TUF (Testo Unico della Finanza) verrà inserito nei decreti anti-crisi. I provvedimenti anti-scalata riguarderanno la revisione della passivity rule, questo permetterà ai manager di effettuare operazioni che rendano più onerosa (aumenti di capitale, conversione di azioni di risparmio in ordinarie, acquisto di azioni proprie) o meno conveniente (dismissione di attività) un’acquisizione ostile. Passi per rendere l’acquisizione ostile più onerosa, ma lascia perplessi la possibilità dei poison pills senza sentire l’assemblea straordinaria degli azionisti. Si riduce il valore della società per renderla meno appetibile agli stranieri; ma in una situazione di crisi, in cui il valore delle azioni è già ridotto ai minimi termini, si decide di affossarle ancora di più, a danno dei risparmiatori. Finanza & Mercati parla di voci sull’”intenzione del governo di cancellare le azioni proprie di Eni o creare un merger tra il Cane a sei zampe ed Enel”. Non si tratta di ipotesi recenti, solo che ciò creerebbe qualche problema alla concorrenza. Nel 2006 il presidente dell’Autorità antitrust dichiarava che una fusione Eni-Enel darebbe vita a ‘”un colosso mostruoso dal punto di vista delle realtà aziendali […] non avremmo più neanche quel po’ di concorrenza che si fanno tra di loro nei settori dove si sovrappongono. Non potete chiedere all’Antitrust di approvare la creazione di nuovi monopoli attraverso la fusione tra soggetti già monopolisti”. Insomma, si danneggerebbe il mercato e i consumatori. Durante le crisi si è spesso spinti ad attuare misure irrazionali, ma c’è un limite a tutto. E tutto questo solo per salvare i manager.
È BENE RICORDARLO
- Per le società nelle quali il Tesoro ha una quota di partecipazione, è già in vigore la norma sulle poison pills, venne infatti inserita dal governo Prodi nella legge sulla golden share. Si tratta di una norma del 2007 scritta dall’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Quindi se qualche impresa straniera tentasse di scalare Finmeccanica, o Terna, o l’Eni o l’Enel o qualsiasi altra impresa di cui il Tesoro detenga una quota di partecipazione (e non sono poche) lo Stato potrebbe intervenire per buttar giù lo scalatore. A questo si aggiunga la maglia di protezione creata dai due decreti salva-banche, che consentono al governo di entrare nell’azionariato delle banche (tramite l’acquisto di azioni privilegiate), e alla Banca d’Italia di sostituire i manager e commissionare la banca. Quindi dall’elenco scritto sopra se togliamo le società in cui lo Stato possiede una quota di partecipazione e le banche, restano ben poche società, e sono proprio i manager di quelle società che il governo intende proteggere con questo emendamento.




Tutto sta nell’aggettivo “ostile” legato al sostantivo “OPA”.
Ostile a chi?
Ostile all’italianità dei manager, of course
e i libici in Unicredit ?
I libici entrarono pure in Fiat, ma sono benvoluti perche’ portano soldi non teste.
la nostra è l’ unica vera mafia esistente in Italia
gli altri sono dei folcloristici macchiettisti con la coppola e le catene d’ oro
ma pensate…..
come possiamo Noi consentire che si spezzino gli equilibri con tanto amore e tanta pazienza tessuti tra noi manager per squallidi motivi finanziari ?
come possiamo noi adempiere agli ordini della politica in materia di assegnazione posti inesistenti ed inutili, finanziamento ad iniziative fallimentari promosse dai partiti, salvataggi perniciosi, finanziamenti di giornali, parenti e amici di partito…..ecc..ecc…
come ce lo spieghiamo a el rajid o a henry bloomenthal che bisogna creare fondi neri per adempiere ai ns doveri di riconoscenza ?
ecchecavolo…rileggetevi la storia prima di essere utopistici
ed Noi non andiamo mai in ensione, anzi, pure quando ci andiamo, ci facciamo scritturare da i manager “amici” come consulenti esterni….ed incassiamo pensione, liquidazione e onorario……