Uno sguardo al domani dell’economia: quello che manca
21/08/2010 - MERITOCRAZIA E PRIVATIZZAZIONE – Andrebbe chiarito che vanno privatizzate efficacemente le migliaia di municipalizzate cimitero degli elefanti di politicanti trombati che erogano servizi pessimi e comunque costosi come dimostrano le tariffe crescenti; vanno eliminati o ristretti gli ordini professionali, riformati
MERITOCRAZIA E PRIVATIZZAZIONE – Andrebbe chiarito che vanno privatizzate efficacemente le migliaia di municipalizzate cimitero degli elefanti di politicanti trombati che erogano servizi pessimi e comunque costosi come dimostrano le tariffe crescenti; vanno eliminati o ristretti gli ordini professionali, riformati gli ammortizzatori sociali e le relazioni industriali, vanno strette le griglie di valutazione nelle scuole e nelle università, vanno aumentati i costi per le rette universitarie salvo assegnare ai meritevoli con basso reddito adeguate borse di studio. L’attenzione verso i servizi, il lavoro e la formazione serve a rappresentare che bisogna che le competenze del capitale umano, il livello di istruzione sono indispensabili al paese. Per poter continuare ad essere un paese manifatturiero, l’unico modo è quello di orientarsi verso prodotti innovativi, tecnologicamente sofisticati e qualitativamente ottimi, quelli che, tra l’altro, consentono un elevato valore aggiunto per i quali necessita un elevatissimo grado di produttività la quale, a sa volta à la via sana per il miglioramento dei salari reali. Con quello che ne consegue. Ci riusciremo? Difficile rispondere. Crediamo in ogni caso che nel paese vi siano le potenzialità che, se messe in opera, ci consentirebbero di competere efficacemente. Serve una “chiamata alle armi” e servono parole oneste e chiare al paese per assicurarsene l’appoggio una volta tanto per scopi utili e decenti. Sono gli sforzi di tutti e le riforme strutturali che permetteranno di uscire dalla stagnazione.
IN CAUDA VENENUM – Non possiamo chiudere senza una velenosa considerazione. A novembre 2009, riferiva CorSera della gioia del presidente del Consiglio per il sorpasso sulla Germania e per le festose notizie di crescita del paese annunciate addirittura dall’OCSE che comunicava di un indice CLI assai lusinghiero per l’Italia.Si trattava, guarda un po’ di due panzane dovute, tanto per essere buoni, a disinformazione dek presidente e sciatteria del giornale. Il sorpasso sull’Inghilterra era solo apparente e derivava dalla svalutazione della sterlina rispetto all’€uro. Quanto all’indice CLI, va spesa una parola. CLI è acroniimo di Customer Leading Indicator e, come è chiarissimamente indicato nelle Note Metodologiche (Methodological Notes ) dove al primo paragrafo Purpose, si legge in conclusione “Although the CLIs attempt to predict movements in the output gap, they should not be interpreted as providing exact forecasts” ,(sebbene il CLI tenti di prevedere movimenti nel output gap, nel potenziale dell’economia, esso non deve essere interpretato come una previsione esatta). Smontata quindi la panzana del sorpasso sull’Inghilterra, viene smascherata anche lsa sciocchezza sull’indice CLI. A sottolineare poi la generale strumentalità dell’approccio generale, rileviamo che l’ultima comunicazione dell’indice CLI relativa all’Italia non è stata neppure menzionata. Ci permettiamo, nel nostro piccolo, di colmare la lacuna e vediamo conferma ai sospetti osservando il grafico per diversi paese europei tra cui l’Italia il cui grafico segue.
A proposito per sciogliere ogni dubbio che nonostante il visibile andamento della curva fosse rimasto, sarà il caso di precisare che downturn vuol dire contrazione. Tornando al rigore, va sottolineato che questa NON è una previsione ma, dato l’andamento della curva, va interpretata come un ammonimento che la ripresa non è consolidata e bisogna darsi da fare.














Un pezzo lucido come non spesso capita di leggerne.
Grazie davvero
Un caro saluto
C.
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lineare analisi di una società allo sbando.
MERITOCRAZIA E PRIVATIZZAZIONE riuscirebbero nell’intento in un paese con un livello di onestà intellettuale decente ma è dal dopoguerra che ci arrabbattiamo con soluzioni sbagliate o soltamto temporanee in tutti i campi del progresso civile (industria, università etc etc) per far sì che una pletora di individui ottengano benefici ingiusti ai danni della collettività. Penso perché sia il nostro modo di fare dai tempi antichi provare e riuscire a risolvere solo i problemi che ci interessano da vicino(praticamente quasi solo a livello di individuo).
E gli ultimi 20 anni hanno solo sdoganato questo modello elevandolo a rango di legittimo comportamento (evado le tasse, e allora?!?).
Per cambiare quindi penso che un’opera di rieducazione sia lunga e necessaria e non possa non passare per il miglioramento ed il FINANZIAMENTO di tutto il sistema educativo per portare allo scoperto altri modelli, speranze ed obiettivi.
Il resto lo vedo come fuochi fatui.
Un caro saluto
una pletora di individui ottenga. ehmmm, scusate