L’Iran, Israele e quella risposta militare che non arriva mai
19/08/2010 - I DUE OSTACOLI – Due ostacoli si oppongono a questo sviluppo. Il primo è, sempre, operativo. Il secondo è politico. Operativamente è impossibile determinare se l’attacco abbia successo o no. Anche assumendo che l’IDF (l’aeronautica militare israeliana) sia in grado
I DUE OSTACOLI – Due ostacoli si oppongono a questo sviluppo. Il primo è, sempre, operativo. Il secondo è politico. Operativamente è impossibile determinare se l’attacco abbia successo o no. Anche assumendo che l’IDF (l’aeronautica militare israeliana) sia in grado di portare a termine l’operazione senza il minimo errore, ciò non significa che le capacità nucleari vengano annientate o ritardate sensibilmente. E soprattutto, non c’è modo di stabilirlo. Gli iraniani non sono scemi. Verosimilmente, si sono cautelati non solo moltiplicando il numero di siti, ma anche proteggendoli e nascondendoli. Il secondo ostacolo è di natura politica: gli Stati Uniti. Vista la precaria situazione in Iraq e in Afghanistan, Washington non è disposta a pagare la reazione iraniana ad un attacco israeliano. La ragione per cui Obama ha iniziato ad alzare i toni può, in parte, quindi essere spiegata con la volontà di rassicurare Israele. A sua volta, non è impossibile che lo spin mediatico a cui abbiamo assistito recentemente sia semplicemente una mossa per costringere Obama nell’angolo. Di fronte ad un Presidente che alza i toni ma non vuole fare nulla, Israele e i suoi alleati nei media USA possono aver deciso di far sembrare la minaccia iraniana più imminente.
I PROBLEMI DI OBAMA – L’attuale presidente degli USA, in calo nei sondaggi e, in generale, nell’efficacia del suo governo, sta affrontando una moltitudine di sfide. Sul campo politico-militare, la fine delle operazioni di combattimento in Iraq vede, dall’altra parte, le crescenti difficoltà in Afghanistan. Obama sa che per vincere in questo teatro, ed essere rieletto nel 2012, ha bisogno di pace, stabilità e quindi del sostegno (diretto o indiretto) iraniano. A meno di sviluppi preoccupanti, non credo che vorrà cambiare posizione. Proprio per questo, come durante l’avvicendamento tra Bush e Obama, credo che le chances migliori per un attacco di Israele siano verso la fine del first term, quando l’assenza di una chiara leadership americana rimuoverebbe almeno uno dei due ostacoli ad un attacco israeliano. Ciò, ovviamente, né significa che un attacco ci sarà allora, nè tanto meno che non ci sarà. Il punto centrale e sul quale bisogna ragionare è però un altro. Cinque anni fa ci dicevano che bisognava attaccare al più presto l’Iran perchè altrimenti sarebbe entrato in possesso della bomba atomica. Al di là che bisogna ancora chiarire se un Iran nucleare sia davvero una minaccia, i fatti parlano chiaro: l’Iran non è ancora una potenza nucleare. E a non averlo attaccato, ci abbiamo solo guadagnato. Mi sembra la stata giusta da seguire.













Questo commento somiglia molto ai pronostici sempre azzeccatissimi che il celebre giornalista Maurizio Barendson decenni fa sviluppava sugli incontri tra Roma e Lazio:”La Roma potrebbe vincere facilmente,ma non è escluso che la Lazio,facendo leva sull’orgoglio,riesca a portare a casa il risultato,così come potrebbe anche accadere che tutto si risolvesse in un salomonico pareggio.”
E’ evidente che non sei abbastanza addentro alla politica internazionale per rilasciare commenti dotati di senso: l’analisi serviva a confutare proprio i pronostici di “guerra a brevissimo” appena rilanciati sulla scena internazionale. E infatti, il giorno dopo, anche sul NYT è uscito un commento simile. Capisco che aprire la fogna per dire la propria sia un modo per sentirsi vivi, ma farlo così, alla cazzo di cane, non è che aiuti molto…
“non hai colto il senso dell’articolo, caro Ipazia, che è appunto una critica a quelli che fanno previsioni e un analisi del perchè la situazione sia in realtà molto più complessa…”. Ecco, anche così andava bene Gregorj, senza per forza insultare chi commenta…
AF, devi sapere che la signorina ha per hobby quello di mettere commenti del genere a bizzeffe. Per questo, le due volte al mese che le si risponde, bisogna ricordarglielo.
Quanta acrimonia ( Di cui non si comprende bene l’origine )per un commento svolto in funzione prevalentemente fatica!
si scrive con la à.
sono una cosa:
“l’IDF (l’aeronautica militare israeliana”
no, sono le “forze di difesa israeliane”, non solo gli aerei!