Interni

C’eravamo tanto amati. Forse.

17 ottobre 2008

Nel partito dei buoni di buono è rimasto poco o nulla. Ecco cosa succede al PD prima delle elezioni: Walter è con le spalle al muro, quanto potrà resistere?

Non che le turbolenze interne in casa democratica siano una novità ma qualcuno aveva sperato che l’autunno caldo, la crisi economica, le elezioni americane e tutto il resto portassero quanto meno a un cessate il fuoco nella guerra tra fazioni e correnti che dal giorno seguente alle elezioni politiche infiamma il principale partito dell‘opposizione. Macché: niente riesce a fermare il fluire di comunicati stampa, dichiarazioni sibilline, correnti sciolte, fondate o accorpate. Lo script dello scontro è più che noto, ma la novità è che mentre Walter e Massimo se le danno di santa ragione, aumentano le dimensioni del fronte interno dei delusi: questa volta tra i due litiganti i terzi non se la passano affatto bene.

WALTER – Andiamo con ordine. Walter Veltroni continua a tenere i toni alti nella speranza di riuscire così a invertire la rotta nei sondaggi, ma l’unica conseguenza che ha avuto finora questo atteggiamento è stata quella di suscitare le obiezioni di Cacciari - «Veltroni è ridicolo se definisce Berlusconi un’anomalia» - ed essere tacciato di antiberlusconismo di maniera, proprio lui che era quello del «principale esponente dello schieramento a noi avverso». Nel frattempo Follini chiede di spostare la manifestazione del 25 ottobre (perché non di sciogliere il partito, visto che ci siamo), Red diffonde i numeri impressionanti di un tesseramento che deve ancora dare il meglio di sé, Di Pietro resta combattivo, consegna le firme per il referendum anti-lodo Alfano insieme a un sorridente Arturo Parisi e tenta il sorpasso in Abruzzo, dove il candidato del Pd – ammesso che si trovi un agnello sacrificale disposto a candidarsi – rischia di finire addirittura terzo. Inoltre, Walter Veltroni da tempo non può più godere nemmeno di una spalla nel centrodestra, dato che è stato completamente scaricato dalla maggioranza prima ancora della sua svolta radical: i maligni sostengono che nell’affaire Alitalia il commissario Fantozzi abbia parlato più con Massimo che con Walter.

MASSIMO – Ecco, in questo momento Massimo – disciamo – se la gode. La tv di Red è ai blocchi di partenza, il tesseramento va a gonfie vele e la strada si è messa in discesa. Non resta che attendere leelezioni europee, osservare come se la cava Walter e vedere se ci saranno o no le condizioni per chiedere un congresso anticipato. Il candidato alla successione di Veltroni lui ce l’ha già, e risponde al nome di Enrico Letta, di cui uno dei più affezionati supporters – Paolo De Castro – è nientemeno che il presidente di Red, guarda un po’. La domanda non è tanto se Letta e Veltroni si sfideranno apertamente al congresso, dato che oggi ci sembra difficile che Veltroni possa ricandidarsi in caso di pesante sconfitta alle europee. La domanda è: chi contenderà la leadership a Enrico Letta? Volendo, a pescare tra gli scontenti e i delusi, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta.

7 commenti a C’eravamo tanto amati. Forse.

  1. POMPIERO DI VIGGIU'

    dateve fuoco

    consegnate el partito ai giovani come Sofri o Adinolfi che sono l’ unica speranza

    l’ alternativa è massimino che comanda una nave carica di morti

  2. “consegnate el partito ai giovani come Sofri o Adinolfi che sono l’ unica speranza”

    per carità nun ve movete allora!

  3. Chiara

    ahaha, Adinolfiiii
    nuooooooooo

  4. Lies

    Ma guarda che Adinolfi è nato vecchio.

  5. Tetsuo

    Ma voi avete capito che linea segue Veltroni?
    Di conseguenza, che linea segue il PD?

  6. Nuvola Rossa

    @ tetsuo

    credo di sì: muccino a new york:-)

  7. Tetsuo

    Certo con un’opposizione cosi “arcigna” … Berlusconi può dormire tranquillamente :D

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