Cultura

The Economist: Berlusconi è alle corde

5 agosto 2010

La “Bibbia della City” dedica ben due corposi articoli alla crisi della maggioranza e al ruolo che si è ritagliato il presidente della Camera Gianfranco Fini, definito coraggioso ma finora incoerente.

Questa settimana la rivista economica della City dedica ben due articoli a Gianfranco Fini. Il primo intitolato: “Berlusconi on the ropes Signor Fini, where do you stand?”, ossia Berlusconi alle corde, signor Fini, dove sta? Il quale fa un ritratto del Presidente della Camera alla luce della crisi giudicata pressoché irreversibili del “berlusconismo”. Si ricordano i suoi trascorsi “neofascisti” e i suoi tanti cambiamenti di questi anni che fanno dubitare sulla sua coerenza. Il secondo articolo, titolato in modo ironico “A Fli in his ear” (FLI che ricorda l’inglese fly, cioè una mosca nel suo orecchio – quello di Berlusconi) dove Fli è la nuova formazione di Gianfranco Fini, Futuro e libertà, invece, è più di scenario. Tratta della nascita di “Future and Freedom” (Futuro e libertà), del voto d’ieri alla Camera e delle possibili ripercussioni sia sul governo, sia – in particolare – nel centrodestra. Per il settimanale economico, tuttavia, una cosa appare certa. Il centrodestra italiano prossimo venturo, non sarà più quello che abbiamo conosciuto finora.

BERLUSCONI È ALLE CORDE, IL PAESE È KO? - Tanto per cambiare “la politica italiana – scrive L’Economistè entrata in una nuova fase instabile. Ma forse è il tempo giusto per il suo politico di maggior talento di dimostrare il proprio coraggio“. Il politico di maggior talento sarebbe appunto Gianfranco Fini. Immaginiamo come dalle parti di Fare Futuro si staranno spellando le mani dagli applausi mentre, viceversa, nel bunker di Feltri le mani se le staranno letteralmente mangiando. Per l’Economist, Fini nel voto alla Camera sulla sfiducia al sottosegretario Caliendo ha vinto la sua partita a scacchi con Berlusconi. Appare evidente, sottolinea il settimanale londinese che adesso Fini è determinate. Senza di lui non c’è più la maggioranza e senza maggioranza non c’è più il governo. Berlusconi è alle corde, come un pugile che ha appena incassato un “upper cut” da ko. Però, proprio come certi pugili suonati, il premier prova ancora a tirare i suoi montanti: minaccia il ricorso al voto anticipato ma appare evidente che quello messo peggio, in questo momento, è proprio lui. “Solo dopo due anni del suo mandato quinquennale, Berlusconi governa ancora“, ma oggi è totalmente sotto scacco di Fini. “La domanda è, cosa farà l’onorevole Fini della sua potenza?” Già, bella domanda. Farà proseguire a lungo questo stillicidio, magari allungando l’agonia della maggioranza, oppure darà qualche sussulto legittimandosi lui stesso come leader di quello stesso schieramento?

UNA CRISI NELLA CRISI – Berlusconi secondo L’Economist ha perso la sua occasione. Riformare un paese che oltremanica appare irriformabile. “Mentre l’economia ha perso negli anni competitività, il PdL e il suo precursore, Forza Italia, hanno trascurato ogni seria ipotesi di riforma“. La maggioranza “è stata assorbita solo nel servire gli affari e gli interessi privilegiati di Berlusconi, che ha però mantenuto il bilancio sotto controllo, tanto è vero che la scorsa settimana ha varato un piano di austerità, fondato solo su tagli, senza alcuna sensibile riforma“. “I fan del primo ministro - prosegue L’Economistsi vantano del fatto che sotto di lui l’Italia ha goduto di stabilità, ma di questa che uso se n’è fatto?” Un giudizio tranciante, netto e severo come del resto è nel costume della stampa britannica. Fini - secondo L’Economist – appare “socialmente più liberale di Berlusconi, ha per esempio limitato l’influenza della Chiesa cattolica. Ha anche preso posizione contro la corruzione. Questo considerando che il signor Berlusconi ha più volte attaccato la magistratura ed ha cercato di ostacolare con apposite leggi le sue indagini; l’onorevole Fini ha poi sostenuto che qualsiasi titolare di cariche pubbliche, fosse solo sospettato di reati, dovrebbe sempre farsi da parte“. Ma la differenza principale – rimarca il settimanale – è che “l’onorevole Fini vuole un partito che non sia solo un veicolo per il signor Berlusconi, ma uno strumento che possa tessere la politica, le speranze e le idee di tutti i suoi membri“.

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