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Don Di Noto, l’Associazione Meter e la bufala del video del bimbo “seviziato”: lettera e replica

L’Associazione Meter e Don Di Noto, dopo aver diffuso alle agenzie di stampa un comunicato su un presunto video di violenze sui bambini che si è rivelato una bufala, chiede replica a quanto da noi scritto. Pubblichiamo la lunghissima lettera, controreplicando quando ci pare il caso:

Gentile signor D’Amato, scrivo in merito alle sue esternazioni a margine del pezzo “La bufala del bimbo seviziato nel video su Facebook” a firma di Maghdi Abo Abia pubblicato il 6 febbraio 2013 sul giornale da lei diretto. Avendo constatato una serie di espressioni poco ortodosse e affermazioni quantomeno opinabili su don Fortunato Di Noto e l’Associazione Meter Onlus, le chiedo cortesemente diritto di replica.

1. In merito a quanto lei afferma, che cioè don Fortunato Di Noto sia un “uomo che combatte il male con la sola imposizione della dialettica. Cioè, a chiacchiere”, forse dovrebbe essere lei a informarsi un po’ più accuratamente. Ciò per evitare di fare affermazioni al limite (o forse ben oltre il limite) del diffamatorio.

L’Associazione Meter omette di segnalare perché io ho replicato così a Don Di Noto. Visto che lo scambio è stato pubblico, segnalo il botta e risposta nei commenti dal quale si evince che Don Di Noto ha insultato i giornalisti che lavorano qui:

Da qui la mia replica sulle chiacchiere.

 

 

Questo non per cadere nell’italico “lei non sa chi sono io”, tipico purtroppo di questa nostra Italia che peraltro il suo giornale acutamente dipinge, ma perché un conto è fare informazione e un altro offendere gratuitamente un uomo – e un sacerdote, per quanto le possa fare o meno piacere – che dal 1989 combatte la pedofilia e la pedopornografia online, ossia il male, con strumenti che vanno ben oltre le chiacchiere, come lei invece sostiene. In spirito di servizio e cooperazione, allo scopo di offrire una più ampia completezza delle informazioni in suo possesso, le faccio osservare che se lei avesse avuto la bontà di informarsi preventivamente, consultando il nostro sito www.associazionemeter.org, o contattando la Polizia Postale e delle Comunicazioni, avrebbe appreso che dal 2008 esiste un protocollo d’intesa tra Meter Onlus e la Polizia Postale. In altre parole l’Associazione, attraverso don Di Noto e i suoi volontari (che prestano gratuitamente la loro opera), collabora con la Polizia Postale (e non con la bocciofila della Svervegia, con tutto il rispetto per le bocciofile e per la Svervegia) segnalando tutto quel materiale che è quantomeno fondato ritenere sospetto. Su questo i poliziotti avviano le dovute indagini e, molto spesso – o quantomeno nel 99% dei casi – le nostre segnalazioni si rivelano fondate. Se così non fosse, la Polizia Postale avrebbe sospeso o cancellato il protocollo d’intesa da un bel pezzo. E firmato un protocollo con la bocciofila della Svervegia.

Attendo numeri sulle condanne in via definitiva ottenute grazie alle vostre segnalazioni, e la percentuale rispetto alle denunce per verificare la veridicità di questa affermazione. Perché, così com’è, sembra proprio un “lei non sa chi sono io”. Denunciare 100mila casi di presunti pedofili, infatti, come lei dovrebbe sapere, NON VUOL DIRE che essi lo siano veramente.

 

Ancora: la nostra associazione, che peraltro è una Onlus e quindi è tenuta alla massima trasparenza – specie sui soldi, che la Regione Sicilia ci ha vergognosamente ridotto e dopo due anni non ancora erogati, fatto che ci ha costretti a chiudere la Sede di Ragusa che operava sul territorio da almeno dieci anni (ma di questa vergogna non ho purtroppo potuto leggere sul giornale che lei dirige, la prego di correggermi se sbaglio) – gode di una reputazione – frutto del suo impegno ventennale – non solo a livello nazionale, ma anche internazionale; all’interno della Chiesa Cattolica come nella società civile. È appena il caso di ricordare che la nostra Giornata per i Bambini Vittime della Violenza, dell’Indifferenza e dello Sfruttamento, riconosciuta anche con legge regionale siciliana e che da 17 anni si celebra dal 25 aprile alla prima domenica di maggio in risposta agli abusi e alle violenze sui bambini e alle giornate dell’ Orgoglio pedofilo (chissà che “orgoglio” dev’essere violentare un bambino: perché questa è purtroppo la pedofilia, l’abuso di un bambino da pochi giorni a 12 anni), viene ricordata ogni anno da Sua Santità Benedetto XVI ed è patrocinata dalla Presidenza della Repubblica. Il presidente Giorgio Napolitano ha premiato Meter con una medaglia Presidenziale: mi riesce davvero difficile pensare che Napolitano, il Papa, i presidenti di Camera e Senato, la Polizia Postale, i volontari Meter e soprattutto i bambini che abbiamo segnalato (e a volte ritrovato, per fortuna) in tutti questi anni, le famiglie che incontriamo e assistiamo ogni giorno, siano tutto sommato degli sprovveduti abbindolati dalle “chiacchiere” di don Di Noto. Sempre per offrire un’informazione più completa, segnalo che don Di Noto è tenuto a comunicare alle forze dell’ordine i suoi spostamenti, essendo stato al centro, attorno al 2000 e in molte altre occasioni (soggetti individuati e condannati), di un possibile attentato da parte dei Pedofili. Se avrà la bontà di informarsi ulteriormente, o qualora l’avesse dimenticato o le fosse sfuggito, scoprirà che nel piano di questi “signori” era incluso l’assassinio (e queste non sono “chiacchiere”) di don Fortunato, un magistrato e un ufficiale dei Carabinieri. Che, come a lei certo non sfuggirà, non sono gente dedita ad acchiappare farfalle e a correre dietro a eventuali chiacchiere. O chiacchieroni.

Tutto questo nulla c’entra con le denunce via internet. Non sapevo comunque che i pedofili organizzassero attentati. In effetti, non ho mai sentito parlare di attentati organizzati da pedofili.

 

2. E veniamo alla vicenda inerente il cosiddetto “baby yoga”, pratica che secondo Abia, se fatta nel modo ideale “il piccolo non solo non urla e non strepita ma segue con accondiscendenza il movimento”, e questo allo scopo di tenere le articolazioni elastiche. Bene, per offrirle una più completa informazione, utile anche al suo collega, le segnalo che tale affermazione è quantomeno discutibile. E glielo argomento: iniziamo col dire che questa pratica è stata inventata dal dottor Igor Charkovsky, sedicente medico russo (ma non lo è), negli anni ’80. Il signor Charkovsky, a quanto pare, non sarebbe nemmeno medico: dichiara di essersi laureato in quello che da noi è Scienze Motorie e avrebbe una seconda laurea da “dottore dell’umanità” presa non si sa dove. In altre parole: non è un medico, ma un professore di educazione fisica. E nel ’99 avrebbe anche evitato un processo penale. Due bambine sono morte annegate perché i genitori avrebbero seguito i suoi “metodi”. E altre “imprese”, consultabili da tutti sul quotidiano israeliano Haaretz (http://www.haaretz.com/weekend/magazine/water-babies-1.216283). A Elena Fokina, che ha studiato da Charkovsly ed è la donna ritratta in un famoso video ritirato da Youtube nel 2011 (è la donna che nel video in fondo al vostro pezzo, ed eccola qua mentre loda la sua “cura”, http://oddstuffmagazine.com/popular-baby-yoga-by-elena-fokina.html), questa pratica ha fatto sicuramente bene. Almeno alle sue finanze, visto che oggi insegna a Dahab (Egitto) ed è sbarcata anche nel Regno Unito dove il cosidetto “baby yoga” starebbe prendendo piede. Il corso dura otto giorni e – per completare le vostre informazioni – costa 400 dollari (circa 295 euro). Il fatto è che in Russia, come riferisce la BBC News Europe, servizio del 15 febbraio 2011 a firma di Steve Rosenberg, (http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-12276623) questa pratica non è erogata dal servizio sanitario nazionale e, poiché la procedura non è stata certificata dal Ministero della Salute russo, i suoi dirigenti non hanno voluto commentare sull’argomento a precisa richiesta del collega della BBC. Non ha commentato nemmeno il Garante russo per i Diritti dei Bambini. Da qui a dire che lo baby yoga faccia bene, quindi, ce ne corre. Il titolo del pezzo, peraltro, è eloquente: “Ginnastica per bambini: la terapia russa ‘potenzialmente pericolosa’”. Andiamo avanti. Il portale Segs.com.br (http://www.segs.com.br/index.php?option=com_content&view=article&id=36914:suposta-baby-yoga-pode-causar-problemas-serios-para-a-saude-do-bebe&catid=47:cat-saude&Itemid=328) riferisce l’opinione del dottor Sylvio Renan, membro della Società Brasiliana di Pediatria. Ecco il parere del medico: “Il dottor Renan consiglia che, ad un’età inferiore all’anno, il bebé deve ricevere soltanto stimoli rilassanti, come quelli del massaggio indiano Shantala, che si basano sul contatto tra madre e bambino, con carezze lievi e soavi sulla sua pelle”. Altro che acrobazie. E ancora: “Questi movimenti (lo “baby yoga”, N.d.R.) fatti in maniera così brusca possono portare pregiudizi alla salute del bambino”, mettendo in guardia sul fatto che questo possa causare “edema cerebrale dovuto allo scuotimento del cervello, il bambino può subire lussazioni o fratture alle braccia e alle gambe. Osservo che edema cerebrale, lussazioni e fratture sono tipiche delle sevizie e non solo degli incidenti, domestici o meno. Spiega Renan: ‘La procedura può ancora causare incidenti, poiché il bambino è appeso da un’altezza elevata e può sfuggire alla mano della madre, con conseguente trauma cranico”. Che ci risulti, il trauma cranico non dovrebbe fare del bene ai bambini. Una domanda, signor D’Amato, nasce spontanea: queste sono “chiacchiere”?

No. Questa è la ricerca che avreste dovuto fare PRIMA di segnalare tutto. Farla dopo significa che potenzialmente eravate in grado di farla, invece di veicolare una bufala come avete fatto. Le agenzie di stampa segnalavano: “L’associazione Meter onlus di don Fortunato Di Noto ha denunciato alla polizia postale e delle comunicazioni di Catania un video che mostra un neonato seviziato da una donna individuato su facebook. Il video, secondo l’associazione, non sarebbe stato prodotto in Italia ma in un Paese di lingua latino americana”. Non c’era invece nessun neonato seviziato.

Questa è indignazione un tanto al chilo e “bufala”, come avete titolato?

No. Anche perché non abbiamo titolato così.

Come se non bastasse, ecco CBS News (http://www.cbsnews.com/8301-504763_162-57389659-10391704/baby-yoga-woman-is-back-with-new-video-unsafe/). “In ogni caso, alcuni temono che il bambino possa soffrire della SBS, Shaken Baby Syndrome. Il dr. Robert Young ha detto a BBC News l’anno scorso di non essere sicuro dei benefici dello baby yoga (…): ‘Il bambino può scivolare, muoversi accidentalmente mentre viene mosso e colpire la gamba di qualcuno o un mobile. Sarebbe pericoloso in ogni caso”. E infine, il parere del Dr. Manny Alvarez, dottor sentito da Fox News, il quale ha risposto senz’appello: ‘Questa signora (la Fokina, N.d.R.) è pazza’”. E che nessuno dovrebbe provare a emulare una cosa simile col proprio bambino”. Chiudiamo la nostra rassegna su cose che non ci sembrano “chiacchiere”, “bufale” o “indignazione un tanto al chilo”, per usare le vostre parole, con lo Jerusalem Post (http://www.jpost.com/Health/Article.aspx?id=211894). È il 13 marzo 2011, ed ecco che cosa scrive Judy Siegel – Itzkovich: “La Polizia è stata invitata a dimostrare i pericoli dello ‘baby yoga’”. In particolare, il dottor Ytzhak Kadman, direttore del Consiglio Israeliano per il Bambino ha chiesto alla polizia di investigare. Il ministero della Salute di Tel Aviv ha invitato i genitori “ad essere attenti nella pratica dello baby yoga, ma non ha chiesto indagini alla polizia”. E ancora: “Comunque, secondo una recente indagine su Channel 10 di Oshrat Kotler, l’esercizio può richiamare la SBS. Che è spesso fatale, e può causare seri danni cerebrali in grado di creare disabilità a vita. Il cervello può anche soffrire di ematomi, che coinvolge emorragie interne e fratture”. Il dottor Kadman dice allo JP: “Non ci sono state notizie di danni fisici, ma questi potrebbero apparire mesi dopo, ed essere confusi con disfunzioni dell’apprendimento o peggio”. Non solo: “Kadman ha aggiunto di non aver trovato un solo medico che ritenesse i movimenti presentati nello baby yoga come non pericolosi. Peraltro, ha messo in guardia sul fatto che i movimenti estremi potrebbero causare slogamenti alle spalle, braccia fratturate o piedi rotti”.

Vi ringrazio per aver confermato, con questa ricerca, che nessun esperto parla di “sevizie” come invece avete fatto voi: “L’associazione Meter onlus di don Fortunato Di Noto ha denunciato alla polizia postale e delle comunicazioni di Catania un video che mostra un neonato seviziato da una donna individuato su facebook. Il video, secondo l’associazione, non sarebbe stato prodotto in Italia ma in un Paese di lingua latino americana”.

3. Ci fermiamo qua.
Solo una considerazione, signor D’Amato: come vede abbiamo fatto tutte le verifiche del caso e segnalato una pratica quantomeno preoccupante che, a detta di medici sentiti dalle principali realtà giornalistiche mondiali, potrebbero costare danni gravi e a vita ai bambini.

Adesso, non prima.

Quanto al video, sulla base della segnalazione di Meter sono iniziate ieri indagini della Polizia Postale, cioè di un’istituzione di questa Repubblica pagata per garantire l’ordine e la sicurezza di tutti. A cominciare dai bambini. Un elementare principio di prudenza sconsiglierebbe quindi questa pratica, inventata da soggetti sulla cui preparazione scientifica è quantomeno lecito avanzare forti dubbi. Un elementare principio di giornalismo postulerebbe di verificare la notizia senza insultare chi la diffonde definendo don Fortunato Di Noto come uno che combatte la pedofilia “con la sola imposizione della dialettica”. Lei sostiene di aver verificato la notizia “sporcandosi le mani”, noi abbiamo quantomeno dei ragionevoli dubbi, come vede. Un giornalismo corretto dovrebbe segnalare che si tratta di una pratica controversa e che gli esperti (cioè i medici) sono contrari ad essa perché può causare gravi traumi ai bambini.

Un giornalismo corretto l’ha infatti fatto: “Si tratterebbe infatti di un metodo probabilmente controverso ma sicuramente non mosso da cattiveria e violenza, di “baby yoga””, c’era scritto nell’articolo. Respingo quindi la vostra affermazione DIFFAMATORIA su presunte scorrettezze altrui. E torno a chiedere: dove sono le sevizie?

Mi sembra quindi offensivo sostenere che don Fortunato Di Noto lanci “allarmi inconsulti”. Sulla base della documentazione che le ho segnalato, mi sorge infine il dubbio che inconsulto (e cioè, secondo il Dizionario Hoepli, “Fatto senza riflettere, in modo avventato, temerario, imprudente”) sia anche dare pubblica patente di chiacchierone a chi – come don Di Noto – da anni collabora con le istituzioni di questo Paese e gode del rispetto e della stima di società civile, stampa e personalità laiche e religiose. Delle scuse pubbliche da parte sua e di Abia, quantomeno per le espressioni usate verso Meter e verso don Fortunato, sarebbero gradite. Nell’ambito del più ampio diritto di replica. Cordialmente. Dr Antonino D’Anna Portavoce Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto.

Ci scuseremo con il signor Fortunato Di Noto quando lui riterrà di doversi scusare

1. Per aver parlato di “sevizie” inesistenti
2. Per non aver svolto nessuna semplicissima indagine prima di dare un allarme ingiustificato, come del resto la vostra replica ha dimostrato
3. Per aver insultato surrettiziamente i giornalisti in generale e quelli di questa testata in particolare

In più, mi sorge spontanea una domanda: ma come mai Don Di Noto, dopo le sue giuste e corrette denunce alla Polizia Postale, sente sempre il bisogno di mandare notizia delle sue imprese ai mass media? Il compito di un prete non è lavorare all’oscuro, senza cercare riflettori?