Ufficiale: il governo non ha più la maggioranza alla Camera
04/08/2010 - Il risultato della votazione alla Camera sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo sancisce, per la prima volta dall’inizio della legislatura, come a Montecitorio Pdl e Lega non possano piu’ contare con certezza sulla maggioranza di 316 voti. Essendo
Il risultato della votazione alla Camera sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo sancisce, per la prima volta dall’inizio della legislatura, come a Montecitorio Pdl e Lega non possano piu’ contare con certezza sulla maggioranza di 316 voti. Essendo state 75, infatti, le astensioni, 299 i no e 229 i sì, i conti sono presto fatti, sempre contando che al risultato di oggi il governo dovrebbe sottrarre il voto dei finiani (Urso, Ronchi, Buonfiglio e Menia), e il computo totale arriverebbe a 296, e anche quello di Chiara Moroni, che ha annunciato l’approdo a Futuro e Libertà.
Sono 231 deputati del Pdl, 58 della Lega, 4 di ‘Noi Sud’, 3 Liberaldemocratici e Francesco Pionati coloro che hanno votato contro la mozione di sfiducia per il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Alla somma di 299 si arriva con il ministro Andrea Ronchi e con il viceministro Adolfo Urso, passati dal Pdl a Futuro e liberta’ per l’Italia. Invece gli altri due deputati del nuovo Gruppo e membri dell’esecutivo, vale a dire i sottosegretari Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, erano in missione e quindi non presenti in Aula.
Per il sì alla sfiducia a Caliendo l’opposizione ha invece raccolto 203 voti del Pd, 23 dell’Idv, piu’ Giuseppe Giulietti, Americo Porfidia e Roberto Nicco, arrivando cosi’ a 229. Sommati ai 75 astenuti fanno 304, una cifra che risulta superiore di 5 voti a quelli ottenuti dal centrodestra. Complessivamente al momento del voto erano presenti 603 deputati. Per il Pdl 231 su 238 iscritti: non hanno partecipato al voto Antonio Angelucci, Gennaro Malgieri, Chiara Moroni (che lo ha annunciato in Aula), Carlo Nola e Antonio Palmieri (in questi giorni in Kazakhstan per portare avanti una procedura di adozione, come spiega lo stesso deputato sul suo blog), mentre erano in missione Gaetano Pecorella e Roberto Antonione. Dei 59 deputati della Lega, un solo assente, Erica Rivolta, che non ha partecipato al voto. Nel Pd presenti in 203 su 206: non hanno partecipato al voto Olga D’Antona, Franco Narducci e Andrea Sarubbi. Un solo assente tra i 24 dell’Idv, Gabriele Cimadoro, che non ha partecipato al voto.
In Futuro e liberta’, su 33 aderenti hanno votato in 27: detto delle scelte di Ronchi, Urso, Buonfiglio e Menia, 25 sono coloro che si sono astenuti, mentre non hanno partecipato al voto Giuseppe Angeli, Giuseppe Consolo, Francesco Divella e Mirko Tremaglia. Nell’Udc 37 al voto, unico a non partecipare Enzo Carra. In Api 7 astenuti su 8, con Bruno Tabacci in missione. Infine tutti presenti e tutti astenuti i 5 deputati dell’Mpa. C’e’ poi il variegato arcipelago delle altre componenti. Tutti presenti i quattro Liberaldemocratici: in tre hanno votato contro la sfiducia, Daniela Melchiorre, Italo Tanoni, e Maurizio Grassano, mentre si e’ astenuto Ricardo Merlo. In missione Francesco Nucara, non ha partecipato al voto Giorgio La Malfa, entrambi Repubblicani, mentre Francesco Pionati, della stessa componente, ha votato contro la sfiducia a Caliendo.
Oggi in aula c’erano 603 votanti, e gli assenti erano in totale 26 (non tutti del PdL): questo significa che al governo di 316 mancano qualcosa come 21 voti per avere la maggioranza. I finiani sono l’ago della bilancia di questa legislatura. E da oggi il governo Berlusconi ha ufficialmente un piede nella fossa.













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basta che se ne vadano via il berlusca, alfano, cicchitto, bondi,questo governo potrebbe avere un attimo di credibilita’,anche la lega sarebbe diversa( con meno la cresta alta)