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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 23 maggio 2008 alle 09:03 dallo stesso autore - torna alla home

E’ tutto un dejà-vu. L’assemblea della Confindustria che ha incoronato Emma Marcegaglia sembrava richiamare altri accadimenti del passato, tutti a loro modo simbolici. A cominciare da quel “Si può far rinascere l’Italia” della neo-presidente, che assomigliava un sacco alla crasi dei due slogan elettorali dei due partiti maggiori (“Si può fare” e “Rialzati, Italia!“). Per proseguire con Berlusconi che afferma “il mio programma è il vostro programma”, esattamente come aveva detto ad Antonio D’Amato prima delle elezioni del 2001; e poi, ancora la Marcegaglia Tutti noi siamo chiamati a una grande sfida. C’è uno scenario nuovo e irripetibile. Abbiamo la possibilità di far rinascere il Paese”. Insomma, “c’è spazio per un nuovo miracolo italiano“: esattamente come disse Antonio Fazio all’assemblea di Bankitalia sempre nel 2001, con Silvio appena eletto. E infine, i tagli ai costi della politica e ai privilegi della casta, che sembravano ripresi pari pari dal discorso di Montezemolo dell’anno scorso. Insomma, forse si poteva fare uno sforzo di originalità in più. Ma è inutile anche solo sperarlo: sono anni, secoli ormai che l’establishment italiano dice sempre le stesse cose. Le associazioni datoriali e di rappresentanza degli interessi fanno il loro mestiere, e – come spesso gli accade – sono generosi di critiche e avari di autocritica. Rimane sempre, a sentirle parlare nelle occasioni ufficiali, sempre la fastidiosa sensazione che, se cambiamento ci deve essere in questo paese, dovrebbe partire proprio da loro. E no, non basta eleggere una donna al vertice per sentirsi diversi.

Il famoso provvedimento sui mutui, dopo gli annunci trionfali, ha subito una bella ridimensionata dalle dichiarazioni delle associazioni dei consumatori (discorso anticipato tra l’altro qui). Ieri c’era Tremonti al Tg1 che ne magnificava le lodi con l’aria di chi ha fatto qualcosa per il bene del popolo, oggi la situazione è un po’ cambiata: “I mutuatari – avverte l’Adiconsum – devono essere consapevoli che ciò che non viene pagato nella rata dovrà essere pagato a fine mutuo caricato degli interessi”. L’Adusbef “dà atto all’impegno del governo per aver affrontato la spinosa questione dei mutui a tasso variabile per precise responsabilità e cattivi consigli delle banche, aduse a reiterate violazioni di legge con il concorso di Bankitalia”. Secondo l’Aduc “il governo ha sbandierato un accordo con l’associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all’anno per 1.250.000 famiglie circa. Peccato che la notizia sia falsa. Nel comunicato dell’Abi si legge che l’accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento (a tassi abbastanza agevolati: l’Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunché, ma pagheranno ulteriori interessi“.

nucleare Italia anno zero: Berlusconi e Marcegaglia, Scajola, il nucleare.
L’annuncio di Scajola sul ritorno al nucleare “entro 5 anni” (un po’ ampio come orizzonte temporale…) ha subito scatenato un bel po’ di dibattito. C’è chi, come Gianni Silvestrini, dice che ce ne vogliono almeno 12, e chi, come Testa, parla di “strada in salita“. Intanto, per quel che valgono, i risultati dei giornali on line sui sondaggi sono contraddittori: Repubblica, con 55mila voti, mostra una percentuale di contrari al 58%, mentre per il Corriere (che tocca quota 40mila) i favorevoli sono al 63%. E allora partecipiamo anche noi alle ricerche, va’.

Gregorj scrive: tu che ne pensi del nucleare?
Ale G. scrive: Bella idea, così invece di essere dipendenti dalla Russia diventiamo dipendenti dal Canada
Ale G. scrive: e cmq ci sono giacimenti di uranio per 30-40 anni circa
Ale G. scrive: quindi quando avremo le centrali, considerati i nostri tempi, non ci sarà più l’uranio :D
Gregorj scrive: sei il solito disfattista
Ale scrive: sai sono di sinistra

Qualche giorno fa, Beppe Grillo ha pubblicato un post su Umberto Veronesi (da lui spesso apostrofato come Cancronesi), in cui informava di una lettera ricevuta dallo scienziato, e gli rispondeva. Grillo sfida Veronesi a un confronto, a quanto sembra. Non in tv, ma in diretta blog. Però è già qualcosa. Da incompetente sulla questione, non vedo l’ora di vedere un confronto ad armi pari su un tema così spinoso. Tanto per farsi un’idea su chi ha ragione e chi torto.

(vignetta da CaGi)

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