Nicola Tanno: ”Completamente abbandonato dallo Stato”
03/08/2010 - A questo punto racconta il momento in cui i Mossos hanno iniziato a caricare la folla. “La cosa che mi è rimasta impressa è che i Mossos hanno iniziato ad avanzare verso le persone che avevano già abbandonato la piazza.
A questo punto racconta il momento in cui i Mossos hanno iniziato a caricare la folla.
“La cosa che mi è rimasta impressa è che i Mossos hanno iniziato ad avanzare
verso le persone che avevano già abbandonato la piazza. La sensazione che avevo è che la gente avesse paura, ma non temevo di poter restare implicato in una loro carica, dato che mi ero allontanato parecchio dalla piazza. La situazione si era tranquillizata, infatti avevo ripreso a fare delle riprese. Avendo anche sbagliato strada, ho pensato di attendere che la situazione fosse più tranquilla per tornarmene a casa. Vicino a me la gente continuava a festeggiare. Non c’era un clima da guerriglia. In quei mometni non ho visto ne’ scontri, ne’ tantomento lanci di oggetti verso la polizia. Mi trovavo vicino ad un bar, dove le persona continuavano tranquille a bere ai tavolini. C’era calca, perchè comunque in molti tentavano di entrare nel bar per proteggersi dalle cariche“.
I poliziotti erano molto nervosi, almeno a quanto dichiarano Nicola e altri testimoni, ed avevano iniziato a sparare proiettili di gomma contro la folla. Nicola continua il suo racconto e giunge al momento in cui viene colpito.
“All’improvviso ricordo solo di essere saltato in aria. È impossibile da descrivere. Sono caduto e ho avuto la sensazione che tutto andasse al rallentatore. La gente ha iniziato ad urlare. È stata una sensazione orribile. Mi sono reso subito conto che mi avevano coplito all’occhio. Hanno capito subito che ero italiano, perchè gridavo “L’occhio! L’occhio” e mi hanno immediatamente soccorso. C’era anche un medico, ma non ha potuto far nulla. Abbiamo atteso l’ambulanza e sono stato portato all’ospedale. Ho subito due interventi, di cui uno per permettere l’inserimento di una placca al titanio, dato che un osso interno è stato danneggiato“.
I medici che lo hanno curato hanno definitivamente confermato che non potrà mai più riacquistare la vista. In un futuro forse potrà migliorare l’estetica, con degli interventi di chirurgia maxillo-facciale volti alla ricostruzione di un occhio artificiale, che però non avrà la possibilità di restituire la vista a Nicola. È una storia amara questa, sottolineata dallo stesso Nicola, quando dice che “non è giusto che una persona tranquilla perda un occhio solo per essere sceso in strada a festeggiare. Non voglio vendette, voglio giustizia, dato che è stata chiaramente un’uso sproporzionata della forza. Io ero in mezzo alla gente, a mani nude, e mi hanno sparato. Spero che i responsabili vengano individuati, sia chi ha sparato che chi ha dato l’ordine. Voglio un risarcimento e mi devono chiedere scusa. Poi forse potrò perdonare chi mi ha fatto questo“.
IL CONSOLATO ITALIANO A BARCELLONA? ASSENTE – L’incredibile storia non si conclude qui. La famiglia di Nicola si è subito attivata per stargli vicino. I genitori si sono trasferiti in Spagna, a Premià de Mar, cittadina della Costa Brava dove Nicola ora risiede e dove può contare sull’affetto dei suoi genitori e della sua ragazza, Clara, nonché della sua famiglia. Non può contare invece sullo Stato italiano. La sorella di Nicola ha contattato subito il Consolato italiano a Barcellona, dove non gli è stata prestata nessuna attenzione, se non il consiglio di avvalersi di un avvocato di fiducia del Consolato. È un fatto sconcertante, tanto che questo fatto è stato oggetto di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato PD Luigi Nicolais in primis, al quale si sono aggiunti i deputati Coscia e Picierno. L’interrogazione, a risposta scritta, ancora non ha prodotto alcunché. Abbiamo raggiunto telefonicamente l’onorevole Nicolais, chiedendogli se il Ministero degli Affari Esteri avesse risposto, ma la replica è stata negativa. “Servono comunque dei tempi tecnici” ha dichiarato Nicolais “Credo che in qualche giorno avremo la risposta del Ministero a questa interrogazione. Il fatto è gravissimo, non si può abbandonare così un
cittadino italiano”.
DENUNCIA NEI CONFRONTI DEI MOSSOS D’ESQUADRA – In attesa di una risposta dallo Stato italiano, la famiglia di Nicola ha presentato denuncia formale contro l’operato dei Mossos d’Esquadra. La denuncia, già firmata dal Procuratore, mette in risalto il presunto mancato rispetto del protocollo d’ingaggio da parte della polizia catalana, in una situazione che, come detto e sempre secondo la denuncia, in nessuna maniera giustifica l’uso della forza, e in particolare l’utilizzo dei proiettili di gomma. La denuncia è stata presentata mercoledì 25 luglio dall’avvocato Pere Picon, giorno in cui Nicola è uscito dall’ospedale. È a carico del comandante di Gruppo di Comando centrale e del capitano della Brigata Mobile dei Mossos presente in strada la sera del 11 luglio. Nella denuncia non vengono riportati i nomi dei possibili denunciati. Nella denuncia inoltre si fa riferimento più volte alla presenza della telecamera utilizzata da Nicola per documentare la festa, per poi poterla riportare sul suo blog. Un’accusa indiretta verso la volontarietà dei Mossos di non voler che si riprendessero gli scontri? Comunque sia, Nicola ora sta meglio. Dovrà affrontare ancora un lungo percorso prima di poter tornare ad una vita normale e tranquilla. Noi, per quanto possibile, oltre a porgere a lui e alla sua famiglia i nostri auguri più sinceri, continueremo a vigilare sulla faccenda e sul perchè un ragazzo tranquillo abbia perso un occhio durante una sera di festa e soprattutto sul perchè lo Stato italiano e il Consolato a Barcellona se ne siano lavati le mani.
(Ha collaborato Linda Marengo)













rimango sempre allibita di fronte a tali notizie, coloro che dovrebbero proteggerci, sono proprio coloro che attaccano e creano disordine.
che sia stato un incidente e che non sia stato puntato proprio questo ragazzo, è abbastanza probabile, ma quel che dovremmo leggere la prossima volta sono le scuse da parte delle forze dell’ordine, che hanno fatto perdere la vista da un occhio ad un ragazzo come noi, che ha come unica colpa l’essersi trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. E’ vergognoso che nessuno faccia niente!
se ci fosse stato il figlio di uno dei pezzi grossi del consolato italiano li in mezzo a prendersi quel proiettile di gomma le cose sarebbero andate diverse, invece di tanta omertà?? Forse a questo quesito la risposta la sappiamo già.
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