Abbiamo incontrato il nostro connazionale residente a Barcellona, che durante i festeggiamenti per la vittoria ai Mondiali di Calcio ha perso l’uso dell’occhio destro a causa di un proiettile di gomma sparato dai “Mossos D’Esquadra”, il corpo di polizia autonomo della Catalogna.
Nicola Tanno è un ragazzo tranquillo e in gamba. Ha 24 anni, è nato a Campobasso e più di cinque anni fa è andato a Roma per studi, dove ha conseguito, presso l’università La Sapienza, la Laurea in Scienze Politiche.
Dopo di che si si trasferisce a Barcellona per partecipare ad un Master postuniversitario presso la prestigiosa università catalana Pompeu Fabra. E fin qui la sua storia potrebbe essere simile a quella di migliaia di ragazzi che decidono di lasciare l‘Italia per studiare all’estero. Ma la storia di Nicola devia bruscamente da questa normalità tra la notte del 11 e del 12 luglio 2010. Nicola si trova nella capitale catalana da poco più di un mese quando la nazionale spagnola vince i Mondiali di Calcio 2010. Dopo il fischio finale, lui, come migliaia di persone, scende in strada per festeggiare la storica vittoria. Il punto di ritrovo, Piazza di Spagna, è gremito di tifosi di tutte le nazionalità. L’atmosfera appare tranquilla e tutto pare filare liscio, finchè, verso l’una del mattino, la situazione inizia a degenerare e tra tifosi e forze dell’ordine iniziano degli scontri (come già documentato da Giornalettismo). Un fitto lancio di oggetti contro i Mossos dà il “la” alle cariche della polizia, che sgomberano immediatamente la piazza, facendo defluire così le migliaia di persone che vi si trovavano in quel momento verso le strade adiacenti. La piazza stessa viene occupata dalle camionette Mossos d’Esquadra, che iniziano a caricare su qualche decina di facinorosi che avevano nel frattempo appiccato il fuoco a degli alberi. La situazione, comunque, si calma in breve tempo. La vittoria della Spagna non è certamente quella del Barcellona Calcio e in piazza non erano presenti centinaia di migliaia di persone, come accaduto ad esempio l’anno scorso, quando in occasione del trionfo dei Blaugrana in Champions League, la città venne letteralmente invasa da una folla immensa di tifosi. Eppure l’aria è elettrica, si alzano cori contro la Catalunya, vengono bruciate bandiere catalane e pare che a qualcuno il fatto che il giorno prima un milione di persone abbia manifestato a favore dell’autonomia della regione non è andato proprio giù, e la vittoria della Nazionale è decisamente un momento di rivalsa.
TRANQUILLITÀ APPARENTE – I violenti, comunque, sono decisamente pochi, e non possono ripetere le gesta di chi, l’anno prima dopo la vittoria della Champions Leaugue, aveva devastato il centro di Barcellona. Ciò nonostante la polizia inizia a caricare, e senza discriminazioni, sia chi aveva causato danni e lanciato verso i poliziotti bottiglie e altri oggetti, sia chi,
comprendendo che la situazione stava degenerando, stava tranquillamente tornandosene a casa. Secondo molte testimonianze i Mossos iniziano da subito a sparare i famigerati proiettili di gomma già utilizzati in altre occasioni contro i manifestanti, e che avevano già causato in passato ferimenti più o meno gravi. Nicola, come tanti altri, fugge dalla piazza e attende che la situazione si calmi. Molti testimoni raccontano che la situazione era calda, ma certamente non di panico; i tavolini dei bar adiacenti alla piazza sono addirittura ancora occupati da avventori che tranquillamente stavano consumando le loro bibite. La situazione è come sospesa. Non ci sono segnali di pericolo imminente, a parte lo sgombero della piazza, non arrivano state altre cariche da parte della polizia, e nessuno, sempre secondo le testimonianze, attacca le forze della polizia nella zona dove si trovava Nicola. Ad essere agitati sembrano essere solo i Mossos stessi. E in questa atmosfera così sospesa, Nicola stava documentando il tutto con la sua videocamera, così da poter poi scrivere sul suo blog, “Diario Catalano”, la sua avventura in terra spagnola. In questa atmosfera che Nicola descrive come “tranquilla” accade però il dramma: lui viene colpito da un proiettile di gomma sparato da un poliziotto e viene colpito in un occhio. A terra, comprende subito che qualcosa di grave è accaduto. Queste le sue parole: “Eravamo sotto la tenda di un bar. La strada era bloccata e non capivo esattamente dove mi trovavo, essendo da poco a Barcellona. Allora ho deciso di attendere che la situazione si tranquillizzasse per poi potermene tornare a casa. Improvvisamente però mi sono sentito scaraventare in aria e sono caduto. Avevo subito capito che era successo qualcosa di grave. Sentivo un dolore fortissimo alla testa, e mi sono subito reso conto che perdevo sangue dall’occhio. Non ho mai perso la conoscenza. Toccandomi l’occhio ho capito che ero stato colpito proprio lì”. Siamo seduti ad un tavolino di un bar, Nicola prende un caffè, il suo amico Simone, venuto dall’Italia per stargli vicino in questo momento così difficile, sorseggia una clara.
Nicola, cosa è successo esattamente?
“Dopo la fine della partita sono uscito con la mia telecamera per vedere la festa e documentarla per il mio blog. Ero al centro della piazza e tutto andava per il verso giusto. Mi sembrava un ambiente normalissimo, come quattro anni fa in Italia. Ad un certo punto ho visto arrivare un gran numero di camionette della polizia, arrivate molto velocemente. Non ho notato problemi di ordine pubblico, mi sembrava un ambiente tranquillo, goliardico. Fatto sta che in pochissimi minuti la piazza, che era strapiena, si è completamente svuotata e la gente ha iniziato a correre e io con loro“.



rimango sempre allibita di fronte a tali notizie, coloro che dovrebbero proteggerci, sono proprio coloro che attaccano e creano disordine.
che sia stato un incidente e che non sia stato puntato proprio questo ragazzo, è abbastanza probabile, ma quel che dovremmo leggere la prossima volta sono le scuse da parte delle forze dell’ordine, che hanno fatto perdere la vista da un occhio ad un ragazzo come noi, che ha come unica colpa l’essersi trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. E’ vergognoso che nessuno faccia niente!
se ci fosse stato il figlio di uno dei pezzi grossi del consolato italiano li in mezzo a prendersi quel proiettile di gomma le cose sarebbero andate diverse, invece di tanta omertà?? Forse a questo quesito la risposta la sappiamo già.
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