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Tutte le promesse elettorali assurde di Berlusconi

Dalla discesa in campo del 26 gennaio 1994 sembra essere trascorso solo qualche giorno. Diciannove anni fa le reti Fininvest mandavano in onda a raffica mega spot elettorali di Forza Italia, un movimento politico che prometteva agli italiani un nuovo miracolo economico, meno tasse e Stato più efficiente. Oggi, proprio come allora, lo stesso leader venuto dal mondo dell’imprenditoria, Silvio Berlusconi (nel frattempo vincitore per tre volte delle elezioni politiche, e presidente del Consiglio per 11 anni) ribadisce la necessità di abbassare la pressione fiscale, abbattere i costi della politica, liberare il Paese dal pericolo di una sinistra conservatrice e illiberale.

Le promesse dalla pagina Facebook: Berlusconi che restituisce le cose

1994-2013 – “La vecchia classe politica italiana – annunciò Berlusconi due anni dopo lo scoppio di Tangentopoli – è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L’autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica. Mai come in questo momento l’Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato”.

RESTITUZIONE DELL’IMU – Lo show odierno del Cavaliere non è meno carico di messaggi roboanti e di promesse al tempo stesso allettanti e difficilmente, o per nulla, attuabili. E’ di ieri l’ultima performance berlusconiana. Il capo di coalizione del centrodestra ha promesso l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, il risarcimento in posta dell’Imu pagata nel 2012, l’eliminazione dell’Irap in 5 anni, l’azzeramento del finanziamento pubblico ai partiti. Tutto in un momento di grave difficoltà delle finanze pubbliche e in una fase di crescita economica negativa. Piano previsto.

TAGLI PER 16 MILIARDI – Che Berlusconi avesse in canna questo colpo ad effetto, probabilmente necessario per trascinare al rialzo nei sondaggi ancora di un po’ il consenso del Pdl, era stato lui stesso ad annunciarlo. Ma lo lasciavano presagire anche i precedenti annunci. Come la promessa di azzerare le tasse (compresi contributi previdenziali) per un arco temporale di 3 o 5 anni a favore delle imprese che assumono giovani, presentata a Porta a Porta ad inizio gennaio. Oppure la promessa di tagli per 16 miliardi alle spese dello Stato, niente patrimoniale e nessun aumento dell’Iva, annunciata il 22 gennaio nel corso di un’intervista rilasciata a Studio Aperto.

PIU’ TASSE SUI GIOCHI – Qualche indicazione sulla soluzione che può garantire la copertura finanziaria alla riduzione delle tase il Cavaliere l’aveva fornita in una delle prime apparizioni televisive che hanno caratterizzato l’ultima discesa in campo. A metà dicembre, ancora a Porta a Porta, Berlusconi ha promesso più tasse sui giochi e sull’alcol, addizionali per i diritti di imbarco, riordino dei trasferimenti alle imprese. Qualche giorno dopo ha poi esteso il campo delle promesse anche ai lavori parlamentari, mostrandosi intenzionato a chiedere nella prossima legislatura, ossessionato dall’idea di un complotto ai suoi danni, una commissione di inchiesta per scoprire la verità sulla caduta del suo governo e la salita a Palazzo Chigi del professor Monti. Il Cavaliere ha parlato per giorni di aver subito un “uso criminale dello spread” e ha tirato in ballo come responsabile della congiura anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. C’è, infine una promessa – non elettorale – già mantenuta: l’acquisto di Mario Balotelli per la sua squadra di calcio.