Cultura

Pia e desiderio

31 luglio 2010

Due simpatici cugini con cui non passerò più il Ferragosto

L’Italia va al mare e io me ne vado a casa, nell’entroterra lombardo. Ma la Lombardia ce l’ha un entroterra? Non lo so, comunque la Brianza ad agosto dà il meglio di sé. Non per merito del clima, che permane moderatamente schifoso, bensì per via del fatto che non ci sono i brianzoli. Si va in giro in pace e si respira una piacevole desolazione che mi porta ogni volta a chiedermi perché diavolo mi ostino a vivere a Monza e invece non mi trasferisco in una località estiva di villeggiatura, dove gli scocciatori ci sono solo un paio di mesi l’anno e non sempre. Mi terrei la dimora monzese giusto per passarci agosto in perfetta solitudine. Dell’agosto mi piace quella tendenza all’abbandono e insieme all’aspettativa, nel senso che quando scatta l’ottavo mese dell’anno viene spontaneo rimandare tutto, procrastinare gli impegni a settembre, come se settembre fosse lontanissimo, mentre d’altra parte si inizia a sperare che il settembre porti qualche cambiamento radicale e qualche novità sorprendente. Come se fosse possibile che un mese e una vacanza causassero alla tua vita una sorta di mutazione genetica che la rendesse infine straordinaria. Questo languore ha un nome e un cognome: Pia Illusione.

PASSATO - Per tanti anni è venuta con me in ferie a scrocco, ma poi ho trovato il coraggio di dire alla Pia che era ospite indesiderata. Lei comunque se ne fregava e continuava a starmi attaccata. Mi era molto più simpatico suo cugino per parte di madre, Desiderio Esistenziale, il cui nome evoca un indomito guerrierolongobardo. Noi qui a Monza siamo stati fondati dai longobardi, e quindi in qualche modo mi sono sempre sentita in dovere di frequentare Desiderio e di tenerlo da me a passare l’estate. In verità Desiderio era una gran pizza, in quanto risultava piuttosto logorante passarci le giornate soprattutto quando fa caldo, perché trascorreva tutto il santo giorno a sospirare e a scrivere e a sperare rumorosamente. Comunque era più affidabile di Pia e quando si usciva qualche volta offriva lui. Poi, qualche anno fa, mentre a ferragosto mi abbruttivo sul balcone in preda a visioni tipo Fata Morgana che mi pareva di vedere un’oasi in fondo alla mia via e invece era il camion della nettezza urbana, che appunto è verde, ho avuto l’incontro che ha cambiato la mia vita.  Chi vedo davanti alla gelateria sotto casa? Aspirazione Irrealizzabile che mangiava una granita alla pesca. Sì, proprio lei in persona. È stato proprio in quel momento che ho capito che dovevo spedire alle ortiche quei due topi morti di Pia e Desiderio e scendere a chiacchierare con Aspirazione ed è così che ho fatto. Da allora siamo inseparabili. Con lei mi trovo benissimo sia d’estate che d’inverno e non ho più bisogno di agosto per aspettare e sperare, perché lo posso fare tutto l’anno.  Non ho più bisogno che arrivi il 10 agosto per guardare il cielo alla ricerca di stelle cadenti. Adesso le vedo tutti i giorni.  Buone vacanze.

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