Muro del No – Contro la riforma
01/10/2008 - Questa pagina ospiterà i commenti ai vari articoli A FAVORE della riforma Gelmini. Per apparire qui è necessario che il commento contenga una riflessione sui vari punti della riforma, che sia autoconclusivo (o comunque che contenga un discorso compiuto). Tetsuo:
Questa pagina ospiterà i commenti ai vari articoli A FAVORE della riforma Gelmini. Per apparire qui è necessario che il commento contenga una riflessione sui vari punti della riforma, che sia autoconclusivo (o comunque che contenga un discorso compiuto).
Tetsuo:
Per definizione lo studente NON deve avere tutte le soluzioni, altrimenti sarebbe insegnate!
Gli studenti fanno notare quali sono i problemi che vivono (scuole fatiscenti, doppi turni per la stessa classe, mancanza di corsi di recupero, mancanza di corsi per discipline non produttive (arte-musica), ecc…)
Sta agli “adulti” trovare la soluzione a questi problemi (che esistevano anche 30-40 anni fà!!!!).
Qui di RIFORMA non c’è aria, ne il profumo!
Mi sta bene che si ottimizzino le spese, non che si tagli indiscriminatamente!
Vogliamo professori più preparati?
Andiamo avanti con la meritocrazia e non con l’anzianità nuda e cruda o peggio ancora con il nepotismo (chi ha detto La Sapienza?), ma non tornando al maestro unico (inutile dire che non ha nessun vantaggio istruttivo, a parte la “nostalgia” dei 50-60enni) oppure fermando il turn-over delle assunzioni (cosi il nuovo che avanza, lo mettiamo in frigo e lo mangiamo domani)… serve una riforma dei paini didattici, serve una riforma sulle competenze degli insegnanti (corsi di aggiornamento, no?), serve una riforma sulle strutture edilizie e sui laboratori… qui si taglia e basta… e poi si dice il grembilino, l’educazione civica, il voto in condotta… cose apprezzabili o meno, ma che non spostano di una virgola i problemi della scuola italiana.
Cordapazza:
Persino lei, la tetragona (come tutti gli stupidi, o i servi, fate vobis) Gelmini, ha avuto un sussulto (l’unico) di verità nel chiamarla “riforma”, significato che implica evidentemente un disegno, una visione, una filosofia e un progetto organico. Un SISTEMA. La chiama infatti “manutenzione”. Bene. Da un anno la 5B del terzo piano è senza porta e la classe è in preda alla furia degli spifferi, fusse che fusse?
Riguardo al maestro unico: qualcuno avrebbe il coraggio di affermare che i ragazzini odierni sono come quelli della mia generazione e di quelle di poco sucecssive, belli buoni e calmi, facilissimi da “tenere” tutta la mattinata e, se necessario, anche il pomeriggio nel tempo pieno? Infatti mi pare di aver capito che la ministra ha intenzione di usare, nel tempo pieno delle ore pomeridiane, lo stesso maestro unico della mattina, magari con 27-28 ragazzini. Inoltre: vogliamo riproporre una scuola elementare che miri solo a insegnare a leggere-scrivere-fardiconto, con tutti i passi avanti che nel frattempo sono stati fatti dalle discipline specialistiche e quindi non improvvisabili da un maestro unico “generalista”?
Inoltre bis. Se funzionava così bene, il sistema modulare, perché estirparlo con i tagli, invece di affrontare il sacrificio di mantenerlo? Il problema è che non ci si rende conto che gli investimenti fatti nella scuola non possono essere valutati con una mentalità efficientistica, generalmente economica. Quegli investimenti hanno risultati non immediati, lontani nel tempo, ma solidi, e infungibili. Quelli che vedi quando dopo anni un allievo ti viene a trovare perché voleva parlare con te di una pagina di Gomorra, o della campagna elettorale negli Usa.
Sara:
Parlo da giovane genitore.
La realtà è che stiamo scivolando lentamente in un abisso fatto di ignoranza riservata al “popolaccio” e “a chi è contro alla maggioranza che si trova al governo”. I soldi che vengono tagliati nella scuola pubblica stanno andando o meglio si stanno sperperando per portare militari nelle città. Ma ci rendiamo conto di che futuro ci si prospetta? Invece di insegnare il rispetto, la cultura e la civiltà ai bambini (perchè è da piccoli che si impara ad essere degli onesti e rispettosi cittadini), li lasciamo crescere in modo disorganizzato (noi famiglie abbiamo un bel dire ai nostri figli di essere bravi quando a partire dalla scuola non ci saranno più modelli di valori da imparare e rispettare) e poi che si fa?Si militarizzano le città!!! Wow, questa si che è democrazia! E’ una democrazia che mi ricorda molto un regime, dove chi la pensa diversamente dal governo o anche solo chi pensa, viene ELIMINATO. Stiamo molto attenti, non lasciamo che ci luccichino gli occhi davanti alla TV che ci riempie di qualsivoglia stupidaggine che ci impedisca di pensare e di ricordarci in quale abisso stiamo sprofondando. Teniamo gli occhi aperti sulle cose veramente importanti. Perchè solo difendendo il diritto ad un istruzione pubblica imparziale e di qualità si potrà sperare di formare dei cittadini e delle persone migliori. Soprattutto se tutto ciò che avete letto vi sembra importante e giusto, non annuite da soli nella vostra cameretta pensando “sì, sì è proprio vero, bisognerebbe cambiare le cose” e poi aspettate che qualcun altro si batta per i vostri diritti. Ognuno di noi si deve far sentire, ognuno deve essere parte del cambiamento. Come scrisse Gandhi “Devi essere il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo”
Lalla:
La scuola ha bisogno di cambiamento,ma cambiamento a favore dei nostri figli, delle nuove generazioni.Il grembiulino già c’è nella scuola primaria.Educazione ambientale,educazione stradale, educazione alimentare rientrano già nei programmi:non c’è novità.
Ritornare al maestro unico,un disastro per gli alunni.
Io auspico un cambiamento e fortemente dico lasciamo il Modulo nella scuola primariae diamo importanza alle materie principali pr pertire con basi eccellenti.
Italiano, più ore di matematica per dare spazio alla logica ,alla geometria,più spazio alle scienze..e altro.
Aggiornamenti obbligatori per gli insegnanti.
Qualità alla scuola primaria perchè è da lì che partono le basi..
Favorire competizioni di linguistica,di logica-matematica.di tutto
Ritorno alla valutazione dell’insegnante attraverso gli alunni.Vedi anni 1968…
leonecl:
Le VERE motivazioni della riforma , così come elaborata, sono di esclusiva natura economica
(taglio di alcuni miliardi di euro previsti da Tremonti in finanziaria)e quindi non c’è neppure da entrare nel merito di valutazioni legate al miglioramento della qualità del servizio offerto.
Credo pertanto che piuttosto che un “muro del sì” e un “muro del no”, è necessario un “muro del pianto”, perché se la riforma Gelmini passa(e passerà!!!), la SCUOLA pubblica non sarà altro che pianto e desolazione: a tutto vantaggio della scuola privata e di quella clericale in particolare.
Luca:
Perché non proponete anche un muro del Forse?
Comunque, dico la mia.
Riguardo alle proposte del decreto Gelmini sono favorevole al:
1) ripristino di educazione civica;
2) ripristino dei voti in decimi;
3) ripristino del voto in condotta che “fa media” con le altre discipline.
Invece, riguardo alla reintroduzione del maestro unico vanno fatti, a mio avviso, dei distinguo dacché, nella scuola primaria, vi sono molteplici offerte e tipologie orarie settimanali.
Vediamo:
a) il modello a 28/32 ore detto “tempo corto”;
b) il modello a 36 ore detto “tempo lungo”;
c) il modello a 40 ore detto “tempo pieno”.
A questi dati è indispensabile aggiungere che i maestri hanno un monte ore settimanali di 22 ore frontali più 2 di programmazione (totale 24 ore di contratto nazionale della categoria). Si ricordi inoltre che, di norma, queste 24 ore i maestri le svolgono su 5 giorni settimanali.
Bene, secondo me sarebbe possibile (e perché no?) auspicabile il ritorno del maestro unico soltanto là dove si svolge il tempo scuola delle 28/32 ore con l’inserimento degli insegnanti specialisti di Inglese e (ahimè, come da Concordato!) Religione Cattolica.
Nei modelli del tempo lungo e, soprattutto, del tempo pieno il ritorno al maestro unico sarebbe invece un’autentica sciocchezza e iattura, sia pedagogica che organizzativa. Mi spiego. Attualmente, là dove si svolge il tempo pieno, i docenti sono 2 per classe: e per forza! devono coprire otto ore di scuola! Ogni classe del tempo pieno ha insomma due insegnanti (più Inglese e Religione – 4 ore a settimana – qualora tali insegnamenti non siano svolti dagli insegnanti del team). La ripartizione degli insegnamenti è: ambito linguistico-storico e ambito logico-matematico. Ora, in tutta onestà: dov’è qui il presunto spreco?
Gli alunni che hanno sperimentato e sperimentato il modello organizzativo del tempo pieno hanno solo 2 maestri come riferimento che li seguono, salvo 4 ore di compresenza settimanale per i vari progetti di plesso e/o di recupero, sempre da soli.
Questo modello organizzativo si è affermato soprattutto nelle città e cittadine del centro-nord ed è un modello essenziale soprattutto per le esigenze attuali delle famiglie.
Per tornare poi alla favola dei 3 maestri per classe: non è così che le cose funzionano nemmeno nel tempo corto di 28 ore settimanali perché vi sono sì 3 maestri ma su 2 classi che si alternano nella mattinata e non hanno, salvo un piccolo pacchetto orario, ore di compresenza nella stessa classe. Comunque, ripeto, è solo qui e in questo caso che può essere eventualmente e, forse, proficuamente reintrodotto il maestro unico.
Infine, nel caso fosse introdotto, sciaguratamente, il maestro unico nel tempo pieno, ecco per me a cosa si andrà incontro:
il maestro unico lavorerà al mattino e, il pomeriggio, agli alunni sarà proposto il vecchio, mitico, arcaicizzante Doposcuola.













Le VERE motivazioni della riforma , così come elaborata, sono di esclusiva natura economica
(taglio di alcuni miliardi di euro previsti da Tremonti in finanziaria)e quindi non c’è neppure da entrare nel merito di valutazioni legate al miglioramento della qualità del servizio offerto.
Credo pertanto che piuttosto che un “muro del sì” e un “muro del no”, è necessario un “muro del pianto”, perché se la riforma Gelmini passa(e passerà!!!), la SCUOLA pubblica non sarà altro che pianto e desolazione: a tutto vantaggio della scuola privata e di quella clericale in particolare.
La scuola ha bisogno di cambiamento,ma cambiamento a favore dei nostri figli, delle nuove generazioni.Il grembiulino già c’è nella scuola primaria.Educazione ambientale,educazione stradale, educazione alimentare rientrano già nei programmi:non c’è novità.
Ritornare al maestro unico,un disastro per gli alunni.
Io auspico un cambiamento e fortemente dico lasciamo il Modulo nella scuola primariae diamo importanza alle materie principali pr pertire con basi eccellenti.
Italiano, più ore di matematica per dare spazio alla logica ,alla geometria,più spazio alle scienze..e altro.
Aggiornamenti obbligatori per gli insegnanti.
Qualità alla scuola primaria perchè è da lì che partono le basi..
Favorire competizioni di linguistica,di logica-matematica.di tutto
Ritorno alla valutazione dell’insegnante attraverso gli alunni.Vedi anni 1968…
Io mi ricordo che avevo due maestre, una era scema ma l’altra almeno era decente. Quella d’italiano non era un gra che, per questo ancora oggi mi capita di fare qualche errore di grammatica, e cosiderate che ero probabilmnte il migliore della classe alle elementari, poi alle medie ho avuto come professore di Italiano un prete più ignorante della peste, al liceo ci cambiarono professoressa di lettere una ventina di volte in 5 anni.All’università ho fatto solo un esame di italiano e andò benino (26), mi ricordo che misi nella parte scritta una a senz’h però!
Distrazione…che vergogna.
se un ragazzo è un asino è la maestra che è scema.
Siamo tutti uguali, tutti intelligenti uguali così come siamo tutti belli uguali. NEVVERO????????
Come potrebbe migliorare la scuola italiana che è inesorabilmente in degrado una donna che in una scuola pubblica probabilmente non ci ha mai messo piede? e che, data l’appartenenza politica tende inevitabilmente a favorire le scuole private (alle quali non è stato tagliato un solo euro di finanziamento? Da insegnante e da madre mi vien voglia di mollare tutto ed andare in un paese dove le riforme, se si fanno, nascono da una piena consapevolezza delle reali situazioni della scuola. Qui in Italia, alla luce dei miei venti anni di esperienza, mi sembra che le riforme si siano fatte soprattutto in superficie e senza intervenire in alcun modo sulle competenze degli insegnanti (a proposito, da insegnante i corsi di aggiornamento me li farei tutti se non fossero, nella maggior parte dei casi, a totale carico dell’insegnante, che con lo stipendio che percepisce, non seli potrebbe mai permettere). Io sarei molto stimolata, inoltre da questa sfida, se non ci fosse un esercito di genitori pronti a “salvare” i propri figli da un traumatizzante debito formativo: poco importa se poi il debito se lo sono meritato. Noi insegnanti lavoriamo, e anche sodo e con amore, ma la scuola non è e non può essere un surrogato delle baby sitter. In Italia c’è una diffusa cultura della furbizia e della deresponsabilizzazione, che parte soprattutto dai genitori, ma prima ancora dallo Stato, che continua a ritenere noi insegnanti i soli responsabili dell’insucesso formativo. Io la mia parte di responsabilità me la prendo … che faccia lo stesso tutta la restante società.