Durissimo attacco del settimanale economico londinese agli atteggiamenti definiti “imbarazzanti” del premier. Un paese – l’Italia – che nel panorama internazionale, conta sempre meno.
Questa settimana L’Economist accende i suoi riflettori sulla politica estera del Cavaliere, specie nei confronti dell’UE, definita “sconcertante”. Il titolo dell’articolo è eloquente: “Why does Italy punch so far below its weight in the European
Union?” che tradotto significa, più o meno: perché l’Italia conta così poco nell’Unione Europea? Manco a dirlo, questa zavorra è rappresenta proprio dal Cavaliere, quello che si vanta di aver “inaugurato la politica del cucù” che a detta del premier sarebbe un modo giocoso di “essere aperti e capire gli altri, e di fare amicizia“. Partendo dal cucù, il settimanale della City, come dicono quelli che usano un linguaggio assai più forbito del nostro, “percula” e non poco, uno dei cavalli di battaglia più reclamizzati, almeno nei suoi non pochi media “amici”, del governo berlusconiano: la nostra politica estera.
SILVIO, FACCE RIDE! - “Some years ago… alcuni anni fa – scrive il settimanale – i leader europei, proprio quando erano immersi in una gravosa discussione, l’onorevole Berlusconi improvvisamente si rivolse a Gerhard Schröder, allora cancelliere della Germania, e gli disse: Parliamo di donne. Gerhard, sei stato sposato quattro volte. Perché non inizi?” Una battuta probabilmente apocrifa, che però svela un particolare importante sul nostro presidente del Consiglio. Per Berlusconi “l’UE è qualcosa di noioso. In politica estera – segnala L’Economist – Berlusconi riserva il suo entusiasmo per le sue relazioni personali e diplomatiche soprattutto con i leader di paesi del calibro della Turchia, della Russia, della Bielorussia, della Libia e delle repubbliche dell’Asia centrale. Tutti paesi al di fuori dell’UE, alcuni dei quali ispirano profonde perplessità a Bruxelles“. Tutti Stati dove la concezione berlusconiana della democrazia – aggiungiamo noi – sublima al massimo fattore.
CON BERLUSCONI L’ITALIA CONTA DI MENO - “L’Italia – prosegue L’Economist nella sua tagliente disamina – è stato uno dei membri fondatori dell’organizzazione che oggi è diventata l’Unione europea e il Trattato che la istituisce è stato firmato proprio a Roma. L’economia in Italia è più del doppio di quella della new entry Polonia, la sua popolazione, approssimativamente, è uguale a quella della Francia o della Gran Bretagna. Eppure, raramente è stata una forza determinante all’interno dell’UE. Perché?” Già perché? Certo, storicamente, almeno dal dopo guerra, non siamo mai stati una potenza su scala continentale – almeno a livello pari di Germania, Francia e della stessa Inghilterra, malgrado ciò, con tutti i limiti del caso, la politica estera “andreottiana” era riuscita a ritagliarsi un suo preciso ruolo di mediazione – specie nei confronti dei paesi mediorientali – e di autorevolezza. Con Berlusconi, come annota il settimanale londinese, invece, “da quando è in carica l’Italia è stata sempre meno efficiente“.




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in riferimento al passaggio che dice più o meno così: “Gli Italiani non vedono l’UE come una arena in cui risolvere il conflitto interno..”
credo che vada innanzitutto corretto l’errore di fondo, lo stesso che commette, pro domo sua, il Governo italiano e cioè questo: circa un terzo degli italiani non ha votato, non si è espresso quindi ne contro ma nemmeno a favore di chi ci governa. Se a questi aggiungiamo chi ha votato per l’attuale opposizione, troveremo che quella che chiamiamo “maggioranza” rappresenta, in realtà, una minima parte degli italiani. Purtroppo, quindi, quando si dice Gli Italiani, siamo rappresentati tutti, astenuti e votanti contro. Nello specifico del succitato passaggio, direi che PROPRIO NELL’UE, astenuti e contro, speriamo per la contribuzione della risoluzione dei conflitti interni, con le continue osservazioni, sanzioni e ogni altro strumento utile per mettere questo governo, che sta sfasciando la democrazia italiana, difronte ad una politica diversa se vuole che l’italia resti in Europa. Ancor di più se i paesi europei sanno che l’informazione, soprattutto la libera circolazione di idee ed opinioni diverse da quelle governative, sono a rischio bavaglio.
Solo una precisazione: la frase “Why does Italy punch so far below its weight in the European Union?” non significa “Cosa fa sprofondare l’Italia sotto il suo peso nell’Unione europea” ma “Perché l’Italia conta (letteralmente colpisce) così al di sotto del suo peso nell’unione Europea?”.
E’ vero Mario. Ma sta scritto “più o meno”, proprio per dare senso alla successiva frase. Che specifica il “cosa”, la zavorra ossia Berlusconi. Ilsenso direi che non cambia.
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L’Italia in Europa non ha mai contato un c….. sia con governi di destra e sinistra…
Ma questa Europa fa schifo, per questo motivo che gli inglesi non vogliono entrare, non sono c…….
Figuriamoci se ad entrare in Europa sia Israele..Lo stato ebraico, ha ben altri problemi che quello di entrare in una Europa piena di burocrati, parassiti e filo terroristi islamici….
solo per curiosità^^
e per evitare fraintendimenti
ogni volta che ti “leggo” parli di Israele
ma ….sei israeliano? 0_=
sempre per seyeret^^
Non preoccuparti: Israele non sarà in Europa ma conta eccome in Europa. Forse non c’hai fatto caso (io sì^^) ma, appena fu dichiarata la crisi economica e bancaria, un bel po’ dei nostri grandi capi (a partire dal nostro^^) sono andati immediatamente a fare una visitina a Israele. Chissà perche?^____^
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beh! In effetti, non è che i giornali stranieri lo abbiano mai nominato per l’indiscussa classe^^ o per le sue doti di statista (che è uno statista, poi, l’ho sentito dire solo da lui^.^…a me non pare più statitsta del sindaco del mio paese^___^)
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veramente “puzzlingly” significa in modo sconcertante. Non per essere pignoli ma rende meglio l’idea.
Dal dizionario De Agostini-BBC
Puzzlingly agg. imbarazzante; sconcertante.
Se poi ad ogni parola bisogna aggiungere pure la lista dei sinonimi…
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