Questa pagina ospiterà i commenti ai vari articoli A FAVORE della riforma Gelmini. Per apparire qui è necessario che il commento contenga una riflessione sui vari punti della riforma, che sia autoconclusivo (o comunque che contenga un discorso compiuto).
Calvin:
premessa 1: non ho basi per commentare la riforma dal punto di vista pedagogico, quindi mi limiterò a dei commenti molto sterili.
premessa 2: il problema delle risorse discende dal fatto che le risorse sono scarse; fossero infinite la soluzione sarebbe banale, ovverosia dare risorse infinite.1. maestro unico: favorevole. ribadisco la mia ignoranza sui programmi attuali delle scuole elementari (o come diavolo si chiamano adesso) ma sono dell’idea che una persona di media intelligenza e cultura sia in grado di spiegare qualunque materia a livello elementare. eccezione: gli insegnanti di lingua DEVONO avere un background appopriato soprattutto alla scuola elementare, quindi sono contrario all’idea dei corsi di lingua per “abilitare” insegnanti generalisti.
1.a meccanismi di valutazione DEVONO essere introdotti, sia di tipo oggettivo (test, esami) sia di tipo soggettivo (valutazioni degli studenti/famiglie).
1.b la retribuzione dovrebbe dipendere in parte dalla valutazione.
1.c l’orario di lezione dovrebbe essere aumentato. la giustificazione di “preparare le lezioni” o “correggere i compiti” è veramente tirata per i capelli, specie alle elementari.
2. voto in condotta: non vale nemmeno la pena parlarne, bisogerebbe al massimo esporre al pubblico ludibrio chi ha abolito la bocciatura per motivi disciplinari.
3. blocco del turnover: sono generalmente contrario ma da qualche parte bisogna iniziare a ridurre le spese ed è la soluzione socialmente piu’ indolore. il numero di alunni per insegnante in italia mi sembra basso (mi pare intorno a 10), ma non so come funziona in altri paesi comparabili quindi magari mi sbaglio. poi bisognerebbe tenere conto di fattori indipendenti dalla struttura dell’insegnamento - tipo quello logistico: le scuole elementari ci sono praticamente in ogni paesino il che riduce il numero di alunni per insegnante. legato ad una valutazione fatta bene e all’offerta di prepensionamenti funzionerebbe meglio.
4. grembiule: sono favorevolissimo; comunque, provvedimento cosmetico.
5. libri fermi per 5 anni: boh, sono contrario ai libri di testo; diciamo favorevole con una nota di demerito per il facile populismo.
6. cittadinanza e costituzione: le lascerei alle scuole superiori.
7. voti in decimi: se non ho capito male adesso ci sono dei giudizi analitici. dovendo scegliere prendo i decimi, almeno strutturare dei piani di incentivi da parte di mamma e papà sarà piu’ facile…
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Angelo Cesare:
Riassumo: visto come è messa la scuola oggi, va bene così? Non tocchiamo nulla? Mi dite qualche proposta non “da beata ignoranza”?
Semplifico: se volete vi scrivo duecento slogan d’effetto; se mi chiedete un rimedio concreto: non lo so.
Io ammiro chi almeno ci prova. O no?
Mao:
VISTO IL VESPAIO SOLLEVATO DALLA GELMINI DIREI CHE STA PESCANDO GIUSTO……….
SICURAMENTE MOLTE COSE SAREBBERO DA MIGLIORARE O ALMENO DA CHIARIRE, MA COME AL SOLITO, IN ITALIA, QUANDO SI TOCCANO I “GIARDINI PRIVATI” SUCCEDE IL CASINO.
SOPRATTUTTO SE CHI DIFENDE TALI GIARDINI E’ DI SINISTRA.
QUANDO INVECE I GIARDINI SONO “NON DI SINISTRA” ALLORA BISOGNA CAMBIARE IL SISTEMA.
DIREI CHE BISOGNEREBBE FARE UNA SCUOLA TIPO “KMER ROSSI” CIOE’ ANNULLARE TUTTO SOPRA I 12 ANNI……E INIZIARE A INSEGNARE UNA CULTURA NUOVA, MENO LEGATA ALL’IDEOLOGIA STRISCIANTE E PIU’ VERSO L’INDIVIDUO.
UTOPIA.
Fabrizio:
sono favorevole alla riforma perchè:
1) il 97% della spesa istruzione va in stipendi e rimane solo il 3% per strutture, computer, attrezzature etc. Poi sentiami gli insegnanti lamentarsi perchè devono comprarsi i gessetti per conto loro (demagogia pura).Quindi la spesa va razinalizzata per ottenerne un risparmio.
2) Il numero degli insegnanti a parità di numero allievi è il doppio della media eurupea e di paesi quali Francia e Germania.Negli anni 70 80 abbiamo avuto un calo demografico molto sensibile della nanatalità e conseguente calo degli allievi e epr contro il numero degli insegnanti è aumentato. Se gli insegnanti che si lamentano degli stipendi scarsi se fossero d’accordo a dimezzare il loro numero potrebbero guadagnare il doppio.
3)I miei due figli hanno avuto entrambi un unico isegnante alle elementari e sono rimasto contentissimo. Non vedo perchè dobbiamo triplicare. E se poi aggiungiamo esterni come inglese e altro in alcune classi si sono trovati anche 5 o 6 insegnanti!!??
4) Quando io prendevo un 4 o meglio ancora un 2 capivo subito di cosa si trattava senza aggiungere altro. La reintroduzione del 5 in condotta (ai miei tempi 7) può serveire contro il “bullismo” oggi giustamente così vituperato.























VISTO IL VESPAIO SOLLEVATO DALLA GELMINI DIREI CHE STA PESCANDO GIUSTO……….
SICURAMENTE MOLTE COSE SAREBBERO DA MIGLIORARE O ALMENO DA CHIARIRE, MA COME AL SOLITO, IN ITALIA, QUANDO SI TOCCANO I “GIARDINI PRIVATI” SUCCEDE IL CASINO.
SOPRATTUTTO SE CHI DIFENDE TALI GIARDINI E’ DI SINISTRA.
QUANDO INVECE I GIARDINI SONO “NON DI SINISTRA” ALLORA BISOGNA CAMBIARE IL SISTEMA.
DIREI CHE BISOGNEREBBE FARE UNA SCUOLA TIPO “KMER ROSSI” CIOE’ ANNULLARE TUTTO SOPRA I 12 ANNI……E INIZIARE A INSEGNARE UNA CULTURA NUOVA, MENO LEGATA ALL’IDEOLOGIA STRISCIANTE E PIU’ VERSO L’INDIVIDUO.
UTOPIA.
1)Il problema non è maestro unico si o maestro unico no.
Il maestro tuttologo come nel passato è una figura superata.
Esistono competenze completamente diverse tra gli insegnanti, vedi caso di insegnante d’inglese e di matematica.
I tagli toccano anche il monte ore che toccano il tempo pieno; infatti da 38 a 24 (22 più 2 ore obbligatorie di religione).
Non solo ma gli insegnanti d’inglese dovranno fare un corso per l’insegnamento dell’italiano e della matematica e le insegnanti di italiano a loro volta dovranno insegnare l’inglese dopo un corso di 150 ore (siamo al grottesco).
Come si vede,non c’è nessun risparmio ma solo gran confusione
^Jazz questo è il muro del SI, devi commentare in quello del NO :p
E scommetto che sul fatto che il maestro unico sia una figura superata ci sia consenso tra gli studiosi di tutto il mondo, così come sull’evidenza empirica per cui la performance formativa del maestro unico sia sensibilmente peggiore di quella di piu’ maestri… Bella scienza la pedagogia, così ricca di certezze…
e io scommetto pure che tutti i maestri sono d’accordo sul fatto che il maestro unico è sbagliato. Oste, com’è il vino?
Mah, bisgnerebbe essere un cicinino realisti. Se si vuole riformare, si crea un percorso professionalizzante che crei “maestri unici” adeguati a quello che devono fare. E va detto che il maestro unico, unito alla crescita di numero di alunni per classe (dovuta agli accorpamenti dei piccoli licei) non è stata tenuta abbastanza in considerazione. In Italia, con questi governanti (destra e sinistra e blabla) avremo come maestri unici quelli più alti in graduatoria e cioè QUELLI PIU’ ANZIANI. I risultati potete immaginarli da soli. Non ho avuto il maestro unico e non so dire se sia un bene o un male, ma se penso a certi maestri “anziani” che potrebbero diventare degli “unici”, senza nessuno che mostri altri esempi, senza nessuno che porti un’altra idea, rabbrividisco.
io ricordo una maestra di mie amichette alle elemantari che metteva sulla cattedra le fotografie dei suoi morti e faceva recitare ai piccoli allievi il “requiem aeternam”…era davvero unica!
e vai col percorso professionale!
Perché alle maestre di italiano bisogna insegnare addizioni e sottrazioni, sennò come fanno a spiegarle ai bambini???
Tra parentesi, milioni di italiani dagli anni 50 in poi sono sopravvissuti, nonostante avessero il maestro unico.
Se quelli più anziani e incapaci sono arrivati ad essere i più alti in graduatoria, è perché una concezione paracula della scuola ha fatto sì che essa diventasse il votificio dei democristiani. Se si vuole, si potrebbe fare così: fuori tutti i maestri che sono arrivati a esserlo in quanto favoriti da clientele e cazzivari. Finisce a schifio, ma almeno moriremmo dal ridere.
Vista la mia età (37 anni) ho vissuto l’esperienza della scuola con il maestro unico, nel mio caso maestra. Aveva un’esperienza incredibile, essendo l’unica a seguire i “suoi” bambini riusciva a capire le naturali inclinazioni di ognuno e a valorizzarle. Alla fine della 5a elemntare avevo una conoscenza che alle medie e superiori ho perso, ripescata un pò all’università. Inoltre vorrei sapere ma in che cosa si deve specializzare un’insegnante alle elemntari? In scienze? Dico: avete visto le lezioni di scienze di un bambino di 5a elementare? Non é che il programma, giustamente visto che si rivolge a bambini, sia così dettagliato! E cos’ storia, matematica ecc. A parte le lingue, in cui effettivamente serve una preparazione particolare, per il resto i programmi delle elementari sono, appunto, elementari.
Temo che tra un po’ qualcuno conterà queste opinioni a mo’ di sondaggio Mannheimer e “demogratihamente” determinerà la vittoria del NO 500 a 50; in realtà misurerebbe tautologicamente solo l’allineamento medio dei lettori e dei navigatori, ma tant’è.
Comunque faccio numero anch’io per una volta.
Concordo con le analisi SI qui esposte.
In sintesi mi piace molto quel “io ammiro chi almeno ci prova”: fotografa l’immobilismo conservatore con la c minuscola in cui si dibatte la sinistra nostrana, non solo sul tema istruzione: non tokkateci le “conquiste”!
Aggiungo, sulla scorta di chi ha sottolineato il “privilegiare l’individuo”: sarebbe finalmente ora di privilegiare l’UTENTE (gli studenti) e il SERVIZIO (la qualità formativa).
L’impeghificio autoreferente con l’unico scopo di fungere da ammortizzatore sociale, è scelta principalmente responsabile dell’immobilismo verticale della società italiana: nessuna selezione e tutti impreparati, significa che andrà avanti solo il figlio di.
“L’impeghificio autoreferente con l’unico scopo di fungere da ammortizzatore sociale, è scelta principalmente responsabile dell’immobilismo verticale della società italiana: nessuna selezione e tutti impreparati, significa che andrà avanti solo il figlio di.”
quoto.
sono favorevole alla riforma perchè:
1) il 97% della spesa istruzione va in stipendi e rimane solo il 3% per strutture, computer, attrezzature etc. Poi sentiami gli insegnanti lamentarsi perchè devono comprarsi i gessetti per conto loro (demagogia pura).Quindi la spesa va razinalizzata per ottenerne un risparmio.
2) Il numero degli insegnanti a parità di numero allievi è il doppio della media eurupea e di paesi quali Francia e Germania.Negli anni 70 80 abbiamo avuto un calo demografico molto sensibile della nanatalità e conseguente calo degli allievi e epr contro il numero degli insegnanti è aumentato. Se gli insegnanti che si lamentano degli stipendi scarsi se fossero d’accordo a dimezzare il loro numero potrebbero guadagnare il doppio.
3)I miei due figli hanno avuto entrambi un unico isegnante alle elementari e sono rimasto contentissimo. Non vedo perchè dobbiamo triplicare. E se poi aggiungiamo esterni come inglese e altro in alcune classi si sono trovati anche 5 o 6 insegnanti!!??
4) Quando io prendevo un 4 o meglio ancora un 2 capivo subito di cosa si trattava senza aggiungere altro. La reintroduzione del 5 in condotta (ai miei tempi 7) può serveire contro il “bullismo” oggi giustamente così vituperato.
ah, preciso:
invece voti in condotta e grembiulini mi sembrano una stronzata, a me.
Secondo me il grembiulino si giustifica nel fatto che i bastardelli odierni a 7 anni sono già attentissimi alle griffe (visti coi miei occhi) e limitare l’emarginazione del bimbo non griffato almeno alle elementari non mi sembra un male.
Ma poi scusate, perché io ho 28 anni e ho avuto il maestro unico e gente più vecchia di me dice che ha avuto piu’ maestri? Cos’è la mia era la scuola dei poveri???
“Secondo me il grembiulino si giustifica nel fatto che i bastardelli odierni a 7 anni sono già attentissimi alle griffe (visti coi miei occhi) e limitare l’emarginazione del bimbo non griffato almeno alle elementari non mi sembra un male.”
Ma non eri libbbberale tu?
no, si giustifica perché dà l’idea della regola, della forma, della divisa: di tutto quella pulizia e richiamo all’ordine,cifra costante della “filosofia” del governo.
Lo sai, la pratica viene prima della grammatica
Se è per questo sono anche il primo che compra alla nipote la roba griffata! E comunque nella settimana in cui l’Economist dice che i governi devono intervenire con piu’ forza per gestire la crisi finanziaria se anche cantassi l’internazionale di fronte al Palais Grand-Ducal passerei inosservato
gregorj, infatti ha detto “almeno alle elementari!”:-)
@Fabrizio…quanto al dato sul rapporto insegnanti/studenti che citavi ti riferisci a quale range?
comunque l’università il rapporto cambia…
http://blip.tv/file/1360492/
(http://statistica.miur.it/Data/uic2007/Le_Risorse.pdf)
ti invito anche a cercare i dati OCSE/PISA per ulteriori info.
Io mi son interessata per lo più alla 133 ed all’università.Per la storia del maestro unico non ho ancora preso visione di tante statistiche. Se vuoi passami qualche link
Comunque, dati a parte, dal mio punto di vista, avere un numero di docenti maggiore non è comunque garanzia di qualità. Alla base, soprattutto via via che cresce, ci sono l’attegiamento e le aspettative dello studente rispetto all’istruzione.Se lo fa per trovare lavoro, in questo Paese, purtroppo, non è detto che la qualità del tutto possa favorirlo. Se egli stesso ricorre a scorciatoie e compromessi non ha da lamentarsi, se lo fa per passione forse un modo lo trova comunque…però sarebbe carino se qualcuno valorizzasse e facilitasse l’impegno suo e di quei docenti che credono nella loro missione. In un modo o nell’altro, se il governo taglia i fondi senza discrezione e se gli studenti non sono motivati ad imparare anche dentro l’aula, è sempre una questione di valori
per quanto riguarda nello specifico l’Università e la ricerca, da quello che mi è stato detto, che ho letto e che ho vissuto personalmente, la sensazione è che in Italia non si riesca proprio a considerarla come una risorsa del Paese…eppure per molti versi potrebbe diventarlo, se si guardasse in prospettiva e non solo per ciò che riguarda lo sviluppo tecnologico. Spesso e volentieri dico:se qualcuno leggesse le poesie e la storia non solo per superare gli esami, se gli restasse dentro qualcosa…forse molte cose andrebbero meglio.
Tra parentesi, ok, splendido dibattito: però vi prego, se sento ancora qualcuno argomentare che “io avevo il maestro unico e non sono mica venuto su rincoglionito” o che “c’è stato per tanto tempo e milioni di italiani sono ancora vivi a testimoniarlo” giuro che urlo.
ok, allora da oggi lo cambiamo con: “ce ne vogliono almeno 15, di maestri, sennò il bimbo non impara lo spanglese”.
Perché non proponete anche un muro del Forse?
Comunque, dico la mia.
Riguardo alle proposte del decreto Gelmini sono favorevole al:
1) ripristino di educazione civica;
2) ripristino dei voti in decimi;
3) ripristino del voto in condotta che “fa media” con le altre discipline.
Invece, riguardo alla reintroduzione del maestro unico vanno fatti, a mio avviso, dei distinguo dacché, nella scuola primaria, vi sono molteplici offerte e tipologie orarie settimanali.
Vediamo:
a) il modello a 28/32 ore detto “tempo corto”;
b) il modello a 36 ore detto “tempo lungo”;
c) il modello a 40 ore detto “tempo pieno”.
A questi dati è indispensabile aggiungere che i maestri hanno un monte ore settimanali di 22 ore frontali più 2 di programmazione (totale 24 ore di contratto nazionale della categoria). Si ricordi inoltre che, di norma, queste 24 ore i maestri le svolgono su 5 giorni settimanali.
Bene, secondo me sarebbe possibile (e perché no?) auspicabile il ritorno del maestro unico soltanto là dove si svolge il tempo scuola delle 28/32 ore con l’inserimento degli insegnanti specialisti di Inglese e (ahimè, come da Concordato!) Religione Cattolica.
Nei modelli del tempo lungo e, soprattutto, del tempo pieno il ritorno al maestro unico sarebbe invece un’autentica sciocchezza e iattura, sia pedagogica che organizzativa. Mi spiego. Attualmente, là dove si svolge il tempo pieno, i docenti sono 2 per classe: e per forza! devono coprire otto ore di scuola! Ogni classe del tempo pieno ha insomma due insegnanti (più Inglese e Religione - 4 ore a settimana - qualora tali insegnamenti non siano svolti dagli insegnanti del team). La ripartizione degli insegnamenti è: ambito linguistico-storico e ambito logico-matematico. Ora, in tutta onestà: dov’è qui il presunto spreco?
Gli alunni che hanno sperimentato e sperimentato il modello organizzativo del tempo pieno hanno solo 2 maestri come riferimento che li seguono, salvo 4 ore di compresenza settimanale per i vari progetti di plesso e/o di recupero, sempre da soli.
Questo modello organizzativo si è affermato soprattutto nelle città e cittadine del centro-nord ed è un modello essenziale soprattutto per le esigenze attuali delle famiglie.
Per tornare poi alla favola dei 3 maestri per classe: non è così che le cose funzionano nemmeno nel tempo corto di 28 ore settimanali perché vi sono sì 3 maestri ma su 2 classi che si alternano nella mattinata e non hanno, salvo un piccolo pacchetto orario, ore di compresenza nella stessa classe. Comunque, ripeto, è solo qui e in questo caso che può essere eventualmente e, forse, proficuamente reintrodotto il maestro unico.
Infine, nel caso fosse introdotto, sciaguratamente, il maestro unico nel tempo pieno, ecco per me a cosa si andrà incontro:
il maestro unico lavorerà al mattino e, il pomeriggio, agli alunni sarà proposto il vecchio, mitico, arcaicizzante Doposcuola.
Lo metto nel muro del no, ma solo perché è quella la parte più estesa e spiegata e lasciando la richiesta del forse
Mi pare che non occorrano i sondaggioni prezzolati o i consensi degli studiosi parziali di tutto l’universo per notare che gli itaGliani siano mediamente indietro rispetto a svedesi, norvegesi, lussemburghesi, ecc. per quanto riguarda per esempio le varie “i” precedentemente sbandierate con g*ande dispiegamento di mezzi.
Ovvio che si sopravviva anche col maestro unico (anche se alcuni forse sono venuti su meno bene di quanto si bullino :P), ma che sia più facile colmare il gap con un tizio bene che vada inevitabilmente “meno specializzato”… (che poi che palle doversi sorbire per cinque anni la visione del mondo unica di un tizio… come si faccia a dire che è un vantaggio, mbah…), beh, penso che ci vogliano grosse dosi quotidiane di Studio Aperto o di brunettiano odio verso tutto ciò che è pubblico per crederlo veramente.
Mah. Scusate ma a me sembra che, semplicemente, si sia tagliato senza badare alle conseguenze. Purtroppo al contrario di altri mestieri, qui chi ci paga è - volente, noltente, demogicamente che dir si voglia - l’alunno. C’è poco da fare. Gli si dice “senti, io soldi non ne ho e al massimo t’insegno a fare due più due=5. Poi se c’hai i soldi, vai dai preti. Ciao”
desolante
Giusto per snocciolare due numeri, che come al solito nel dibbbattito latitano sempre. L’arcinoto rapporto OCSE sui sistemi educativi dice che nell’arco della carriera scolastica in italia si spendono intorno a 100000 dollari contro una media di 77000 (parliamo di paesi OCSE non subsahariani) il tutto per avere una performance inferiore alla media. Io sono d’accordo che questa ‘riforma’ al momento ê solo un’operazione sui costi con qualche aggiunta cosmetica, ma vista la situazione corrente non si puo’ continuare a spendere tanto e male. Io l’ho premesso, il problema sono le risorse scarse; stampare cartamooneta non funziona.
se aggiungi anche per quali settori si spende di più, hai dato il quadro completo della situazione (c’è una cosa di bankitalia in occasione di un discorso di draghi alla sapienza che spiega tutto)
Si sottovaluta l’importanza del “blocco dei libri di testo”.
Gli editori avevano trovato soldi facili con la storia degli aggiornamenti, ogni anno una nuova edizione, come se tutti gli anni ci fossero incredibili novita’ nell’ortografia o e nelle tabelline.
Io ho fatto 5 anni di elementari (ciao Aioros!) con 2 o 3 libri di testo, il succo tanto ce l’ha messo la maestra.
Sì, ma esisteva già una circolare nelle scuole secondo cui non si può adottare un libro nuovo di testo se non siano passati almeno tre anni dall’adozione di quello precedente: ora sono pssati a cinque.
Tieni conto che spesso noi docenti siamo “costretti” ad adottare libri nuovi perché, specie quelli che prevedono esercizi come matematica, latino et similia, hanno il difetto di essere venduti agli alunni delle nuove classi con gli esercizi già belli che svolti.
Vuoi farmi capire che gli esercizi vanno risolti direttamente sul libro di testo, tipo settimana enigmistica?
Premetto che, come il Ministro, non riesco a comprendere i perchè delle proteste.
Senza entrare nel tecnicismo della materia, ritengo sia opportuno valutare due aspetti. Il primo è squisitamente economico e, forse, anche per questo viene opportunamente “nascosto tra le righe”: è indubbio, infatti, che le risorse sono limitate e che i tagli sono necessari. E’ altrettanto indubbio, quindi, che coloro i quali continuano a volere mantenere tutto così com’è, non si accorgono che nella scuola italiana ci sono troppi sprechi, che costringono professori malpagati a storcere il naso ed andare avanti, ma senza entusiasmo, essendo evidente che - tanto il professore che nulla fa per gli alunni, che quello che lavora dannandosi l’anima - il trattamento economico resterà lo stesso.
E qui si allaccia il secondo punto, invece, squisitamente politico. Da troppi anni si difendono prerogative e privilegi e - nell’Italia di oggi - è andato in onda troppo spesso il programma “cambio tutto per non cambiare niente”, tipico di una certa politica cui sta a cuore solo il “bacino di voti”, piuttosto che il bene delle nuove generazioni: quando senti protestare un maestro perchè sarà costretto dalla “riforma Gelmini” a non poter lavorare più “sotto casa” perchè, forse (ma non si sa), costretto dal ritorno al maestro unico, a spostarsi di chilometri, ti domandi se quel maestro abbia mai avuto in mente, pur per un solo momento, il bene degli alunni. Così pure, quando senti dire che il maestro unico priverà l’alunno delle giuste capacità didattiche, capisci come questa sia una “scusa” perchè non esiste che un bimbo/a di sei anni abbia bisogno di tutta questa “informazione didattica”, ma invece ha certamente bisogno, nei suoi primi anni di scuola, di qualcuno che sappia aiutarlo a capire cosa deve e dovrà affrontare e, magari, ha bisogno di qualcuno/a che lo/la aiuti a superare il distacco dalla famiglia, non più per gioco, come al Nido, ma per “apprendere”.
Quando senti protestare certi politici perchè, forse, verrà introdotta la “classe di inserimento” per gli stranieri, e scambiare il vantaggio che certamente ricaverà l’alunno extracomunitario dalla necessaria previa comprensione della lingua italiana in “razzismo”, solo perchè l’idea è venuto ad un certo partito politico, capisci come la strumentalizzazione a fini politici sia sempre in agguato.
Il coraggio del cambiamento, insomma, non ha mai fatto rima con popolarità, anzi….E’ noto che le più grandi riforme sono sempre state (in principio) avversate
@Giuseppe “è indubbio, infatti, che le risorse sono limitate e che i tagli sono necessari”.
Allora, come chiunque saprà, un Paese nelle condizioni dell’Italia può tagliare tutto, tranne la scuola e la ricerca, visto che non possiamo competere con la Cina per fare le magliette a due euri.
Qualche idea a caso:
-Le pensioni, di brutto: non è vero che si viva tanto di più (si muore meno da piccoli), ma dovendo sceglere tra mandare a riposo uno a 58 anni per compiacere i sindacati e tagliare la ricerca non ho il minimo dubbio. (La cagata l’ha fatta soprattutto la sinistra e non si dovrebbe intervenire a cambiare ogni cinque minuti, tuttavia basterebbe una campagna mediatica a tv unificate pari a un decimo di quella che fu fatta per screditare Mani Pulite per convincere la gente della necessità…)
-Evitare di fare le g*andi, costosissime opere (che ingrassano tra l’altro malavita e partiti, come si sa).
-Evitare robe propagandistiche tipo mandare i militari in gita premio nelle città (cosa che, sorpresa, non è affatto gratuita).
-Riprendere la lotta all’evasione fiscale da santa inquisizione stile Visco.
-Prima delle elezioni sembrava che fosse urgentissimo tagliare province e mangiatoie acclamate consimili: sarò distratto io, ma non mi pare sia più la priorità… (o forse non è proprio più previsto?)
-Tagliare gli sprechi ma in maniera mirata e oculata: agire di cesello, non col machete o il bazooka! E comunque ascoltando di più il paziente mentre lo si macella.
quoto in pieno prostata.
Tutti questi “innovatori” non riformano un ca2zetao ma tolgono le già misere risorse solo per fare cassa e passare la nottata.
Nelle università ad esempio nessuno tocca gli ordinari ma le risorse per la ricerca (che non sono gli stipendi ma i soldi spesi per l’acquisto di materiale e strumentazione) cioè l’essenza stessa del futuro di ogni paese civile; a meno che non si pensi che il nostro futuro sia di andare a smignottare nelle 6 tv di maggioranza-opposizione, allora sarebbe tutto diverso.
Con brio verso il baratro
@Giuseppe:
“E’ altrettanto indubbio, quindi, che coloro i quali continuano a volere mantenere tutto così com’è, non si accorgono (sarebbe meglio ACCORGANO) che nella scuola italiana…)
Potresti passare sotto “l’ègida” del ministro magari con le tue idee innovative ti fa portaborse.