Il phishing in rete si diversifica e cerca di prendere all’amo con nuove esche: questa è la storia di vogliose e aitanti russe pronte ad amare i ricchi occidentali.
Che cosa fareste se dolci ragazze russe si affacciassero direttamente nella vostra casella di posta elettronica, chiedendovi di portarle via dai loro piccoli paesi nella sperduta tundra sovietica, giurandovi per questo salvataggio amore eterno e incondizionato? L’amore non è però alla portata di un clic. O almeno di questo. Ecco spiegato un nuovo tentativo di frode attraverso la rete.
DALLA FINZIONE ALLA REALTA’ - Nel film Birthday Girl del 2001, una affascinante Nicole Kidman nelle vesti di una avvenente russa entrava nella vita di un giovane americano tramite un servizio di dating on line, complicandogli poi la vita con l’arrivo di presunti cugini che lo coinvolgono in una rete di criminalità e delitti. Questo tentativo di frode concede delle leggere varianti al film in questione, ma possiamo utilizzarlo come una buona base per capirne meglio il funzionamento.
PRESI PER LA CINTOLA, O FORSE UN PO’ PIU’ GIU’ – La prima cosa che riceviamo è una lettera di una sconosciuta. Ci racconta della sua vita triste e isolata (ma in un perfetto inglese, la prima prova a carico) e al contempo la sua voglia di fuga, di trovarsi tra braccia solide lontano dal mondo
dove è cresciuta, pronta ad amare e dare tutta se stessa. Ci allega anche una sua foto, ed è ovviamente bella, fin troppo bella (lo stereotipo della modella russa è la nostra seconda prova). Le rispondiamo, e le raccontiamo un po’ di noi. Lei è così feeeeliceee di avere una risposta che sente che si sta innamorando (siamo a tre indizi). Anzi forse si è già innamorata. Perché – ci chiede – non le mandiamo una foto? Ovviamente ai suoi occhi saremo bellissimi, in ogni caso (ancora nessun dubbio scuote le nostre fragili menti?). Dopo quattro o cinque lettere il frodatore si sente pronto a lanciare il secondo amo. Ci chiede i primi soldi infatti per venire a trovarci per qualche giorno. Per conoscerci a fondo insomma. E per farci sentire tranquilli ci spedisce perfino una copia digitale del suo passaporto. Che non si dica che non esiste questa angelica creatura! I soldi – purtroppo – non le arriveranno. Protestare non serve a nulla, in Russia si sa, c’è tanta corruzione e forse qualcuno li ha intercettati. Bisogna riprovare. Le voci del budget però potrebbero gonfiarsi, perché il visto sul passaporto non lo vogliono rilasciare e servono altri soldi per corrompere l’addetto al ministero. Fino a che non ci stufiamo del gioco e li chiediamo indietro. Cali il sipario signore e signori, lo spettacolo è terminato.
I NUMERI DELLA TRUFFA – Su internet molte persone si sono cercate e chieste se Natalia, Anastasia, o Vera siano reali, o solo un’esca ben congegnata a colpire nelle parti basse. Secondo il forum Anti Scam tedesco, uno dei più attivi (e, comunque, tra i più colpiti sembrerebbe ci siano proprio i tedeschi) nel combattere questo genere di truffe e suggerire consigli ai più sprovveduti, sono stati raccolti finora 1057 indirizzi di posta elettronica da cui sono partite lettere più o meno uguali, arricchite di foto, immagini
scannerizzate di passaporti e dettagli bancari. Ovviamente i “dati sensibili” non corrispondono affatto al numero di indirizzi di posta elettronica. Questi si possono ridurre a circa una dozzina.
I CONSIGLI DELL’ACCORTO NAVIGANTE – La rete cerca di irretire. I consigli sono sempre gli stessi, ma val la pena ricordarli. 1) Aprire lettere solo da indirizzi conosciuti e con un soggetto coerente con la nostra vita privata o lavorativa (uno solo dei due requisiti potrebbe non essere sufficiente); 2) Se ci sono allegati, aprirli solo dopo essersi accertati della loro provenienza; 3) In caso di corrispondenza con sconosciuti MAI e ribadiamo MAI inviare denaro. Se volete divertirvi e avete tempo da perdere, rispondete alle richieste che vi arrivano, raccontate frottole (ma non dite mai di aver “scoperto” l’inganno). 4) Chiedete al vostro provider di posta (alice, libero, hotmail, gmail) di rintracciare l’ip del mittente, per poterlo poi denunciare pubblicamente nei forum anti scam e alla polizia postale. Purtroppo è il primo ad avere i migliori successi. Non riusciremo a condannare il truffatore, ma almeno avremo avvertito gli altri internauti del nuovo tentativo di phishing a disposizione.


























5) se proprio vi interessa, fate un salto a Kiev/Minsk e tastate con mano la merce.
Io per un momento avevo temuto di poter pesacre La Russa, con l’articolo maiuscolo! Paura eh?
Ma come, AG, torna Marucci dopo lunga assenza, e nemmeno fai qualche battuta???
Cavolo non me ne ero accorto! Ecco dove è stato!
A russe. Il porco…
Kiev e Minsk non sono in Russia, ma in Ucraina e in Bielorussia.
Altra cosa: mi fare un articolo del genere e nella colonna destra compare compare il “banner” pubblicitario di un sito di incontri…
eh!eh!eh!