Dopo il vertice di ieri va in scena, a palazzo Grazioli lo stato maggiore del partito (i tre coordinatori nazionali) per fare il punto della situazione in vista dell’Ufficio di presidenza. In queste ore si sta mettendo a punto la linea rispetto a Fini e alcuni deputati considerati a lui vicini.
“Non ci sono più le condizioni di stare nella stessa casa“. Si tratterebbe di un testo, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, che conterrebbe una dettagliata analisi politica con tutte le ‘prove’ della distanza dell’inquilino di Montecitorio dalla linea del partito. Allo stato, dunque, niente espulsioni. Il Cavaliere avrebbe scelto la linea
più morbida, su suggerimento di quanti (a cominciare da Niccolò Ghedini) gli avrebbero sconsigliato di battere la strada delle espulsioni, considerata controproducente, lunga e piena di incognite giuridiche. Oltre al documento, si starebbe lavorando anche a un provvedimento disciplinare contro alcuni fedelissimi di Fini, come Italo Bocchino e Fabio Granata, in base all’articolo 48 dello statuto del Pdl: sospensione dal partito con apertura d’ufficio di un procedimento disciplinare davanti al collegio dei probiviri competente.
I FALCHI - “Mentre, per l’ennesima volta, Fini e Bocchino orchestravano sui quotidiani di oggi la solita commedia delle parti, poliziotto buono sul Foglio e poliziotto cattivo sulla Stampa, si teneva una riunione di Generazione Italia (disdetta all’ultimo minuto ma che si è tenuta in forma minore, ndr). O meglio, prima un pranzo e poi una riunione alla quale non ha partecipato Fini“. Il Predellino, quotidiano online del Pdl, pubblica oggi un editoriale a firma di Andrea Camaiora dal titolo ‘Fini e Bocchino spiegati da Toro Seduto’. “Al termine dell’incontro - aggiunge l’editoriale – dai toni barricaderi propri, secondo chi vi ha partecipato, di una corrente che si organizza in partito, i presenti sono stati allertati per una prossima, assai prossima, convocazione. Chissà come avrebbe spiegato Toro Seduto ai suoi pellirosse la giornata di ieri. Certo – rileva il Predellino – Toro Seduto, e noi con lui, avrebbe consigliato a Fini, se intendeva resettare tutto senza risentimentì, di ordinare ai suoi sodali l’immediato scioglimento di Generazione Italia”. “In fondo secondo Fini – rimarca il Predellino - un esempio di come ci si può accordare è stato dato dalla presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, e dal Guardasigilli, Angelino Alfano. Ovvero quel bell’accordo che ha completamente snaturato e reso inutile il ddl intercettazioni e che rappresenta ad oggi la peggiore sintesi parlamentare mai varata da questa maggioranza”.
IL DRAPPELLO FINIANO - Nell’ipotesi quindi che dovessero prevalere i falchi del Pdl e quindi con la eventuale sospensione di Bocchino e Granata, i finiani formerebbero gruppi autonomi. Un giornale, una fondazione, un laboratorio politico e un manipolo di deputati e senatori fedeli alla linea del capo. Sono queste le “truppe” di Gianfranco Fini, schierate a sostegno della linea politica che il presidente della Camera ha via via elaborato, distinguendosi e allontanandosi sempre più da Silvio Berlusconi. La galassia dei finiani comprende in primo luogo i parlamentari più vicini al numero uno di Montecitorio. Sulla carta dovrebbero essere 33 alla Camera e 14 al Senato, ma la reale consistenza del gruppo si conoscerà solo al momento del distacco. Italo Bocchino, attuale vice capogruppo del Pdl alla Camera (prima era anche il vicario di Fabrizio Cicchitto), è il braccio destro di Fini alla Camera.

