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pubblicato il 29 luglio 2010 alle 17:19 dallo stesso autore - torna alla home

Tramite il consigliere comunale del Pd, ucciso proprio per mano della camorra, Olga Acanforna aveva chiesto aiuto al potente clan D’Alessandro. Una vicenda inquietante tra mala-politica ed imprenditoria malata di cui già avevamo anticipato certi risvolti.

Affaire Tommasino, puntata ennesima. Dopo le implicazioni più strettamente politiche che hanno portato nei mesi passati al commissariamento del circolo territoriale del Pd di Castellammare di Stabia e all’azzeramento del suo gruppo dirigente, in seguito all’agguato di camorra che nel febbraio del 2009 costò la vita al consigliere comunale del Pd, Gino Tommasino, il quale fu assassinato per mano di commando camorrista tra cui c’era il diciannovenne Catello Romano, risultato poi iscritto allo stesso partito della vittima, oggi un ulteriore clamoroso sviluppo delle indagini ha portato all’arresto di Olga Acanfora, presidente del gruppo “Piccola industria” e numero due dell’Unione industriale di Napoli, con l’accusa di estorsione aggravata.

UNO STRALCIO NELL’INCHIESTA – Secondo la Dda di Napoli che indaga da un anno e mezzo sul caso, l’imprenditrice di Castellammare di Stabia si rivolse allo stesso Tommasino al fine di ottenere la sua intermediazione con il clan egemone dell’aria stabiese, i D’Alessandro, “per estorcere con il loro aiuto” la riduzione dei costi dei lavori professionali prestati alla sua azienda. Oltre alla 53enne l’imprenditrice, sono state arrestate altre tre persone: Sergio Mosca, 52 anni, già in carcere per altre ragioni, presunto affiliato al clan camorrista dei D’Alessandro, l’architetto Massimo Di Maio di 51 anni e l’imprenditore Alfonso Di Vuolo di 38 anni.

LA SCALATA ALL’UNIONE INDUSTRIALI – Olga Acanfora ricopre da 5 anni il ruolo di consigliere della giunta dell’Unione industriale di Napoli, successivamente è stata nominata presidente della sezione sanità ed eletta presidente del gruppo “Piccola industria”, dove è stata la prima donna a ricoprire questo ruolo. E’ amministratore dell’associazione Meta Felix, e membro del consiglio di amministrazione del centro di medicina psicomatica della società Olpa, oltre che amministratrice della società Top-Immobiliare, tutte molto conosciute nel napoletano. In un comunicato a firma del Comitato di Presidenza dell’Unione Industriali di Napoli, diramato dopo la convocazione d’urgenza del suo presidente, Gianni Lettieri, si legge che l’Unione industriale di Napoli è pronta a “prendere gli opportuni provvedimenti riguardo alla vicenda della Presidente del Gruppo Piccola Industria, Olga Acanfora, secondo il Codice etico di Confindustria e le relative delibere di attuazione“.

LE SUE INTERESSATE SIMPATIE POLITICHE - L’imprenditrice Olga Acanfora non si occupava solo di “politica” industriale in senso stretto, ma anche di politica tout court. In passato è stata segnalata vicino a certi ambienti dei Ds stabiesi, sia pure senza mai ricoprire ruoli di alcun tipo. Successivamente sembra abbia fatto parte di quello stesso direttivo del Partito Democratico di Castellammare di Stabia prima che il partito fosse commissariato proprio per la vicenda Tommasino da cui emerse, come detto, che anche il killer era iscritto al Pd. Non solo, all’epoca della campagna di tesseramento pare che anche la moglie del boss Pasquale D’Alessandro, Carolina Mosca, si fosse recata in sede per tesserarsi, ma che poi “qualcuno” avrebbe avvisato alcuni dirigenti locali della sua “scomoda” presenza. Carolina Mosca, guarda caso, è la figlia di Sergio, oggi colpito da un nuovo mandato di cattura in carcere. Come da noi riportato in un articolo dello scorso 19 ottobre 2009, fu Annapaola Mormone, allora dirigente ed ex assessore comunale al bilancio, sia pure solo cinque mesi dopo la chiusura di quella disgraziata campagna di tesseramento, a scrivere una lettera al senatore Enrico Morando, allora Commissario della Federazione napoletana del Pd, per avvisarlo della “sospetta” tentata iscrizione.

LE MANI IN PASTA – Nella missiva, inoltre, la Mormone segnalava che appena pochi giorni prima, Il padre di Carolina Mosca, Sergio, era stato arrestato. In passato, Olga Acanfora è stata anche tra le fondatrice dell’associazione “rosa” Emily Stabia ed ha collaborato alla Commissione Pari Opportunità del Comune di Castellammare, voluta proprio dall’allora assessore al ramo Annapaola Mormone. L’odierno sviluppo dell’indagine che ha portato all’arresto dell’imprenditrice riguarderebbe anche affari maturati all’interno della locale Asl, azienda sanitaria già in passato finita nell’occhio del ciclone per infiltrazioni di stampo camorrista al suo interno. Una storia quindi inquietante, a cavallo tra “mala politica” ed imprenditoria malata che, con ogni probabilità, riserverà ancora altri ulteriori e forse ancor più clamorosi sviluppi.