Tagli all’Università. Una questione di prospettiva. Sbagliata.
01/10/2008 - UNA QUESTIONE DI CULTURA?-Non è forse dello stesso avviso la dottoressa Pavesi. “Fuori di qui non capiscono che noi lavoriamo e tanto. In molti pensano che noi si sia dei fannulloni. E facciamo non solo ricerca, ma anche docenza e
UNA QUESTIONE DI CULTURA?-Non è forse dello stesso avviso la dottoressa Pavesi. “Fuori di qui non capiscono che noi lavoriamo e tanto. In molti pensano che noi si sia dei fannulloni. E facciamo non solo ricerca, ma anche docenza e tanto altro…e non è semplice” . Con lei parlo soprattutto di mass media, università, cultura, pregiudizio. Le sue parole mi ricordano una frase di Roberto Vacca, de La Sapienza di Roma. “Cibo, sport e pettegolezzi: bisogna fare un pensiero a lungo termine sul livello culturale” aveva detto, proprio qui a Parma, “criticando il disastro della cultura generale e la mancanza di controllo di qualità nelle scuole“. Vacca è un membro onorario della SIPS (Società italiana per il progresso della Scienza)che, quasi un anno fa, si era
riunita, proprio in questa città. Per stilare il ” manifesto a sostegno della Carta Europea dei Ricercatori e del Codice di condotta per la loro assunzione”, del quale il Parlamento avrebbe dovuto discutere il 13 dicembre 2007(-l’interrogazione parlamentare fu avviata-mi ha detto qualcuno- poi qualcosa non andò per il vesto giusto, evidentemente), sia a microfoni aperti nelle sale del convegno, che allegramente seduti a pranzo, molti scienziati italiani tra i più illustri, avevano parlato, con molta franchezza, anche delle ombre del sistema, dai concorsi pilotati alla precarietà… E poi?
MI CHIEDO-: perché il Governo invece pare occuparsi della questione solo in termini finanziari? E giacché ne se occupa in questo senso. Perché si tagliano i fondi anche agli Atenei che hanno i bilanci in regola come quello parmense? Se si vuole risparmiare anche sulla docenza, non sarebbe eventualmente meglio razionalizzare selezionando i migliori? Della serie…Barone addormentato… pussa via! Tu che porti a casa la cancelleria della segreteria… pussa via! Tu che fai comprare al tuo dipartimento quel costoso testo dal titolo rilegato in oro..pussa via! Tu che a lezione leggi dal tuo quadernetto, ogni anno, sempre la solita lezione, senza saltare una virgola, pussa via! Tu che obblighi gli studenti a comprare il tuo libro e ad impararlo a memoria, perché ci sei solo tu nell’universo…pussa via! Tu che non hai tempo per far lezione e scarichi i tuoi doveri sul dottorando sfigato, perché in fondo in fondo, non c’hai più l’entusiasmo…pussa via! Poi vediamo se cambia qualcosa, sempre che serva ancora andare all’università, in questo Paese…Sempre che qualcuno ci vada ancora per il gusto di imparare.
PS.1Per ulteriori spunti di riflessione
PS. 2. Ringrazio il dott. Bersani e con la dott. Pavese e mi scuso per la ricostruzione sommaria delle nostre chiaccherate.













una precisione:ovviamente la legge 133 è stata approvata nel 2008:D
brava gloria!
brava gloria, articolo interessante!