E mentre il decreto legge del ministro Gelmini viene approvato dalla Camera, il mondo scolastico e universitario continua a manifestare. E non è un tipo di manifestazione circoscritta a un solo istituto o una sola città, ma è una manifestazione che vede gli studenti di tutt’Italia compatti e schierati su un solo fronte.
È il caso della manifestazione che ha visto protagonista l’Università Orientale di Napoli, che è stata teatro di numerose riunioni e assemblee volte a fare informazione, ma soprattutto a rendere noti quali sono i
motivi della protesta. Il movimento è stato organizzato dal Collettivo autorganizzato universitario di Napoli, che vede coinvolti studenti provenienti dai collettivi di diversi atenei napoletani, che sta animando in questi giorni la sede dell’università a Palazzo Giusso, diventato quasi un avamposto dell’opposizione alla Legge 133, oltre che un punto di incontro e di scambio per moltissimi studenti.
COME DON CHISCIOTTE? – Il 9 ottobre c’è stata un’assemblea pubblica, nella quale molti sono stati gli interventi e le proposte su come mantenere viva ed efficace l’opposizione degli studenti. “Bisogna organizzare i vari collettivi, ma coinvolgere anche studenti e docenti al livello nazionale”, dice Salvatore del Collettivo autorganizzato universitario di Napoli, che mi ha concesso una piccola “intervista”. Salvatore è molto chiaro, per lui opporsi a questa legge è ribadire “un NO secco ad un processo di cambiamento del sistema scolastico ed universitario iniziato dieci anni fa e che ci sta conducendo al logorio, ma d’altra parte, per bloccare il procedimento a questa legge, c’è bisogno di una mobilitazione rispetto a un obiettivo ben preciso”. Insomma, non si lotta certo contro i mulini a vento, tutt’altro, i ragazzi del collettivo sono bene organizzati. “Abbiamo partecipato anche al Forum Sociale Europeo, tenutosi a settembre, perché è importante che per avere un’opposizione reale siano coinvolti il maggior numero di studenti possibili, magari anche al livello europeo”.



