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Il difetto della Gelmini? Troppo moderna per questa Sinistra

1 ottobre 2008

Mobilitazioni generali, sindacati che alzano le barricate, persino bambini in piazza, strumentalmente utilizzati per fini politici. Una reazione del tutto sproporzionata, da parte di chi contesta il decreto legge voluto dal ministro Mariastella Gelmini al fine di iniziare una riforma scolastica.

Posizioni ostili provenienti per lo più da una sinistra saldamente ancorata a conservatorismi e al mantenimento dello status quo, contraria a ogni cambiamento, nel nome del “no”, senza se e senza ma – esattamente quel tipo di sinistra condannata da Walter Veltroni nel suo libro “La nuova stagione – Contro tutti i conservatorismi” e nel suo discorso del Lingotto, drasticamente negato dai fatti e dalla sua attuale condotta quale leader dell’opposizione.

UN DECRETO A DIR POCO INEVITABILE – La scuola italiana versa, ormai da troppo tempo, in una situazione preoccupante, se non drammatica. I costi sono diventati eccessivi e, in quello che sembra un rapporto inversamente proporzionale, la qualità è andata scemando, non fornendo così agli studenti un’adeguata preparazione. Una riforma del sistema scolastico è quantomai urgente e necessaria, come testimoniato dagli sforzi in questa direzione dello stesso Giuseppe Fioroni, predecessore della Gelmini al Ministero dell’Istruzione, il quale, un tempo desideroso di ridurre il numero degli insegnanti, preferisce ora recitare la parte dell’oppositore tout court. “Le condizioni del nostro sistema scolastico richiedono scelte coraggiose di rinnovamento, non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell’esistente”, è stato recentemente dichiarato, non dal portavoce nazionale di Forza Italia Daniele Capezzone, bensì dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; il quale ha così voluto sottolineare l’indispensabilità dei tagli alla scuola. Un’urgenza che giustifica ampiamente l’utilizzo del decreto, piuttosto che di un semplice disegno di legge – tra i punti contestati – in modo da poter ridurre i tempi di attuazione, rendendo effettive le innovazioni a partire dall’attuale anno scolastico, iniziato meno di un mese fa.

5 commenti a Il difetto della Gelmini? Troppo moderna per questa Sinistra

  1. cordapazza

    “persino bambini in piazza, strumentalmente utilizzati per fini politici”
    Strano come i bambini siano considerati strumentalizzati se accompagnano i genitori (che spesso non sanno a chi lasciarli, evidentemente) ad una protesta, e non lo siano se partecipano a manifestazioni di altra natura. Ma non preoccupiamoci: si tratta, appunto di bambini, e per loro è comunque (e per fortuna) una festa, una scampagnata.

    “Posizioni ostili provenienti per lo più da una sinistra saldamente ancorata a conservatorismi”
    Tutti di sinistra, quella massa di genitori e maestre? Io ci ho invece visto una protesta né di destra né di sinistra, una manifestazione della società civile di fronte a scenari in grado di modificare praticamente e in peggio la vita scolastica dei propri figli.

    “I costi sono diventati eccessivi e (…) la qualità è andata scemando non fornendo agli studenti una adeguata preparazione”
    Appunto, ma dove sta la ricerca della qualità? Io non discuto i tagli in sé, ma avrei auspicato una razionalizzazione delle spese per incentivare la qualità. Il fatto è che tutti quei risparmi ricadranno in minima parte sulla scuola, e spesso essenzialmente per interventi di natura edilizia e di messa in sicurezza. Ti faccio un esempio: si continuano a deplorare gli scarsi risultati raggiunti dagli studenti delle superiori nelle discipline scientifiche e matematiche relativamente agli studenti europei. Nel mio liceo spesso, per mancanza di fondi ad hoc, siamo costretti a fare corsi di recupero in matematica di pochissime ore durante l’anno, e quelle poche, per contenere il maggior numero di studenti possibili, ad un numero piuttosto elevato di studenti: con tanti ragazzi il recupero mirato, individualizzato, diventa una missione impossibile. In latino, poi, sempre per risparmiare, si accorpano anche classi diverse, boves et oves: sempre meglio tentare, ci siamo detti, piuttosto che non fare niente!

    “Un’urgenza che giustifica ampiamente l’utilizzo del decreto, piuttosto che di un semplice disegno di legge”
    Vabbè, la (in)cultura dell’emergenza, dell’allarme e dell’urgenza è diventata un lei motiv dell’azione di questo governo su cui non mi pronuncio.
    Era auspicabile, invece, un coraggioso confronto, almeno un attento ascolto delle parti interessate, vista l’importanza decisiva e PER TUTTI di una riforma scolastica. Confronto, cara Gelmini, non vuol dire monologare senza controparte né arroccarsi , chiudersi sulle proprie posizioni e andare avanti a testa bassa per tener fede al “dogma del fare”..

    “Giuliano Amato introdusse il maestro plurimo, per motivi esclusivamente sindacali dettati dall’alleanza DC-PCI-sindacati”

    Vero, ma poi, forse per una oscura eterogenesi dei fini, la cosa ha funzionato piuttosto bene, a quanto pare, quindi è da irresponsabili cambiarla ora.

    “ Veltroni suggerisce che il maestro unico azzererà di fatto il tempo pieno (rendendo problematico, per le madri lavoratrici, tenere i propri figli nel pomeriggio), chiuderà le scuole nei piccoli centri”

    Nel decreto non si è vista più traccia di quell’aumento del 50% del tempo pieno annunciato dalla Gelmini in più occasioni, ed è questo che ha provocato le maggiori preoccupazioni in genitori e maetri. Non solo relative alla quantità, ma anche alla valenza qualitativa e all’offerta formativa del tempo pieno: altrimenti si ritornerà ad un inutile, e dannoso, parcheggio-doposcuola. Le scuole dei piccoli centri (montagne etc) sarannno (informati! leggi delle proteste di questi giorni delle Regioni che si sono viste private improvvisamente di decisioni che sono sempre state di loro competenza) saranno chiuse e accorpate ad altri plessi più grandi, con tutte le conseguenze economiche e le ricadute sulla vita famigliare che possiamo immaginare (pendolarismo dei piccoli delle elementari; scuola-bus che devono essere approntati dai Comuni con ulteriori spese etc). Ma anche le scuole superiori cosiddette “sottostimate, e sono tante, faranno la stessa fine.

    “obiettivo che spiega le scelte di puntare sull’insegnamento di educazione civica, principi costituzionali, educazione ambientale, alla salute, stradale, ecc.)”
    Si sono sempre fatte, con la collaborazione di enti locali, delle Asl per l’educazione alla salute. Lei, però, per accontentare Bossi, ha inserito vicino allo studio della legge fondamentale dello Stato italiano, la Costituzione, anche quello degli statuti regionali…in effetti possono stare sullo stesso piano, no?

  2. sam

    Un altro pezzo degno di Panebianco. O del Giornale.

  3. Silvio

    In tutto questo nessuno nota, gli stessi insegnanti,che tra le molteplici riforme soltanto una classe ne resta sempre fuori e ci guadagna sempre ,la stessa di sempre.Non voglio omettere niente quindi vi invito ad andare direttamente a questo link :http://www.bispensiero.it/index.php?option=com_content&task=view&id=652&Itemid=585
    Buona Lettura.-

  4. Dario

    Cordapazza: sono inorridito.
    Dici “si tratta, appunto di bambini, e per loro è comunque (e per fortuna) una festa, una scampagnata.”
    Ah, sì? E’ una scampagnata esser costretti a dormire per terra in un’aula? E allora, quelli che lavorano nei calzaturifici a cucir scarpe, tutto il giorno, cos’è per loro, tutto un gioco?
    Questa visione mi fa incazzare parecchio, sinceramente. Ma davvero.

    • Manon mi sembra molto corretto paragonare lo stare in piazza nelle manifestazioni con il dormire per terra o lavorare in un calzaturificio…. non vedo cosa c’ entri.

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