L’evoluzione della band italiana prosegue con l’uscita dell’ultima fatica, tra inediti e vecchi cavalli di battaglia
Non è raro sentirli auto presentarsi come “la più attiva, audace e famosa indie-rock band della bassa Romagna”, e hanno ragione, perché con ogni probabilità lo sono. I Nobraino rappresentano una delle realtà musicali più interessanti e
variopinte del panorama musicale italiano. Il gruppo, dopo aver scorrazzato in lungo e in largo per tutta la penisola portando i loro live itineranti un po’ ovunque, sta facendo incetta di premi e riconoscimenti. Cercare di catalogare la musica di questa band romagnola nata dalle ceneri di una scalcagnata squadra di Basket è pressoché impossibile nonché riduttivo: il sound dei Nobraino è accattivante, ricco di sfumature che spaziano tra il rock, il folk, il jazz e la musica cantautorale, il tutto farcito di un’abbondantissima dose di autoironia e sarcasmo. I testi raccontano storie che oscillano tra il grottesco e il surreale, istantanee mentali che rappresentano le mille sfaccettature dell’animo umano tramite personaggi che sembrano usciti da film di felliniana memoria. Il gruppo costituito da quattro elementi (rispettivamente Vix alla batteria, Bartok al basso e alla chitarra Nestor Fabbri, anche se non è raro vederli affiancati da due fiati), è guidato dalla presenza scenica e dal carisma del frontman Lorenzo Kruger; la sua voce magnetica e la sua fortissima teatralità ne fanno il terminale ideale. No Uk! No USA! è la terza fatica della band made in Romagna dopo le precedenti pubblicazioni del “The best of Nobraino” (2006) e “Nobraino Live al Videa Club”(2008). Il disco registrato con la supervisione di Giorgio Canali contiene tredici tracce in cui si alternano brani già conosciuti al loro pubblico perché proposti in concerto, inediti e nuovi arrangiamenti di loro vecchi successi.
DISCO - Si parte con Grand Hotel, “…tra cravatte e balli con il caschè..” si viene subito proiettati in un salotto bene, si prosegue con Narcisisti Misti: il salotto bene diventa un fumoso jazz club che odora di whisky e frac, la melodia è uno swing avvolgente ma affatto ruffiano. La giacca di Ernesto è il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album; pezzo dal ritmo sostenuto e accattivante dove il ritornello entra in testa per non uscirne più; e alla domanda – Chi è l’Ernesto della canzone? – Kruger ha rivelato : “…Un mio pro-zio che il giorno prima del matrimonio uscì per comprare la giacca e non si fece più vedere per qualche anno. Ho sempre pensato che con quella giacca si vide talmente bello che volle farsi un bel giro per vedere l’effetto che avrebbe fatto…”. Titti di più e Succhiamilcuore sono i pezzi che più strizzano l’occhio al rock, come del resto i personaggi che le abitano: scalatori sociali bisognosi cronici di ”affetto”.
CITAZIONI – Western Bossa ci riporta tra atmosfere che vanno dal saloon western al cotton club: bische clandestine e donne la fanno da padrone. Bifolco e Chi me l’ha fatto fare sono loro vecchi cavalli di battaglia che per l’occasione cambiano d’abito, invertendosi quasi i ruoli; la prima che nasce con un rift veloce sincopato, diventa una suadente e languida dichiarazione d’amore, la seconda invece risulta molto più graffiante e rock dell’originale. L’onesta Monarchia di Luigi Filippo Jore e Troppo romantica sembrano proseguire il solco del cantautorato Italiano: il primo sembra il cugino ligio ed equilibrato del protagonista di “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers” mentre la protagonista di “Troppo romantica” richiama un altra storia d’amore non ricambiato: La ballata dell’Amore cieco. In ogni caserma è una godibilissima filastrocca con un crescendo di fiati che ci accompagna in un velocissimo excursus in giro per il mondo. Chiude il disco “Ballata stocastica”: si parte piano per poi perdersi in turbinio di chitarre distorte e suoni vertiginosi, probabilmente il pezzo più elaborato e particolare di tutto l’album dove alla voce di Kruger si affianca quella di Canali. Bel disco anche se a tratti si ha l’impressione che più che di un punto di arrivo, si tratti di una tappa utile per fare il punto della situazione: la dimensione ideale dei Nobraino rimane infatti il Live; con il loro vestiario tra il circense e il bohemien, e con la loro indomabile presenza scenica e teatrale lo spettacolo è assicurato. Insomma se ancora non vi è capitato di vederli dal vivo, probabilmente è ora che vi diate una mossa.




deliziosa analisi di un prodotto altrettanto delizioso.
non avevo pensato ai paralleli con DeAndrè, in effetti… azzeccatissimi!
personalmente aggiungerei che la nuova veste di Bifolco è un prodotto di sartoria finissima, che ha il raro pregio di saper suscitare i brividi.
non posso che essere d’accordo con il consiglio finale: se non lo si ha ancora fatto, è davvero il momento di vederli dal vivo!
deliziosa analisi sì!
Però mi sembra un po’ azzardato il parallelismo con De Andrè.. voglio dire.. in che senso? nei contenuti? Perchè uno dei due amanti si ammazza allora Troppo romantica è come La ballata dell’amore cieco? boh. dai. non ci sta.
Cmq, tutto sommato, tra le tantissime recensioni che leggo su di loro, devo dire che questa è una delle più gasanti. bravi.
s
deliziosa analisi sì!
delizioso prodotto sì.
Però mi sembra un po’ azzardato il parallelismo con De Andrè.. voglio dire.. in che senso? nei contenuti? Perchè uno dei due amanti si ammazza allora Troppo romantica è come La ballata dell’amore cieco? boh. dai. non ci sta.
Cmq, tutto sommato, tra le tantissime recensioni che leggo su di loro, devo dire che questa è una delle più gasanti. bravi.
s
…premetto sn un gran fan dei Nobraino, probabilmente sn di parte..hai ragione qnd dici che il parallelismo cn De andrè forse è un pò troppo, però a mio avviso hai travisato un pò i contenuti della recensione..più che di di un confronto penso che ci si riferisca alla natura dei personaggi protagonisti che potrebbero appartenere benissimo alla medesima galleria.. ubriachi, suicidi (per amore e non..), puttane, emarginati, bruti..ecc..insomma tutti personaggi un pò “naif”, un pò bohemien..che abitano da sempre nel cantautorato italiano di una certa tipologia..(nb:Conte, Degragori, Fossati..ecc)..che hanno fatto e fanno ancora scuola..
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Mi sapete dire dove e quando si terrà il loro prossimo concerto?
Dalla recensione sembra che diano il loro meglio dal vivo…mi piacerebbe ascoltarli e vederli suonare.
De Andrè era unico ma se davvero questo gruppo “richiama” uno dei suoi capolavori…allora vale davvero la pena andarli a sentire!
tutte le date dei concerti sono qui:
http://www.myspace.com/nobrainomusic
sì, dal vivo sono il meglio
no, come dico nel mio commento questa faccenda di De Andrè è tutta da dimostrare
evviva evviva evviva
s
live sono esuberanti…non resta che sentire i nuovi pezzi!
beh che dire?… F A N T A S T I C I I I I I I I I
……dal vivo spaccano,ma non comprerò mai un loro disco…
non lo comprerai semplicemente perchè è in vendita “in nessuno negozio di dischi”..;-)
i Nobraino?semplicemente li adoro…mi fa un gran piacere vedere che anche in un giornale web come questo se ne parli!ai loro concerti il divertimento è assicurato, anche perchè nel pacchetto non c’è solamente buona musica da cantare(a volte è proprio uno del pubblico che viene chiamato a cantare, mentre Kruger poga fra la gente!),ma sopprattutto veri e propri personaggi da palcoscenico incredibili ed imprevedibili!vi consiglio la data di domani, mercoledì 3 agosto al Tinharè di Cattolica!