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pubblicato il 28 luglio 2010 alle 14:46 dallo stesso autore - torna alla home

Ad affermarlo è il neo presidente della Pontificia Accademia della Vita, mons. Ignacio Carrasco De Paula (spagnolo e membro dell’Opus Dei) in un’intervista alla rivista cattolica “Il Consulente Re”.

La nuova legge sull’aborto introdotta in Spagnaè insensata così come lo è il primo ministro Zapatero“.”È una legge prima di tutto insensata, assolutamente insensata e corrisponde alla mentalità di Zapatero. Il quale ha un’idea fissa, la questione dei diritti. Tutto ciò che gli viene presentato come un diritto, lui lo promuove, ma è incapace di capire che cosa sia un diritto“.

NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’ - Queste le accuse del presule, che ha preso il posto di mons. Rino Fisichella alla guida del Consiglio vaticano, sulla rivista “Il consulente Re”. “Quest’ultima legge – continua Carrasco De Paula - è ancora sub iudice, poiché si attende l’esito dei ricorsi riguardanti la sua costituzionalità presso il Tribunale Costituzionale. Il punto è che la nuova legge intende l’aborto come un diritto: se così è, la donna può decidere di fare quello che vuole, senza consultare né rendere conto a nessun altro della sua scelta. La nuova legge, lo ribadisco, è espressione dell’incapacità di comprendere che cosa sia un diritto. Il problema è serio, non solo in Spagna”. “Sempre più si tende a introdurre, in modo molto sottile, la dottrina dei diritti assoluti individuali nei rapporti tra medico e paziente: il medico con la sua etica e le sue indicazioni incomincia a cedere il passo al giudice… perché nei diritti è il giudice la persona competente, non il medico. Tale sviluppo per me è molto inquietante, poiché significherebbe anche uno stravolgimento della medicina“.

LA LEGGE SUB JUDICE - La nuova legge di depenalizzazione dell’aborto voluta dal governo del premier socialista Josè Luis Zapatero è entrata in vigore all’inizio di giugno. La normativa, combattuta dall’episcopato di Madrid e dall’opposizione di centrodestra, sancisce il diritto di ogni donna, anche delle minorenni fra i 16 ed i 18 anni, di decidere liberamente se abortire o meno nelle prime 12 settimane. Il Partido Popular ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale di Madrid.