Ha sedici anni ed è stata stuprata. Anzi no. O forse sì. Arriva dagli Stati Uniti una Rape Story. Protagonisti: una ragazzina, il presunto stupro di cui sarebbe stata vittima ed il suo video di SOS alla platea di Youtube.
“Ciao, mi chiamo Crystal, ho sedici anni ed ho bisogno di aiuto. Non avrei voluto farlo così ma questo è l’unico modo… Io so che qualcuno nel mondo mi ascolterà.”
Dopo aver acceso la webcam nella sua cameretta, Crystal esordisce pressappoco così, lasciandosi andare al suo racconto tra singhiozzi e lacrime, e implorando più volte aiuto. Ci racconta di essere stata drogata e violentata da un ragazzo di ventitrè anni e che il tribunale della Florida, cui aveva chiesto giustizia, ha archiviato il suo caso considerandolo non uno stupro ma un rapporto sessuale tra due adulti consenzienti. Crystal allora aveva quasi sedici anni e da sedici anni in poi non c’è violenza, secondo la legislazione della Florida, soprattutto se la “cosa” sembra un rapporto sessuale tra due persole legate da una relazione.
Quest’ ultimo dettaglio non ce lo dice Crystal. Lo leggiamo altrove, soprattutto nei commenti al filmato, anzi, ai filmati. Impossibile prendere visione di quello originale, cancellato dall’ account della ragazza ma - come spesso succede - qualcun altro l’ha rimesso on line.
FORZA, RISPONDI - Tanti sono poi i video di risposta a quello che era stato postato da Crystal ed alcuni sono tutt’altro che di sostegno e di comprensione. Cercate: “Re: A 16 year old rape victim needs help“. Gli utenti hanno dato libero sfogo alla fantasia: c’è il classico remix, l’altrettanto classico maschilista al confine del fake, una parodia dal punto di vista del presunto colpevole (“this rape has got me so mentally messed up, so physically polverized, so spiritually screwed up, so psychologically sodomized, so mentally molested”), e una menzione d’onore per i geni del nonsense che hanno postato in risposta un video di Alf e la sigla del Principe di Bel Air. Crystal dunque non convince. Per alcuni trattasi di un fake, altri sono dello stesso avviso del tribunale: “stava con quel ragazzo da quasi un anno. Ha fatto sesso. Non è stata violentata“.
ARRIVANO I MEDIA - Nemmeno il servizio realizzato dalla Cnn sembra dissolvere i dubbi circa l’autenticità della vicenda. Intervistare la ragazza, tentare di verificare la sua storia presso la corte della Florida, riprenderla mentre gioca con il padre, mostrare le immagini del ragazzo accusato, prima arrestato poi rilasciato, non ha ancora persuaso la tubosfera. Chissà, forse è il viso tondo incorniciato da lunghi capelli castani che un poco ricorda uno dei fake più illustri di Youtube, la lonelygirl12, a destare perplessità. Oppure il fatto che Crystal ai primi di maggio abbia aperto in contemporanea almeno tre account con lo stesso nome: helprapevictim, su youtube, livejournal, myspace, e preparato un logo.
SCETTICISMO - Eppure, se ne stiamo parlando, se il grido di Crystal o la sua messa in scena è arrivato anche a noi, è forse proprio per quel suo non essersi affidata a caso, magari guidata dal padre, la cui voce qualcuno suppone di sentire in sottofondo nel video, come a spronarla ad andare avanti. Per la Cnn è la prima volta che una ragazza che dice di essere stata stuprata si racconta e chiede aiuto a mezzo video, ma non è certo la prima volta che vittime di violenza sessuale sviscerano i propri disagi nell’apparente e all’apparente anonimato della rete. Sono tantissimi gli spaces, i blog, i forum, i social network in cui le ragazze confessano le proprie disavventure e a volte non hanno cura, esponendosi con nome e cognome, di poter essere trovate proprio da quelli di cui hanno temuto il giudizio o di cui temono la ritorsione. In America, c’è almeno un consultorio online apposito, che garantisce il reale anonimato degli utenti.
Ha collaborato Stefano Morciano (Aioros)
























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
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Crystal alla corte di Youtube…
Ha sedici anni ed è stata stuprata. Anzi no. O forse sì. Arriva dagli Stati Uniti una Rape Story. Protagonisti: una ragazzina, il presunto stupro di cui sarebbe stata vittima ed il suo video di SOS alla platea di Youtube….
Crystal alla corte di Youtube…
Ha sedici anni ed è stata stuprata. Anzi no. O forse sì. Arriva dagli Stati Uniti una Rape Story. Protagonisti: una ragazzina, il presunto stupro di cui sarebbe stata vittima ed il suo video di SOS alla platea di Youtube….
beh, anonimato della rete un corno eh
non so decidermi sulla questione fake o no. Bah.
i video-parodia comunque sono sintomatici del clima…
Se ho fatto il logo youfake all’una di notte significa che ero assolutamente certo che fosse un fake. Quindi è un fake, punto, questione chiusa.
ma avete visto il servizio della Cnn?
sarà che non credo che si possa scherzare su questioni del genere, ma, a meno che la ragazza non stia per lanciare una campagna di sensibilizzazione sullo stupro in accordo con la Cnn, che nel servizio a lei dedicato sembrerebbe aver verificato la faccenda, a me non sembra tanto un fake.Ci spero almeno.
Ad ogni modo la reazione della tubosfera nei suoi confronti è stata tutt’ altro che di solidarietà. In pochi le hanno creduto
Per giudicare lasciarei farlo a qualche corte suprema o ad organi apposti….è gia un passo informare le persone e vedere all\’azione le stesse persone accusate e vitttime!
Il problema secondo me non è confutare se è un fake o se la ragazza è stata veramente stuprata. Se è un fake attesta un fenomeno che in altre innumerevoli forme si verifica in rete su ”You Tube”e altrove, ed è ordinaria amministrazione. I mitomani esistevano prima dell’invenzione del web e anche gli scherzi telefonici. Se non è stata veramente stuprata il fake è comunque basato su un contenuto vero, sempre più frequente purtroppo sia nella società della viva interazione sia in quest’ultima con la mediazione del web (il recente caso del maniaco di Grosseto). In questo caso di Crystal, il fake svolge comunque la funzione di sensibilizzare l’opinione pubblica americana e internazionale al fenomeno dello stupro. Quindi non è più di fatto un ”vero” fake (tipo il Principe di Bel Air per intenderci citato nell’articolo) ma in qualche modo un fatto reale, che si disambigua da solo. In quanto reale in se e per se. Anche il fake oltre al suo significato di ”anonima pernacchia” ha, debitamente contestualizzato, la sua funzione di sensibilizzazione sociale.
“In questo caso di Crystal, il fake svolge comunque la funzione di sensibilizzare l’opinione pubblica americana e internazionale al fenomeno dello stupro” concordo.