24 maggio 2008
Ha sedici anni ed è stata stuprata. Anzi no. O forse sì. Arriva dagli Stati Uniti una Rape Story. Protagonisti: una ragazzina, il presunto stupro di cui sarebbe stata vittima ed il suo video di SOS alla platea di Youtube.
“Ciao, mi chiamo Crystal, ho sedici anni ed ho bisogno di aiuto. Non avrei voluto farlo così ma questo è l’unico modo… Io so che qualcuno nel mondo mi ascolterà.”
Dopo aver acceso la webcam nella sua cameretta, Crystal esordisce pressappoco così, lasciandosi andare al suo racconto tra singhiozzi e lacrime, e implorando più volte aiuto. Ci racconta di essere stata drogata e violentata da un ragazzo di ventitrè anni e che il tribunale della Florida, cui aveva chiesto giustizia, ha archiviato il suo caso considerandolo non uno stupro ma un rapporto sessuale tra due adulti consenzienti. Crystal allora aveva quasi sedici anni e da sedici anni in poi non c’è violenza, secondo la legislazione della Florida, soprattutto se la “cosa” sembra un rapporto sessuale tra due persole legate da una relazione.
Quest’ ultimo dettaglio non ce lo dice Crystal. Lo leggiamo altrove, soprattutto nei commenti al filmato, anzi, ai filmati. Impossibile prendere visione di quello originale, cancellato dall’ account della ragazza ma – come spesso succede – qualcun altro l’ha rimesso on line.




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beh, anonimato della rete un corno eh
non so decidermi sulla questione fake o no. Bah.
i video-parodia comunque sono sintomatici del clima…
Se ho fatto il logo youfake all’una di notte significa che ero assolutamente certo che fosse un fake. Quindi è un fake, punto, questione chiusa.
ma avete visto il servizio della Cnn?
sarà che non credo che si possa scherzare su questioni del genere, ma, a meno che la ragazza non stia per lanciare una campagna di sensibilizzazione sullo stupro in accordo con la Cnn, che nel servizio a lei dedicato sembrerebbe aver verificato la faccenda, a me non sembra tanto un fake.Ci spero almeno.
Ad ogni modo la reazione della tubosfera nei suoi confronti è stata tutt’ altro che di solidarietà. In pochi le hanno creduto
Per giudicare lasciarei farlo a qualche corte suprema o ad organi apposti….è gia un passo informare le persone e vedere all\’azione le stesse persone accusate e vitttime!
Il problema secondo me non è confutare se è un fake o se la ragazza è stata veramente stuprata. Se è un fake attesta un fenomeno che in altre innumerevoli forme si verifica in rete su ”You Tube”e altrove, ed è ordinaria amministrazione. I mitomani esistevano prima dell’invenzione del web e anche gli scherzi telefonici. Se non è stata veramente stuprata il fake è comunque basato su un contenuto vero, sempre più frequente purtroppo sia nella società della viva interazione sia in quest’ultima con la mediazione del web (il recente caso del maniaco di Grosseto). In questo caso di Crystal, il fake svolge comunque la funzione di sensibilizzare l’opinione pubblica americana e internazionale al fenomeno dello stupro. Quindi non è più di fatto un ”vero” fake (tipo il Principe di Bel Air per intenderci citato nell’articolo) ma in qualche modo un fatto reale, che si disambigua da solo. In quanto reale in se e per se. Anche il fake oltre al suo significato di ”anonima pernacchia” ha, debitamente contestualizzato, la sua funzione di sensibilizzazione sociale.
“In questo caso di Crystal, il fake svolge comunque la funzione di sensibilizzare l’opinione pubblica americana e internazionale al fenomeno dello stupro” concordo.