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“Un miliardo per le vittime della strage di Fiumicino”

La Siria è stata condannata dal giudice federale americano John Facciola a pagare un miliardo di dollari come risarcimento danni ai parenti delle 25 vittime degli attentati terroristici del 1985.  negli aeroporti di Roma e Vienna.

COLPEVOLE – Secondo il magistrato, l’autore di quelle stragi, ovvero l’organizzazione del terrorista Abu Nidal (morto nel 2002), non avrebbe potuto fare quello che ha fatto “senza l’appoggio diretto del governo siriano”.

RISARCIMENTI – Resterà complicato per i parenti delle vittime recuperare gli indennizzi dal regime siriano, considerato anche come il paese sia logorato da quasi due anni dalla guerra civile tra lealisti a Bashar al Assad e le forze ribelli. Tra i potenziali destinatari dei rimborsi si ricorsa Victor L. Simpson, il capo dell’ufficio romano dell’Ap dell’epoca che nell’attentato all’Aeroporto da Vinci di Fiumicino perse la figlia di 11 anni, Natasha. Lui stesso e un altro suo figlio rimasero invece feriti.

LE STRAGI – L’attentato all’aereoporto di Fiumicino risale al 27 dicembre 1985: fu un commando terroristico di quattro uomini, armati di kalashnikov, a lanciare bombe a mano di fronte ai banchi del check-in delle compagnie aeree El Al (quella di bandiera israeliana) e Twa. Fino agli spari sulla folla: la polizia italiane e le forze di sicurezza israeliane risposero al fuoco, tanto che dopo pochi minuti tre attentatori rimasero uccisi, mentre il quarto fu catturato. Non pochi civili pagarono però con la vita: l’attentato provocò infatti tredici morti, ai quali si aggiunsero 77 feriti. Nelle stesse ore dell’attentato romano, un altro commando di tre terroristi fece altre tre vittime e quaranta feriti, in un’azione simile realizzata all’aeroporto Schwechat di Vienna, la capitale austriaca.

CHI ERA ABU NIDAL – Abu Nidal, mente e autore degli attentati, è stato un attivista, politico e terrorista palestinese, che fondò il Consiglio Rivoluzionario di al-Fath. Fu espulso nel 1974, dopo essere stato accusato di un complotto ai danni di Arafat ed essere processato da un tribunale palestinese e condannato a morte. Con il gruppo terroristico ha condotto una continua attività terroristica in tutto il mondo, sia contro obiettivi israeliani e occidentali, che contro esponenti palestinesi. La figura di Abu Nidal presenta diversi aspetti ambigui, tanto che diversi critici lo hanno spesso considerato come un infiltrato dei servizi segreti israeliani. I vari attacchi terroristici rivendicati da Abu Niḍal, o a lui attribuiti, sono stati circa 90, in venti paesi diversi. Fra questi va ricordato l’assalto ai voli delle compagnie israeliana El Al e statunitense TWA all’aeroporto di Fiumicino (Roma) il 27 dicembre 1985, che causò tredici morti e settanta feriti. Il  processo, concluso nel 1988, portò alla condanna all’ergastolo per Abu Nidal, mentre Ibrahim Khaled, unico superstite del commando, venne condannato a 30 di reclusione. Morì nel 2002, dopo essere rimasto ferito  a Baghdad. Forse per ordine dello stesso Saddam Hussein, che si sarebbe voluto sbarazzare di un personaggio ritenuto “ingombrante”.

(Photo credit: Archivio storico Unità)