Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 22 maggio 2008 alle 09:07 dallo stesso autore - torna alla home

E’ arrivato all’ultima puntata in sordina, ma questo non vuol dire che “Processo Franzoni” non sia stata la fiction del decennio. Facile individuare i tratti salienti di un successo che ha attraversato tutte le reti televisive, dalla prima all’ultima. Una storia appassionante, protagonisti con vere e proprie facce da film, colpi di scena mozzafiato ed effetti speciali di altissimo livello. Tra questi ultimi, come dimenticare il fantastico modellino del luogo del delitto che ha troneggiato a Porta a Porta, frutto di anni e anni di lavoro di intere équipe di falegnami. Sei anni di puntate fantastiche, nelle quali il pubblico si è appassionato tanto da fare la fila per assistere alle scene registrate in presa diretta al tribunale di Torino. E i giornalisti hanno riscoperto il gusto per il vignettafranzoniblog2mw2 Processo Franzoni, la fiction chiude i battentiracconto che si può ammirare anche oggi: “Samuele Lorenzi aveva tre anni e piangeva, nel lettone dei genitori: non la smetteva più. Era il mattino del 30 gennaio 2002 a Montroz, frazione di Cogne, un paese da fiaba in Valle d’Aosta diventato, nell’immaginario di tutti, l’ultimo scantinato dell’inferno: più giù non si può andare. Samuele viene ucciso con un oggetto mai ritrovato, forse uno zoccolo da montagna, più probabilmente un mestolo di rame. Con lui c’è la mamma, che negherà sempre. C’è anche un fratellino, Davide, in giardino a giocare. La prima testimone è una vicina di casa, Ada Satragni, psicologa e amica di Annamaria. Ai soccorritori dirà: “Al bambino è scoppiata la testa”. Un’assurdità enorme, specialmente da parte di un medico“.

Sei anni dove la tragedia, grazie all’abilità degli sceneggiatori, si è trasformata rapidamente in farsa: come dimenticare il famoso caratterista “avvocato Carlo Taormina“, e il suo detto “sappiamo il nome del vero assassino del piccolo Samuele, ma lo diremo a tempo debito“? Come dimenticare il famoso sopralluogo della difesa alla villa di Cogne, conclusosi con un esposto-denuncia inoltrato alla magistratura che poi si trasformò in un procedimento per calunnia e frode processuale contro l’imputata, i consulenti e lo stesso legale. Ma non per fatti gravi, eh? Soltanto per aver fabbricato delle prove come l’impronta della mano su una porta che poi si scoprì appartenere a uno dei protagonisti del sopralluogo. E come dimenticare il cambio di attore per il ruolo di difensore di Annamaria, resosi necessario a causa dell’improvvisa indisponibilità del titolare? Una sostituzione nel cast che ha messo in difficoltà produttori e sceneggiatori, che hanno dovuto fare ricorso a tanti altri piccoli espedienti per non far calare l’attenzione del pubblico. E la condanna per diffamazione nei confronti della Franzoni ai danni del procuratore di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo? Momenti di vera gloria. Da registrare anche la salita dell’ultim’ora di Bruno Vespa sul carro dei colpevolisti : “Onestamente credo che sia stata lei. Ma il problema è in quali condizioni lo ha fatto. Questo resta un grande mistero ed è il motivo per cui la gente si è tanto appassionata alla vicenda“. I produttori per ora non hanno parlato di un sequel, ma visto che l’art. 629 del codice penal-televisivo prevede l’istituto della revisione del processo, ammessa in ogni tempo e in qualsiasi momento, potete giurarci che non è finita qui.

Intanto, sempre in tema di televisione, bellissima intervista di Luca Barbareschi al Corriere Magazine: “Secondo lei il centrodestra dovrebbe occupare con nomine fresche la Rai? «Certo. Come ha fatto il centrosinistra». «AN, in viale Mazzini, ha portato solo mignotte»“. Il motivo di queste parole ce lo svela Processo Franzoni, la fiction chiude i battenti Zincone stesso nel corpo del testo: “Quando ho pensato per la prima volta di intervistarlo, l’attore-regista-manager-produttore era uno dei nomi papabili per il ministero dei Beni Culturali. Quando ho contattato il suo assistente, aveva ridotto le aspettative ed era in lizza per un semplice sottosegretariato. Nel momento in cui abbiamo fissato la data dell’incontro, la partecipazione al governo era sfumata, ma restava la possibilità di un assessorato alla corte del sindaco Gianni Alemanno. Quando gli ho citofonato per raggiungere il suo attico romano (zona Ghetto), il Campidoglio ormai era un miraggio. A fine intervista, l’ex conduttore del Grande Bluff, mi ha comunicato che anche la presidenza della Commissione Cultura sarebbe andata a qualcun altro“. Questo ostracismo nei confronti di uno degli attori di un capolavoro come Cannibal Holocaust sinceramente si fa fatica a capirlo.

Varate le norme su Ici e straordinari. “Il consiglio dei ministri riunito a Napoli ha stabilito inoltre l’assunzione di quasi 4 mila persone nel comparto difesa“, e olé. “Nulla di fatto invece, stando a quello che ha riferito il ministro Prestigiacomo al termine della riunione, in merito alla riedizione del bonus bebè, come invece era stato ipotizzato nei giorni scorsi“. In più, accordo con l’Abi per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile. Bisognerà fare qualche conto. Da segnalare questa perla: “In particolare, ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi, eliminando “i regali e i capricci decisi dal governo Prodi con il decreto mille proroghe“. Sui giornali pochi commenti, da segnalare sul Riformista Alberto Mingardi: “Meglio questo che niente“. A proposito del pacchetto sicurezza, da segnalare la mega-intervista rilasciata da Massimo D’Alema al fido Umberto De Giovannangeli: “Macché sicurezza, è solo inciviltà. Criminogeno il reato di clandestinità“. Si comincia con lo scaldare il cuore del popolo della sinistra per contendere la leadership a Veltroni?

(vignetta della Franzoni di http://carburo.blogspot.com)

11 commentistampa - fallo leggere