21 luglio 2010
La Cancelliera parte per le ferie felice e rilassata. Nonostante una coalizione di governo in crisi perenne e sondaggi disastrosi.
Sorridente e tranquilla è apparsa la Cancelliera nella tradizionale conferenza stampa prima delle vacanze estive. Una serenità d’animo che probabilmente nasce dal desiderio di allontanarsi da una Berlino sempre più amara per Angela Merkel. Dopo 9 mesi di governo giallo-nero la coalizione liberal-conservatrice è contraddistinta da liti quotidiane, clamorosi abbandoni e un senso di implosione oramai tangibile.
UNA RISATA NON TI SALVERA’ - Settembre 2009 sembra ormai lontana un’era geologica per la politica tedesca. Merkel dopo 5 anni di Cancellierato alla testa di una Grande Coalizione otteneva l’auspicata nuova alleanza coi liberali. La Spd crollava al peggior risultato degli ultimi 70 anni, e la crescita della Linke sembrava assicurare un imperituro dominio alle forze moderate. Ma con la firma del contratto di coalizione che portava al ritorno dopo 12 anni di assenza della formula giallo-nera è iniziata un’imprevedibile e continua discesa verso il basso. Dalla riduzione del carico fiscale si è passati ad un durissimo programma di tagli, mentre le quotidiane convulsioni dei socialdemocratici sono state sostituite dalle continue liti tra liberali e cristiano democratici. I dati economici, positivi nonostante il difficile quadro macroeconomico della UE, avrebbero dovuto aiutare il governo tedesco, che ha invece subito una netta sconfitta nella regione più importante del Paese.
MAI COSI’ MALE - Negli ultimi 9 mesi la Cdu ha subito un’incredibile fuoriuscita dei suoi più importanti esponenti. Il presidente federale Köhler si è dimesso per la scarso appoggio ricevuto dal governo sulle sue dichiarazioni controverse in materia di missione afgana. Da Öttinger a Rüttgers, passando per Althaus, Kohl e Von Beust, la Cdu ha cambiato ben 5 presidenti di Bundesland, perdendone uno alle elezioni. Uscite di scena contrassegnate da non pochi accenti polemici verso la Merkel. Il sesto ministro presidente che ha dismesso il suo incarico, Christian Wulff, è diventato Capo dello Stato in modalità imbarazzanti per la coalizione giallo- nera, che ha dovuto attendere la terza votazione e ha rischiato una sconfitta dagli esiti catastrofici. Tutto questo è successo mentre la Cdu è ormai ancorata ad un deludente 30%, circa 4 punti in meno rispetto alle federali, mentre i liberali hanno pagato un prezzo salatissimo per la loro finora deludente esperienza di governo. Dopo il record del 15% registrato alle ultime federali ora la FDP lotterebbe per superare lo sbarramento del 5 per cento secondo la totalità delle indagini demoscopiche. In questo momento il campo borghese è distanziato di oltre venti punti da quello progressista, improvvisamente risorto facendo poco o nulla. E se la Fdp mancasse l’ingresso nel Bundestag, socialdemocratici e verdi potrebbero formare una coalizione senza il controverso supporto dei post comunisti della Linke.



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