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	<title>Commenti a: Il petrolio finirà tra vent&#8217;anni. Cioè oggi.</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: John</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-40730</link>
		<dc:creator>John</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 19:44:11 +0000</pubDate>
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		<description>Non è facile rispondere a una simile domanda, che richiede studi e competenze specifiche e in ogni caso è fuori argomento (l&#039;articolo parla di riserve di petrolio, non di inquinamento).
La mia opinione personale è che l&#039;uomo sta invadendo e inquinando la Terra con la sua stessa presenza, a prescindere da cosa utilizzi.
Petrolio, rifiuti, depauperamento delle risorse, inquinamento dei mari, temperatura, alberi... non è quindi solo questione di petrolio. Potremmo sostituire il petrolio con qualcos&#039;altro ma alla fine il discorso non cambia.
Di fatto l&#039;unica energia relativamente facile da sfruttare e di cui l&#039;uomo ha in abbondanza e che non comporta la produzione di altro calore (perché già è immessa nell&#039;ecosistema) è quella solare.
Con l&#039;energia solare l&#039;uomo può risolvere il problema energetico e il problema inquinamento da petrolio (ma nell&#039;equazione andrebbe inserita la variabile dei pannelli solari, della loro produzione, ciclo di vita e smaltimento).
Restano però gli altri problemi: l&#039;immissione di sostanze inquinanti, il consumo delle risorse naturali.
La domanda corretta, quindi, è: quanti miliardi di persone può ospitare questo pianeta, senza che vada in saturazione e la gente affoghi nelle proprie scorie?
Se paragoniamo l&#039;ecosistema Terra a un organismo vivente, noi umanità siamo l&#039;equivalente di un virus o un cancro che si riproduce a dismisura avvelenando l&#039;organismo ospite.
Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è facile rispondere a una simile domanda, che richiede studi e competenze specifiche e in ogni caso è fuori argomento (l&#8217;articolo parla di riserve di petrolio, non di inquinamento).<br />
La mia opinione personale è che l&#8217;uomo sta invadendo e inquinando la Terra con la sua stessa presenza, a prescindere da cosa utilizzi.<br />
Petrolio, rifiuti, depauperamento delle risorse, inquinamento dei mari, temperatura, alberi&#8230; non è quindi solo questione di petrolio. Potremmo sostituire il petrolio con qualcos&#8217;altro ma alla fine il discorso non cambia.<br />
Di fatto l&#8217;unica energia relativamente facile da sfruttare e di cui l&#8217;uomo ha in abbondanza e che non comporta la produzione di altro calore (perché già è immessa nell&#8217;ecosistema) è quella solare.<br />
Con l&#8217;energia solare l&#8217;uomo può risolvere il problema energetico e il problema inquinamento da petrolio (ma nell&#8217;equazione andrebbe inserita la variabile dei pannelli solari, della loro produzione, ciclo di vita e smaltimento).<br />
Restano però gli altri problemi: l&#8217;immissione di sostanze inquinanti, il consumo delle risorse naturali.<br />
La domanda corretta, quindi, è: quanti miliardi di persone può ospitare questo pianeta, senza che vada in saturazione e la gente affoghi nelle proprie scorie?<br />
Se paragoniamo l&#8217;ecosistema Terra a un organismo vivente, noi umanità siamo l&#8217;equivalente di un virus o un cancro che si riproduce a dismisura avvelenando l&#8217;organismo ospite.<br />
Saluti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-40709</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 10:26:16 +0000</pubDate>
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		<description>Proviamo, per stare più tranquilli,di avere la certezza  di poter disporre di petrolio  sufficiente  da consumare a  livelli europei e Stati Uniti all&#039;infinito. Non credo si potrà evitare al resto degli  abitanti del Pianeta di fare altrettanto. Quindi consumo giornaliero 300-500 milioni  o più di BARILI di petrolio. Domanda: l&#039;atmosfera avrebbe la capacità di contenere tutta questa emissione di anidride carbonica o sterminerebbe  piano piano chiunque avesse avuto il destino di nascere? O si potrà confidare sull&#039;ecologico trasporto  delle salme alle fosse comuni con carri trainati da cavalli?
Alberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Proviamo, per stare più tranquilli,di avere la certezza  di poter disporre di petrolio  sufficiente  da consumare a  livelli europei e Stati Uniti all&#8217;infinito. Non credo si potrà evitare al resto degli  abitanti del Pianeta di fare altrettanto. Quindi consumo giornaliero 300-500 milioni  o più di BARILI di petrolio. Domanda: l&#8217;atmosfera avrebbe la capacità di contenere tutta questa emissione di anidride carbonica o sterminerebbe  piano piano chiunque avesse avuto il destino di nascere? O si potrà confidare sull&#8217;ecologico trasporto  delle salme alle fosse comuni con carri trainati da cavalli?<br />
Alberto</p>
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	<item>
		<title>Di: Guido</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-30149</link>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 16:18:54 +0000</pubDate>
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		<description>A dire il vero pare il picco di produzione di petrolio nel 2008 ci sia stato, la certezza si avrà però solo tra un paio di anni.
Per gli scisti bituminosi c&#039;è da dire che la produzione di petrolio è molto energivora, e c&#039;è il sospetto che si spenda più energia di quanta se ne produca poi col petrolio estratto. Il prezzo non è l&#039;unica misura della convenienza di una risorsa, c&#039;è anche l&#039;EROEI, che è si difficile da misurare, ma che indica anche meglio del costo se lo sfruttamento di una risorsa sia o meno vantaggioso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A dire il vero pare il picco di produzione di petrolio nel 2008 ci sia stato, la certezza si avrà però solo tra un paio di anni.<br />
Per gli scisti bituminosi c&#8217;è da dire che la produzione di petrolio è molto energivora, e c&#8217;è il sospetto che si spenda più energia di quanta se ne produca poi col petrolio estratto. Il prezzo non è l&#8217;unica misura della convenienza di una risorsa, c&#8217;è anche l&#8217;EROEI, che è si difficile da misurare, ma che indica anche meglio del costo se lo sfruttamento di una risorsa sia o meno vantaggioso.</p>
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		<title>Di: Fahrenheit 451</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-13256</link>
		<dc:creator>Fahrenheit 451</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 18:44:27 +0000</pubDate>
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		<description>Forse hai ragione tu sono troppo apocalittico e...poco integrato e leggo troppo Bradbury: CIAO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse hai ragione tu sono troppo apocalittico e&#8230;poco integrato e leggo troppo Bradbury: CIAO</p>
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		<title>Di: Melandroweb</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-13230</link>
		<dc:creator>Melandroweb</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 15:55:08 +0000</pubDate>
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		<description>ci pensa la Lucania al Petrolio :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ci pensa la Lucania al Petrolio <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: John</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-13229</link>
		<dc:creator>John</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 15:52:27 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per le precisazioni, Icy, Azimut ecc... Naturalmente i limiti di spazio entro cui si muovono questi articoli prescindono da qualsiasi pretesa di completezza.
Lo spunto che si è voluto dare è uno spunto di riflessione sul fatto che la fine del petrolio per esaurimento è ancora lontana, e sul fatto che in futuro l&#039;assetto delle riserve e della produzione potrebbe avere un allineamento del tutto diverso da quello attuale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per le precisazioni, Icy, Azimut ecc&#8230; Naturalmente i limiti di spazio entro cui si muovono questi articoli prescindono da qualsiasi pretesa di completezza.<br />
Lo spunto che si è voluto dare è uno spunto di riflessione sul fatto che la fine del petrolio per esaurimento è ancora lontana, e sul fatto che in futuro l&#8217;assetto delle riserve e della produzione potrebbe avere un allineamento del tutto diverso da quello attuale.</p>
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	<item>
		<title>Di: icy</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-13208</link>
		<dc:creator>icy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 13:17:06 +0000</pubDate>
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		<description>Un appunto all&#039;autore del pezzo. Le limitazioni del modello domanda-offerta per via del cartello influenzano anche il picco di Hubbert, in quanto tale picco si basa sull&#039;ipotesi che l&#039;estrazione sia o costante o crescente. Quello che accade in caso di cartello è che stimando l&#039;anno di picco (da parte del cartello) è possibile limitare la produzione per aumentare artificialmente i prezzi e prolungare la sfruttabilità della risorsa.
Altro punto che mi è sembrato parziale è quando si dice che con l&#039;aumento del prezzo del greggio possono diventare remunerativi alcuni giacimenti precedentemente messi da parte. Ma allo stesso modo molte fonti di energia rinnovabile diventano competitive con l&#039;aumento del costo del greggio, e le fonti rinnovabili per loro natura hanno una durata ben maggiore (senza contare che a parità di costo dell&#039;energia è più facile innovare in un campo poco esplorato invece che in un settore già ampiamente saturato come quello del petrolio).
E al di la di tutto, non è il picco di Hubbert il segnale di cambio di &quot;strategia energetica&quot;, ma è il rapporto del costo dell&#039;energia per differenti fonti. Fino a quando il rapporto (tra un&#039;altra fonte qualsiasi e il petrolio) non sarà paragonabile (1.2 - 1) possiamo tenerci il petrolio stretto stretto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un appunto all&#8217;autore del pezzo. Le limitazioni del modello domanda-offerta per via del cartello influenzano anche il picco di Hubbert, in quanto tale picco si basa sull&#8217;ipotesi che l&#8217;estrazione sia o costante o crescente. Quello che accade in caso di cartello è che stimando l&#8217;anno di picco (da parte del cartello) è possibile limitare la produzione per aumentare artificialmente i prezzi e prolungare la sfruttabilità della risorsa.<br />
Altro punto che mi è sembrato parziale è quando si dice che con l&#8217;aumento del prezzo del greggio possono diventare remunerativi alcuni giacimenti precedentemente messi da parte. Ma allo stesso modo molte fonti di energia rinnovabile diventano competitive con l&#8217;aumento del costo del greggio, e le fonti rinnovabili per loro natura hanno una durata ben maggiore (senza contare che a parità di costo dell&#8217;energia è più facile innovare in un campo poco esplorato invece che in un settore già ampiamente saturato come quello del petrolio).<br />
E al di la di tutto, non è il picco di Hubbert il segnale di cambio di &#8220;strategia energetica&#8221;, ma è il rapporto del costo dell&#8217;energia per differenti fonti. Fino a quando il rapporto (tra un&#8217;altra fonte qualsiasi e il petrolio) non sarà paragonabile (1.2 &#8211; 1) possiamo tenerci il petrolio stretto stretto.</p>
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	<item>
		<title>Di: gregorj</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-13160</link>
		<dc:creator>gregorj</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 08:45:00 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Rettifico: i link sono al posto giusto nell’articolo.&quot;

tié! :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Rettifico: i link sono al posto giusto nell’articolo.&#8221;</p>
<p>tié! <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: azimut72</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-13155</link>
		<dc:creator>azimut72</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 07:04:47 +0000</pubDate>
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		<description>Prima della crisi economico-finanziaria attualmente in atto, il mondo ha sperimentato un dato di fatto.

86-87 milioni di barili al giorno è una domanda che la produzione riesce a sostenere con molta difficoltà.

I motivi sono tanti e in parte spiegati nell&#039;articolo. Aggiungerei alcuni tips:

1)alcune aree di produzione sono, in modo lampante, in crisi di produzione. Esempio, il Mare del Nord, le coste messicane del Golfo del Messico e, sembra, anche la Russia.

2) Le riserve geologiche dell&#039;Arabia Saudita sono di fatto sconosciute perchè Segreto di Stato. E&#039; comunque probabile, in base ad analisi comparative, che le riserve dichiarate siano sovrastimate.

3) Negli ultimi anni, il mercato dell&#039;estrazione è fortemente controllata (o posseduta) da imprese nazionali molto inefficienti. La tecnologia è in mano alle Corporate private ma le riserve sono controllate dagli Stati. Esempio lampante è quello del Venezuela che potrebbe dare un maggior contributo alla produzione se non fosse che Chavez si ostina (a danno suo e del suo popolo) a fare da solo con un baraccone come quello della PDVSA.

4) Chiunque lavori nel settore, sa che il petrolio medio-orientale (circa il 25% della produzione) sta diventando sempre più difficile da estrarre e di peggiore qualità. Questo fa lievitare i costi fob del barile (attualmente si stima intorno ai 40-50 dollari al barile...pochissimi anni fa si parlava di 15 dollari al barile).

5) Le scoperte di nuove riserve geologiche più o meno mantengono il passo; non il loro sfruttamento. Esempio lampante è il giacimento Tupi al largo delle coste brasiliane. E&#039; un giacimento enorme...direi fantasmagorico...ma il suo sfruttamento richiede sfide tecnologiche (e costi) al limite del possibile (si parla di 7000 metri di rig sotto i basalti oceanici...). E&#039; molto ottimista chi vede il suo sfruttamento entro i prossimi 15 anni.

Mi fermo.

Concludo dicendo che mi sembra altamente probabile, che dopo la crisi economica-finanziaria che stiamo vivendo (direi in una visione di medio-lungo termine) la domanda raggiungerà livelli estremamente stressanti per la produzione di petrolio.

C&#039;è da aspettarsi prezzi elevati / elevatissimi con enormi profitti per le aziende specializzate nella tecnologia estrattiva (es. Shlumberger, Halliburton, Wheatherford....) che saranno le nuove &quot;cash-cows&quot; del futuro.

E&#039; però altresì probabile che &quot;cash-cows&quot; saranno anche le aziende specializzate nelle energie alternative.

Come dire...forse il petrolio costoso non sarà solo un problema ma anche un&#039;opportunità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima della crisi economico-finanziaria attualmente in atto, il mondo ha sperimentato un dato di fatto.</p>
<p>86-87 milioni di barili al giorno è una domanda che la produzione riesce a sostenere con molta difficoltà.</p>
<p>I motivi sono tanti e in parte spiegati nell&#8217;articolo. Aggiungerei alcuni tips:</p>
<p>1)alcune aree di produzione sono, in modo lampante, in crisi di produzione. Esempio, il Mare del Nord, le coste messicane del Golfo del Messico e, sembra, anche la Russia.</p>
<p>2) Le riserve geologiche dell&#8217;Arabia Saudita sono di fatto sconosciute perchè Segreto di Stato. E&#8217; comunque probabile, in base ad analisi comparative, che le riserve dichiarate siano sovrastimate.</p>
<p>3) Negli ultimi anni, il mercato dell&#8217;estrazione è fortemente controllata (o posseduta) da imprese nazionali molto inefficienti. La tecnologia è in mano alle Corporate private ma le riserve sono controllate dagli Stati. Esempio lampante è quello del Venezuela che potrebbe dare un maggior contributo alla produzione se non fosse che Chavez si ostina (a danno suo e del suo popolo) a fare da solo con un baraccone come quello della PDVSA.</p>
<p>4) Chiunque lavori nel settore, sa che il petrolio medio-orientale (circa il 25% della produzione) sta diventando sempre più difficile da estrarre e di peggiore qualità. Questo fa lievitare i costi fob del barile (attualmente si stima intorno ai 40-50 dollari al barile&#8230;pochissimi anni fa si parlava di 15 dollari al barile).</p>
<p>5) Le scoperte di nuove riserve geologiche più o meno mantengono il passo; non il loro sfruttamento. Esempio lampante è il giacimento Tupi al largo delle coste brasiliane. E&#8217; un giacimento enorme&#8230;direi fantasmagorico&#8230;ma il suo sfruttamento richiede sfide tecnologiche (e costi) al limite del possibile (si parla di 7000 metri di rig sotto i basalti oceanici&#8230;). E&#8217; molto ottimista chi vede il suo sfruttamento entro i prossimi 15 anni.</p>
<p>Mi fermo.</p>
<p>Concludo dicendo che mi sembra altamente probabile, che dopo la crisi economica-finanziaria che stiamo vivendo (direi in una visione di medio-lungo termine) la domanda raggiungerà livelli estremamente stressanti per la produzione di petrolio.</p>
<p>C&#8217;è da aspettarsi prezzi elevati / elevatissimi con enormi profitti per le aziende specializzate nella tecnologia estrattiva (es. Shlumberger, Halliburton, Wheatherford&#8230;.) che saranno le nuove &#8220;cash-cows&#8221; del futuro.</p>
<p>E&#8217; però altresì probabile che &#8220;cash-cows&#8221; saranno anche le aziende specializzate nelle energie alternative.</p>
<p>Come dire&#8230;forse il petrolio costoso non sarà solo un problema ma anche un&#8217;opportunità.</p>
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	</item>
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		<title>Di: John</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/7356/il-petrolio-finira-tra-ventanni-cioe-oggi/#comment-13154</link>
		<dc:creator>John</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 06:49:26 +0000</pubDate>
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		<description>Rettifico: i link sono al posto giusto nell&#039;articolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rettifico: i link sono al posto giusto nell&#8217;articolo.</p>
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