Pare che il dilemma cantato per primo da Rodolfo de Angelis nel 1933 continui ad essere di grande attualità. Politici, economisti e grandi esperti in genere si alternano al capezzale del grande malato ognuno con la salvifica ricetta in mano. Intanto si va di aspirina sperando che passi ‘a nuttata. E domani?
I mercati sembrano accogliere con favore il piano di salvataggio tracciato dall’Eurogruppo. L’euforia probabilmente non durerà, ma serve per lo meno a correggere gli andamenti
disastrosi della scorsa settimana; d’altronde, si trattava di panico ben oltre la portata dei guai sui fondamentali, quindi tanto meglio. Bisognerà attendere i provvedimenti nazionali per conoscere i dettagli, ma la sostanza è che i governi garantiranno, oltre ai depositi dei correntisti, anche i prestiti di breve e medio termine tra le banche. A condizioni di mercato, in modo da non introdurre eccessive distorsioni. In più, è possibile che la BCE avvii un programma di finanziamento più o meno diretto alle aziende sulla falsariga di quello americano, per contenere i danni all’economia reale. Non sarà uno scenario ideale, ma sembra una soluzione equilibrata. Ci saranno ancora perdite, perché il piano di salvataggio non elimina la cartaccia nei bilanci delle banche. Ci saranno conseguenze non gradevoli sull’economia reale. In mancanza di recessioni di proporzioni epiche, ci sarà anche qualche punto di inflazione in più rispetto alle nostre placide abitudini.
IL MALE – Tuttavia, si è evitato per ora di finire sulla traiettoria divergente che parte dalle vendite terrorizzate, passa per il downgrade meccanico delle aziende quotate, si porta dietro condizioni di
credito ancora più tese e genera altre vendite terrorizzate. Non sembra poco. Non è detto che il ciclo non ricominci tra due o tre giorni. Ma si è guadagnato tempo, fatto di tutto rispetto in circostanze di questo genere. Stupisce un po’ il chiacchiericcio di alcuni opinionisti, preda di due fissazioni gemelle a destra e a manca: la congiuntura immediata e l’esistenza di un colpevole, ovviamente da scovare al più presto. Okay, negli ultimi cinque giorni le principali piazze hanno perso più o meno un sesto della capitalizzazione. Ora i listini rimbalzano. Comprare, come Warren Buffet! No, vendere, come tutti gli altri. È colpa dell’avidità capitalista. No, è colpa delle banche centrali che hanno creato troppo credito. Torniamo al gold standard, torniamo al socialismo, torniamo al fascismo, torniamo tutti a casa e andiamoci a prendere una birra già che ci siamo. È la crisi peggiore dal 1929, o dal 1987, o dalla bancarotta di Law. Sono i banchieri giudei, o solo i banchieri, o solo i giudei che secondo i forum di Stormfront hanno pure ammazzato Haider. Non si capisce se la crisi finanziaria fosse orchestrata ad arte per distrarre rispetto al vile omicidio o viceversa. Andiamo verso la fine dell’impero americano, verso il mondo multipolare, era meglio quello bipolare, Tremonti ha ragione, Tremonti ha torto, anche Tremonti è bipolare.


Abbiamo due ordini di problemi, uno grave e immediato e uno gravissimo e ancora lontano.
Il grande dilemma è che ciò che per il primo problema sembra una cura per il secondo sembra essere veleno.
L’intervento monetario del 2000 ha distrutto la propensione al risparmio e creato una corsa all’indebitamento, privato, pubblico, estero. Queste macrotendenze sono evidenti a tutti e non è difficile vederle direttamente dai grafici. I legami sono stretti.
Era un intervento legato al soft landing dalla recessione del 2000, ha causato alcune rilevanti condizioni al contorno per i problemi del 2008.
Ci sono sottigliezze meno evidenti, forse del tutto infondate, forse invece corrette, che riguardano il fatto che l’eccesso di liquidità ha anche effetti sull’assunzione e la distribuzione dei rischi e (forse, solo per gli austriaci) sulla scala degli investimenti (che vanno al di là delle effettive potenzialità dell’economia).
Le prime cose sono evidenti, queste due sono più sottili. Che siano fondate o meno è un problema scientifico/fattuale: colpe, democrazia, rispetto/diffidenza per le autorità sono altro. C’entrano qualcosa. Ma vengono dopo.
Io continuo a pensare che ci vorrebbe un Volcker col coraggio di non frenare una recessione per risolvere alcuni squilibri strutturali. Se nel 1982 non si fosse fatto così, ora non staremmo parlando di crisi finanziaria, ma di iperinflazione, forse.
Siamo stati fortunati, all’epoca.
Oggi la situazione è più grave, la posta in gioco più pesante. Però rimane lo stesso problema: i farmaci sintomatici fanno bene al paziente, ma se peggiorano la malattia? Non vedrei saggezza nel loro uso.
C’è molto da fare per migliorare la situazione: regolamentare la creazione di credito aiuta a crearne di meno, ad esempio. Questo è un altro problema tecnico importante, di cui so pochino.
Quando sono ottimista sogno una cosa del genere. Affrontiamo il problema della crisi finanziaria. Risolviamolo. Tiriamo fiato. Affrontiamo i problemi strutturali.
Temo che ci sia un trade-off: per respirare nel breve termine dobbiamo asfissiarci nel lungo. Magari mi sbaglio: rimane un problema puramente scientifico. Vero/falso. Non bello/brutto, non giusto/sbagliato, non morale/immorale. Queste cose vengono dopo.
Quello che so è che non sono stupito dagli eventi: era esattamente quello che mi aspettavo. Magari perché a pensar sempre male prima o poi ci si azzecca, o semplicemente perché qualcuno dei problemi di cui parlo ha fondamento.
Le banche sono state distrutte dal duration mismatch: avevano passività a breve e attività lunghe.
Perché questo non dovrebbe distruggere anche tutto il resto? Finora, macroeconomicamente, abbiamo fatto il rollover dei problemi: se c’è crisi stampiamo soldi; se ce n’è un’altra più grave ne ristampiamo di più; se si accumulano problemi ne stampiamo ancora e ancora di più. Io non ne sarei fiero. Nè riconoscente se qualche mio rappresentante lo facesse.
“il totale disinteresse rispetto agli argomenti che sì meriterebbero una riflessione e un dibattito”
Questa frase non è chiara. A cosa si riferisce?
Sei il solito liberista reazionario Pietro.
Non sai che indotto produce la stampa di cartamoneta? Il disegnatore, l’incisore, quello che produce la carta, l’altro che deve inventare gli inchiostri speciali, il venditore della macchina di rotocalco, quello delle lastre, la impacchettatrice, il trasporto, la spacchettatrice, le guardie,… e se vuoi continuo fino a domani?
Vedi? Dietro ad un insulso biglietto di carta c’è un mondo e tu vorresti ucciderlo per far contenti i tuoi grafici?
“Questa frase non è chiara. A cosa si riferisce?”
Uhm, io un’ideina ce l’avrei. Ma non voglio rovinarti la sorpresa!
Ci faccio un altro pezzo quando ho finito con i lavori pesanti in terrazza.
Un altro pezzo? Non riusciro a sopportare l’attesa per la prossima piéce comica.
Chissà se anche quell conterrà delle battute immortali come “Irritante è il disprezzo, sotteso ma evidente, per i tecnici che si arrabattano sul pallottoliere per evitare che domani ci vada di mezzo il famoso uomo comune”
Quindi vuoi dire che gli amici che anche stasera verranno da me per capire se gli equity linked che gli ha venduto il loro assicuratore non sono “il famoso uomo comune” ma bensì ricchi capitalisti, upper class che deve solo tagliare qualche spesa come la Rolls ROyce o il panfilo privato.
Per poi quanta riguarda i “tecnici che si arrabattono” che rispetto vuoi che si abbia per gente che propone di curare il male con lo stesso principio che lo ha creato, cioè la creazione di ricchezza fittizia?
Almeno, visti i risultati prodotti, sti tecnici dovrebbero aver la creanza di toglierse dai coglioni, e velocemente, per essere sostituiti da altri. Non è il principio base del capitalismo “sano” la sostituzione degli incapaci?
Invece abbiamo ancora al loro posto Paulson, quello che era già ministro dell’economia USA quando Bush andava a predicare “Ma è solo una crisetta, i fondamentali sono sani.”
I fondamentali sani? Quali? La bilancia dei pagamenti in rosso stratosferico coi cinesi che si stanno comprando pure i tombini di L.A.? Oppure l’indebitamento privato oltre il 125% del PIL? Cosa pensava? Che non si sarebbe trasformato in indebitamento pubblico prima o poi?
Parliamo poi del capo del comitato di crisi Marietto Draghi che prima diceva “le banche europee sono intervenute con misure immediate e imponenti per scongiurare una crisi sistemica che avrebbe potuto colpire pesantemente l’economia reale”
Infatti sono così ben intervenute che Inghilterra, Francia, Belgio, Olanda e Germania han dovuto tirar fuori quattrinoni su quattrinoni pubblici!
Poi ““Contro la crisi subprime le banche devono raccogliere altri 350 miliardi di dollari”. ”
E quando Paulson ne ha raccolti 700 Wall Street gli ha riso in faccia.
Azz… questi sono i tecnici che dobbiamo lasciar lavorare al pallottoliere? A naso direi che bisogna cambiare o loro o il pallottoliere perchè delle due una: o non san far di conto oppure il pallottoliere è rotto.
Andiam pure avanti.
“Alcuni prezzi saliranno, forse molto. È possibile che si moltiplichino le richieste di protezione sociale, che si formi un consenso intorno a richieste pericolose come quella della scala mobile.”
Ma in una situazione di deleveraging si rischia la deflazione piuttosto che l’inflazione. A meno che non si voglia ocntinuare con politiche dissennate come la creazione continua di denaro senza ricchezza sottostante, quelle sì politiche inflazionistiche Pomicino-style.
A quel punto è irresponsabile chiedere la difesa del potere d’acquisto dei “famosi uomini comuni” o sono loro che devono pagare il salvataggio di aziende finanziarie decotte e rovinate da manager incapaci se non fraudolenti? Se sì, diciamolo chiaramente senza giochi di paroli melensi e, appunto, in ultima analisi ridicoli.
Diciamo che vogliamo una bella inflazione in stil post bellico così tutti i titoli di debito si azzerano come valore reale in stile Prestito Irredimibile, affanculo i risparmi dei poveracci, ma senza neanche la decapitazione dei vertici politici ed economici che si solito una guerra persa comporta.
Cazzo, la quadratura del cerchio, e io manco l’avevo capita!
“che anche stasera verranno da me per capire se gli equity linked che gli ha venduto il loro assicuratore”
leggasi
“che anche stasera verranno da me per capire COSA SONO gli equity linked che gli ha venduto il loro assicuratore”
Ma scusa, un po’ di realismo. Come funziona questa palingenesi di cui tu parli? Fucilazione, o semplice licenziamento, di tutti i governatori, di tutti i tecnici, di tutto lo staff, in tutte le banche centrali e i ministeri dell’economia, subito? E con chi la sostituisci, tutta questa gente? Prelevi di peso migliaia di persone che fanno un altro lavoro e fermi tutto il mondo per tre anni minimo, mentre fai loro studiare l’economia? Vogliamo buttare via il bambino con l’acqua sporca e colpirne cento per punirne uno? Era esattamente questo che intendevo con l’idea che tutti vogliono un colpevole. Trovare un capro espiatorio risponde a una necessità emotiva, nè economica nè politica. Mi spieghi dopo la purga che hai in mente cosa succede? Chi decide chi purgare e chi no? E, ripeto: come li sostituisci? Guarda che solo nell’area dell’Euro gli economisti di banca centrale saranno un migliaio (guesstimate, forse di meno), dove li andiamo a prendere quelli nuovi?
Capirai che in un momento di difficoltà è molto più ragionevole non circondare le istituzioni di sfiducia e di maldicenza (talvolta è proprio solo quella), perchè tanto non è che poi arrivi tu con la Kriptonite a salvare il mondo. Niente contro un atteggiamento critico, ma molto contro un atteggiamento dozzinale. Certo, si sono fatti degli errori. Sarebbe stato meglio di no. A suo tempo si penserà a sostituire le figure inadeguate. Le grida in piazza mi hanno sempre dato fastidio perchè sono una persona civile. Mi stupisco che sia un concetto così difficile da trasmettere. E’ anche per quello che invitavo a focalizzarsi sulle cose serie più che sul clamore della folla: ad esempio come fare sì che i regolatori siano “streetwise” e non libreschi, problema di difficilissima soluzione che ha un ruolo non marginale nella corrente crisi.
A proposito di quello che ha detto Draghi, è cosa risaputa che i banchieri centrali hanno dovere di tranquillizzare i mercati e di non esagerare la portata degli eventi per non crearne di peggiori. Poi ok, la stima che il peggio fosse passato era sbagliata. Così come tutte le altre. Ma, a meno che tu non abbia un contatto diretto con San Giuseppe e non lo possa mettere a fare il governatore, il picconamento di tubi è futile. Il mandato di Draghi è a termine. Non è una carica elettiva, ma sono certa che se la pressione dell’opinione pubblica fosse molto forte rinuncerebbe al rinnovo (è una persona seria). Voglio dire però che chiedere la testa di Draghi ADESSO è equivalente a picchiare uno perchè gli hanno rubato la macchina al posto che picchiare il ladro.
Poi davvero, non capisco. Vorresti che da domani nelle istituzioni si smettesse di lavorare in segno di penitenza? E chi ci guadagna?
Circa i tuoi amici, l’unica cosa che puoi dire loro è che è meglio non acquistare un prodotto di cui non si comprendono le caratteristiche. E’ straordinario come le persone lo capiscano benissimo quando si tratta di offerte telefoniche e poi invece quando si tratta di prodotti finanziari no. Sarà forse che siamo troppo sensibili al miraggio dei soldi? E quindi pure in un mondo che protegge l’investitore che vuole essere prudente si decide di rischiare senza sapere. Hai presente il programma “Patti chiari”, a cui praticamente tutte le banche aderiscono? Beh, c’è una lista di titoli a basso rischio e basso rendimento, che la banca ha l’obbligo (rispettato) di contrassegnare nei sistemi di trading elettronici e di segnalare ai clienti con basso profilo di rischio – come da questionario MIFID e suoi predecessori – quando vogliano fare un investimento. Poi i clienti dicono di no, perchè il 3.5% gli sembra poco. E allora scusa, che non si lamentassero, a un certo punto. E’ giusto proteggere l’uomo comune da conseguenze di fatti per cui non è affatto responsabile (tipo: il mercato interbancario collassa, si blocca il sistema dei pagamenti, io persona qualsiasi non riesco a effettuare pagamenti urgenti, vengo sanzionato), però non mi sembra che comprarsi una polizza index linked sia un atto avulso dalla volontà.
Wow. Per un momento ho temuto che il post l’avesse scritto libertyfirst. E stavo per scomunicarlo.
Che dire. Non so se dare ragione più ad AG o a LibertyFirst. Di sicuro non all’autore dell’articolo. Il problema caro autore è che adesso, per dare un pò di respiro, asfissi il futuro, come giustamente dice LF. Ma questo mi starebbe anche bene, se subito dopo adotti quelle riforme strutturali di cui il mondo ha bisogno.
E diciamo subito che le riforme strutturali sono principalmente UNA. Nessuno si inventa più né denaro, né credito. Denaro-Merce. Ma non per nostalgie del passato. Perché è l’unica cosa coerente con la vita. Il denaro inventato non è coerente con nulla. Il denaro inventato si chiama TRUFFA. Non ha altri termini. E crea questi squilibri che adesso vorrebbero curare con le overdosi di denaro. Il problema è un aut-aut. Se non fai questa riforma, non risolvi proprio nulla. E’ scontato, come la morte e tasse. Come la legge di gravità.
MA siccome sono sicuro, certo al 100%, ci metto la mano sul fuoco, che nessun establishment politico avrà mai il coraggio di levarsi la possibilità di crearsi soldi dal nulla, e so che tutti voi scommettereste assieme a me, la conclusione è che QUESTA CRISI NON PUO’ FINIRE.
Non c’è assolutamente speranza. Adesso, invece di fare post sugli interventi governativi, invece di difendere quelli del pallottoliere (in realtà non è un pallottoliere ma un’urna del bingo), bisognerebbe fare il passo successivo.
Dove ci porterà la crisi? Iperinflazione, come dice AG e come penso anche io? Guerra mondiale per trovare un capro espiatorio e per dare un’altra motivazione all’azzeramento dell’economia? Oppure un socialismo reale mondiale in cui saremo semplicemente schiavizzati ?
Ecco. Questo sarebbe un post, o un paper interessante.
Eh no però…
“Mi stupisco che sia un concetto così difficile da trasmettere.”
Io mi stupisco che si adifficile da trasmettere il concetto che dopo una Caporetta Cadorna si deve levare di torno. E’ così difficile?
Per cortesia, non tirare fuori per salvare Draghi, che io ho scritto che voglio licenziare migliaia di dipendenti delle banche centrali.
E’ lo stesso artifizio retorico che usavano i Berluscones quando si doveva chiudere Rete4 per sentenza della Corte Costituzionale. E poi le centinaia di dipendenti?
Tu dici “lasciateli lavorare”, io dico “toglieteli da lì che han già fatto troppi danni”. Non è fucilazione. è evitare altri disastri quali nuova produzione di moneta senza un sottostante reale. Cosa che non è Keyneismo (vedi il bancor), è Pomicinismo!
Poi non si dimettano, si dimettano, almeno stiano zitti che han già fatto, l’importante è comunque prendere altre vie, non sono le forche in piazza che mi interessano.
Per quanto riguarda i miei amici, io ho dato la stessa risposta a loro (e in un commento nel pezzo di ieri di Alessandro).
Però visto che devo usare i sottotitoli per i non capenti la citazione era diretta a chi diceva che “i tecnici che si arrabattano sul pallottoliere per evitare che domani ci vada di mezzo il famoso uomo comune.”
AHO! SVEGLIA! Ndo vivi???
Il famoso uomo comune ci è già in mezzo fino al collo.
Che poi sia anche per colpa sua che preferiva leggere del nuovo SUV Mercedes (lui) o dei meravigliosi nuovi prodotti Bio che aprono i Chakra (lei) invece di interessarsi un minimo ai prodotti che gli vendevano, questo è un altro discorso che non c’entra un fico secco con quello che hai scritto tu.
Si, ma insisto.
Voi che fate?
Quello che in inglese si chiama “Armchair policymaker”.
Qualcuno di voi mi può dimostrare un impegno concreto per risolvere i problemi?
Ad esempio qualcuno di voi ha provato a candidarsi in una lista e a entrare nel processo decisionale politico?
Qualcuno di voi partecipa agli aspetti tecnici della policy?
Insomma: vi sbattete (lacrime e sangue, fatica e lavoro) o vi intrattenete solo a scrivere commenti su Internet?
Qualcuno vi paga per le vostre qualificate opinioni?
Pubblicate su qualche rivista?
Fate lobbying in strutture che rendano tale attività efficace?
Se le risposte erano tutte “no”, contrariamente a quanto accade con i questionari degli alcolisti anonimi avete un problema. Ovvero, parlate ma non siete disposti a mettere la vostra sopravvivenza sulla linea di fuoco. E lo so: fare politica è duro perchè ci sono caste impermeabili, fare i tecnici è duro perchè bisogna studiare e smazzarsi un sacco di rotture noiose, pubblicare è duro perchè bisogna scrivere sulla stessa cosa per mesi e rifinire molto di più rispetto a un post in rete.
Tuttavia – e concludo in questo post avendo premuto “Invio” per sbaglio – non esistono, come voi stessi mi insegnate, pasti gratis. Allora perchè a voi sì?
Fammi capire.
Invece di controbattere sul merito della questione, tu mi chiedi cosa faccio io nella vita?
Perchè se faccio il pescivendolo ma quello che dico ha una base condivisibile diventa automaticamente una cavolata perchè incarto pesce? E poi parli di caste?
Comunque per tua informazione, avresti dovuto capire che non sono al di fuori di un certo mondo. Conosco bene le dirigenze bancarie e i loro programmi di salario discrezionale e mi ricordo bene dei tecnici come TPS quando allora in Bankitalia propougnavano che metà dello stipendio dei bancari doveva essere legato ai risultati.
E i risultati, a casa mia, si fanno sulla pelle dei clienti.
Tu devi eri quindi in quel momento? A rischiare la vita facendo solenni studi sugli aggregati monetari? O sulla trincea della curva IS/LM?
No sai giusto per sapere, curiosità da alcoolisti.
Ma torniamo sul punto della questione adesso?
Beh, la domanda non è irrilevante. Un pescivendolo può avere validissime opinioni, tant’è che sono completamente a favore del fatto che vada a votare (contrariamente a qualcun altro che non ama la democrazia). Però non sono d’accordo nel coinvolgere il pescivendolo nella scelta tecnica: è una questione di professionalità. Io d’altronde oggi ho incollato due vetri col silicone e facevano schifo, mica sappiamo fare tutto.
Sul punto non so che dirti, tu non hai risposto al mio punto (=tu cosa faresti, a parte chiamare Superman?), attendo.
“Però non sono d’accordo nel coinvolgere il pescivendolo nella scelta tecnica: è una questione di professionalità. ”
A meno che non sia un pescivendolo con conoscenze tecniche. O meglio: a me del fatto che sia un pescivendolo poco importa. Se io infatti mi trovassi di fronte a un incompetente, avrei facile gioco nel rispondergli nel merito: è così e cosà, tu sbagli qui e qua, di là e di là non è così ed ecco le prove.
A me sembra che gli accademici debbano fare gli accademici, e tra gli accademici di sostenitori della teoria di Ale, così come di quella di Pietro, così come ancora della tua, ce ne siano. Noi qui stiamo discutendo non da accademici, ma se Ale fosse nel torto – parlo per ipotesi – non ci vorrebbe molto a dimostrarglielo. E però questo finora nel dibattito non mi sembra sia accaduto.
A prescindere da chi fa il pesciarolo, il macellaio, il pappone o – peggio di tutti! – il giornalista.
Beh, sai, c’è poco da dimostrare. Fare l’economista non vuol dire avere la sfera di cristallo. Io volevo solo dire: basta con le pubbliche impiccagioni e lasciate in pace la gente che lavora. Ma se necessaria una risposta sul punto provvedo. Non ora che sto uscendo… ma nemmeno tra 100 anni. Buona serata ai lettori tutti!
“Sul punto non so che dirti, tu non hai risposto al mio punto (=tu cosa faresti, a parte chiamare Superman?), attendo.”
Invece di gettare risorse dentro il pozzo nero delle banche, scaricandone il costo sul debito pubblico, sarebbe molto meglio che lo Stato contribuisse al deleveraging investendo nell’economia reale ammortizzando un po’ la caduta, che tanto non si può evitare ma solo al massimo traslare nel futuro (breve).
Cioè un VERO piano keynesiano non la replica di Cirino Pomicino.
@ Topinamburs
“basta con le pubbliche impiccagioni e lasciate in pace la gente che lavora.”
Jawohl!
“Ma se necessaria una risposta sul punto provvedo”.
Sai com’è, non vorrei sembrarti superficiale, ma di questo parlavamo.
@ AG
sei il solito, vecchio, inguaribile, schifosissimo statalista!
Cari amici,
il problema è UNO solo, come giustamente dice Libertyfighter.
Se togliamo il giocattolo del fiat-money fine dei business-cycle.
Solo che poi “la sezione di politica nelle librerie andrebbe riclassificata come fantascienza”.
Politici che dovrebbero poi render conto di ciò che fanno, individuare ed affrontare problemi reali, crescita legata al golden-mean.
Fantascienza appunto.
Chi ci vuole realmente tornare alla crescita legata alla produzione reale?
Nessuno.
Il fiat-money garantisce a generazioni alterne di prosperare ben oltre i propri mezzi e la propria produzione di ricchezza.
Peccato che ai trentenni di oggi vada a finire in quel posto…
Tutto qui.
“Peccato che ai trentenni di oggi vada a finire in quel posto…”
Mmm. Sarà che sono del 1978, ma ho dei problemi a sedermi.
Comunque, per rispondere a topinambour in merito al “tu cosa fai”. Beh, per conto mio si, sono iscritto ad un movimento politico il Movimento Libertario. Ci proviamo a farci sentire, ma credi che a qualcuno che conta interessi veramente sapere il perché accadono certe cose, oppure sia più interessato a tenere unito il giocattolo con il fil di ferro?
Hai mai visto un economista austriaco intervistato in televisione in Italia? Non dico un accademico, ma almeno un simpatizzante. Hai sentito per caso una intervista sul punto a Martino, che austriaco non è, ma almeno Friedmaniano…
COME ti fai sentire? Secondo te, se chiedo ai vari Vespa, Santoro, Floris, Mentana, di parlare durante il talk a nome del “movimento libertario”, che mi rispondono?
Veniamo al COSA PROPONGO.
Semplice. Ritorno al Gold Standard. Banche a Riserva Integrale. Come farlo? Ecco. Questo dovrebbero studiare i “tecnici”. Non come distruggere ancor di più l’economia. Dopodiché, per manifesta mancanza di funzioni, si comincia col chiudere la BCE e la FED. Dove andranno i loro lavoratori? Esattamente dove vanno i professori che la Gelmini licenzierà. O le tonnellate di lavoratori delle PMI che ogni anno falliscono. In pratica, CHI SE NE FREGA. Faranno i pescivendoli, così magari imparano l’economia. E intanto, per effetto della concorrenza, il pesce lo pagheremo meno.
Il problema caro Libertyfighter è che al mondo ci sono solo 125.000 tonnelate d’oro e che sono tutte in pochissime mani… E che se ne estrae molto poco, e le poche miniere attive sono tutte nelle stesse mani che detengono le suddette 125.000 tonnelate.
Inoltre, che de-leverage e deflation devi imporre per allineare l’economia mondiale alle 125.000 tonnellate d’oro?
Sei sicuro di volerlo?
Anche io sarei tentato dal “gold standard” ma essendo una “risorsa finita” impedirebbe una politica monetaria in caso di crescita REALE dell’economia.
Molto meglio il bancor di Keynes legato alla bilancia dei pagamenti di ogni nazione.
Breve commento su pescivendoli e chairman della Fed.
Se Greenspan avesse fatto il pescivendolo, ora non staremmo in questi casini, che sono stati, se non causati, perlomeno grandemente amplificati dalla politica monetaria dal 2000 al 2008. Per non risalire ad ancor prima.
Se nel breve termine abbiamo un problema di tenuta strutturale immediata, nel medio termine abbiamo il problema di impedire alle autorità di combinare gli stessi casini che hanno combinato finora, mettendo loro dei vincoli stretti.
Mi permetto un paragone molto chiaro (avrei voluto trovarne uno meno value ridden): un cocainomane ha un infarto. Nel breve termine bisogna affrontare il problema cardiaco; nel medio termine bisogna affrontare la radice del problema, e non solo i sintomi.
Mi sembra un modo realistico e sensato di approcciare la questione.
PS Il paragone con Cadorna è perfetto. Abbiamo un problema strutturale, perché la nostra architettura monetaria ha consentito ciò. Abbiamo anche gli effetti di questi problemi strutturali. Non dobbiamo dimenticarli, ma neanche occuparci solo dei sintomi e non discutere il potere delle autorità. Sarebbe miope, e nel medio-lungo termine inutile, se non dannoso.
@Prometeo.
Ai fini del libero scambio non è importante la quantità di oro. Esistono i sottomultipli. Al limite si ottiene un valore dell’oro altissimo. Inoltre l’importante è legare le monete alle merci. Non è detto che sia per forza l’oro. Il gold standard lo dico perché é quello di cui ci si ricorda di più. Puoi perfino tentare un sistema monetario bi o tri metallico. Anche se è provato che crea problemi, sicuramente non puoi andar peggio di così. Il problema della poca estrazione secondo me significa solo un aumento del valore della moneta di pari passo con la crescita economica. Non vedo perché l’aumento del potere di acquisto della moneta dovrebbe essere un problema. Magari mi sbaglio.
@AG
Adesso mi informo anche se il nome Keynes accostato ad essi non gioca certo a loro favore.
bancor. Non so cosa sono
Il problema che l’oro è una risorsa finita invece, non è un problema. IL MONDO è una risorsa finita. Se le risorse fossero infinite, non esisterebbe il concetto di economia. Essendo il mondo una risorsa finita, è ovvio che puoi comprarne dei pezzi solo con altre risorse finite. Se la merce di scambio fosse una “risorsa infinita” (termine credo ridondante), quale sarebbe il valore nominale di un’ unità della risorsa infinita? MONDO / QUANTITA’ DI RISORSE. Ovvero 0. Il discorso è un pò fatto con l’accetta, ma tant’è.
Il fatto che l’oro sia soltanto in pochissime mani è un problema che dovrebbe essere affrontato. Non è colpa certo nostra, se chi se lo doveva tenere per garantire la moneta lo ha venduto. E’ un problema che volenti o nolenti affronteremo, perché quando crollerà il sistema monetario e dollaro ed euro varranno carta straccia, chi avrà ORO continuerà ad avere capitali, in quanto prevedibilmente le persone continueranno a scambiarselo come han sempre fatto. Mi spiego meglio. Il vero potere economico, una volta caduta la moneta di carta straccia, sarà detenuto da coloro che avranno beni reali. Il fesso che si ritrova con un conto in banca di 2G euro, non avrà nulla. Ma il contadino che ha 10 ettari di terra invece, sarà molto ricco. Idem per quei pochissimi che avranno oro, argento, platino… Il mondo sarà di proprietà di chi ha le merci. Come del resto è sempre stato dal 5000 a.C. fino all’avvento della FED.
L’architettura monetaria non è un dopo di Dio o una legge di natura…
Il deleverage e la deflation mostruosa che bisognerebbe mettere in atto per ricondurre il mondo al gold-standard i primi a non volerla sono i politici per non vinire nei film di Star Trek o Star Wars se preferite.
Il fatto che per la prima volta nella storia del G7 i governi in autonomia dalle rispettive comunità abbiano stanziato di comune accordo e all’unisono 1700 miliardi di euro senza nemmeno chiedere all’UE un commento.
Quanto oggi l’UE ci dice pure di colore dobbiamo vestire la mutande ed il diametro delle mele che dobbiamo mangiare………….
I primi danneggiati dal default sarebbero i politici che vogliono rimanere a fare i fan-cazzisti strapagati di oggi invece che le comparse nei film di fantascienza.
Tutte le cazzate che fanno… senza il nostro regime monetario sarebbero semplicemente ed immediatamente impossibile.
I signori dell’oro, che tanto per fare i nomi sono Rothshild e Rockefeller, gradirebbero assai la deflation necessaria per il ritorno al gold-standard, dato che il “gold” ce l’hanno loro, ma i politici non vogliono.
Il trade-off è: continuare a fare il premier vendendo “pane e figa per tutti” o tornare a lavorare.
Cosa pensate scelgano?
Ah Prometeo. Sono perfettamente daccordo, come mi pare di aver evidenziato in un commento. La situazione però non dura all’infinito. Prima o poi si torna al baratto. Io per conto mio, mi compro gold.