“I pm di Caltanissetta lanciano una bomba sulla testa di Berlusconi, questo è terrorismo!”, titolano all’unisono i due quotidiani. Excusatio non petita?
La serata deve essere stata nervosetta: iri i pubblici ministeri di Caltanissetta che hanno riaperto le indagini su via D’Amelio, parlando davanti alla commissione Antimafia, riferiscono di essere “A un passo da una verità clamorosa forse troppo pesante per la politica”. Ma il presidente della commissione Beppe Pisanu nega: “Mai pronunciate quelle parole”, e anche il procuratore Lari smentisce la dichiarazione.
GIORNALE GENIALE - Ma questo evidentemente non basta al Giornale e a Libero, che partono all’unisono all’attacco dei giudici. “Annuncio dei Pm di Caltanissetta: una bomba sulla testa di Berlusconi” titola il quotidiano di Feltri e Sallusti. “Sulla morte di Borsellino siamo vicini alla verità, la politica potrebbe non reggere il peso”, ripete il Giornale senza menzionare la successiva smentita di Pisanu che, eppure, è un rappresentante del Popolo delle Libertà e un ex fondatore di Forza Italia. Anzi, rincarano: “Questo è terrorismo”, esclamano nel finale, mentre ricordano che “sulle intercettazioni si cambia ancora. Morale? Resteremo un paese di spiati”. 
LIBERO PIZZINO – Più arrabbiato ancora il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro: “I giudici minacciano Silvio”, titola con i soliti caratteri cubitali, e poi: “Messaggio esplosivo e sinistro dai pm siciliani che indagano sulla mafia e la morte di Borsellino”. Mentre nell’editoriale firmato da Feltri, sempre sul Giornale, si parla di una “bomba atomica, una minaccia che, se non fosse stata pronunciata da due magistrati, potrebbe essere scambiata per una minaccia oscura al Palazzo in cui si decidono i destini del paese”. E sempre Feltri annuncia la deflagrazione delle prove per la giornata di oggi, e l’arrivo di una serie di evidenze in grado di legare i destini della fondazione di Forza Italia a quelli della mafia. Tutti discorsi già usciti nei mesi e negli anni scorsi, mentre non si fa menzione del legame, anche quello altrettanto pesante per la politica, tra elementi di Stato ed Antistato di allora: anche quello potrebbe essere altrettanto deflagrante e difficile da reggere, per chiunque parli della storia. Soprattutto se vedesse il coinvolgimento dei servizi segreti, e di chi dava gli ordini. Insomma, di argomenti, le stragi, se ne portano dietro tantissimi. Non si capisce perché i due giornali vicini al premier “puntino” soprattutto su Berlusconi. Si vede che magari sanno qualcosa che noi non sappiamo…



Mettono le mani avanti, anche se nel loro caso equivale a metterle dietro, visto che hanno la faccia come… (_._)
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Praticamente, una confessione per conto terzi.