LA PRIGIONIA - Le cose peggiorano. L’ordine di detenzione amministrativa arriva il 12 giugno. La corte stabilisce quattro mesi di detenzione per Salwa e cinque per Sara. Il 18 giugno la corte militare conferma l’ordine. Nel periodo che va dal 8 giug
no al 21 luglio, le due ragazze non hanno la possibilità di contattare i propri famigliari e riescono a parlare solo con gli avvocati di Addameer. Nonostante il ricorso in appello, il 16 luglio la corte conferma l’ordine di detenzione commutando però la pena per Sara da cinque a quattro mesi. Il 4 ottobre scade il termine di detenzione, ma Salwa e Sara restano dietro le sbarre. Il 5 ottobre ricevono un secondo ordine di detenzione. Il giudice militare Eyal Noon prolunga l’ordine di altri tre mesi, fino al 3 gennaio 2009. Nella sentenza il giudice afferma che le due ragazze “sono pericolose”, non adducendo nessuna informazione in merito ai motivi del provvedimento.
LE MOTIVAZIONI – Addameer lancia un appello* per sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso delle due ragazze che hanno il triste record di essere le prime (donne) ad essere sottoposte a regime di detenzione amministrativa. Basandosi sulla Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo (Art. 37b), nel documento si insiste sulla questione della privazione della libertà del minore come “ultima risorsa e per il più breve periodo di tempo possibile”. Molte persone rispondono all’appello e, come richiesto, inviano lettere di protesta alle autorità israeliane. Come si può vedere qui, qui e anche qui, il Ministero della Giustizia israeliano – Dipartimento Diritti Umani e Relazioni Estere – si prende la briga di rispondere, ma non specifica affatto i motivi dell’arresto se non con un “Jeopardize the security on the area” che tradotto sarebbe più o meno: “mettere in pericolo la sicurezza dell’area”.
NIENTE ACCUSA, NIENTE PROCESSO - Una delle cose preoccupanti in questa e altre storie è che le autorità israeliane possono tenere in regime di detenzione ammin
istrativa una persona a tempo indeterminato. Un esempio è quello del sindaco di Qalqiliya che nel 2006 è liberato dopo 44 mesi senza subire un regolare processo. Salwa e Sara restano in carcere e non sanno perché. Non c’è nessuna accusa formale contro di loro e all’orizzonte non si vede l’inizio di nessun processo, anche perché senza accusa non si può processare proprio nessuno. In pieno stile spaghetti western conditi di (in)giustizia sommaria e “guerra preventiva” al terrorismo. Oggi i detenuti amministrativi palestinesi in Israele sono circa 750. Nessuno di loro conosce i termini della detenzione. “La Potenza occupante non deve deportare o trasferire parte della propria popolazione civile nel territorio che occupa”. Il solito vecchio art. 4 della Convenzione di Ginevra.
* L’autore (a titolo personale e non di Giornalettismo) invita tutti i lettori a rispondere all’appello (cliccate, prego, per scaricare l’allegato) dell’Organizzazione Non Governativa Addameer inviando una lettera di protesta alle autorità israeliane.
Foto su licenza Creative Commons di novecentino, edo-finelight e antifluor.




Bravo molto interessante. Suggerisco pero di precisare meglio che l’articolo continua nella second pagina perche non si capisce bene..ed è un peccato perdersi l’articolo intero.
Oddio! C’è scritto: “Continua a leggere!!!” Più chiaro di cosi! Che pigra.
certo che non è giusto che siano state imprigionate le due ragazze ma mi spiegate perchè in irak i cattoli vengono uccisi o devono scappare e altrettanto avviene in india nella indifferenza dei media e di quanti altri …
Certo,sarebbe onesto parlare delle illegali detenzioni nei manicomi avvenute in tempirecenti in ex unione sovietica, e se non ricordo male in quel paese non vi era un rischio di terrorismo costante.
Certo, a me viene in mente spontanea la domanda, ma le fanciulle in questione invece di attentare alla sicurezza di Israele, non avrebbero dovuto rimanere a casa ?
Certo, mi viene in mente che le varie organizzazione palestinesi sono definite terroriste, e che non sono rare le fanciule che si fanno saltare in aria in nome della Palesina libera.
Certo, se questo avviene contro Israele tutto bene, tanto bene ce la prendiamo con le leggi razziali per dire che in fondo noi agli ebrei vogliamo bene e che è giusto che abbiano uno stato.
Certo, le fanciulle in questione dicono che sono state maltratte, umiliate, forse anche stuprate, ma nessuno pensa alle bombe che esplone contro gli autobus scolastici. Quelli sono minori che non hanno diritti. Sono ebrei!!! ma tanto l’autore critica le legi razziali, quindi lui è a posto.
Certo…….
Francesco
Certo che l’autore critica le leggi razziali ci mancherebbe altro. Certo che l’autore critica il terrorismo ci mancherebbe altro. E certo pure che l’autore è uno strenuo difensore dello stato di diritto. A me non pare che le ragazze siano state arrestate su un autobus nel centro di Tel Aviv cariche di tritolo. Il tuo post è un pò confuso. Perché ogni volta che si parla della politica dello stato di Israele si finisce sempre a parlare di kamikaze?
Perchè il sonno della ragione genera mostri.
Ed è un sonno così confortante!
Bell’articolo, leggendolo assieme ai commenti mi è venuta in mente una battuta che un amico spesso dice sul razzismo. Parlando dei negri dice, “io non sono razzista, perché i negri non sono una razza”. La battuta va vista in senso spiritoso, ma il problema è che nel mondo “reale” ci sono situazioni simili che di comico non hanno nulla. Nella negazione di realtà ovvie (nel caso delle due ragazze sono diritti ovvii) prolifera l’incertezza, la paura, l’odio.
Caro Francesco, Alex picca per obiettività! Per lui tutte le ragazze palestinese sono poveri, indifesi ,angeli. Ricordo, che a parte tutte quelle che si sono fatte esplodere, dopo essere state plagiate, v’è stata una brava furbetta (durante la seconda ‘intifada’), la quale adescò un giovane ebreo sulla chat, gli diede un appuntamento, dove però si presentarono alcuni terroristi palestinesi per assassinarlo.
Caro Francesco, discutere con Alex e i suoi collaboratori che non paga su giornalettismo (quasi un caporalato intellettuale), è difficile.
Ripeto, Alex è un fanatico antisemita!
Oh scusate mi capita solo ora di leggere il commento di Leonardo. A parte che scrive:”Ripeto, Alex è un fanatico antisemita!”, ma per ripetere una cosa bisogna averla detta in precedenza e non l’ha fatto…va be niente di grave. Non entro nel merito degli insulti gratuiti. Credo che Leonardo non abbia letto bene i miei articoli. Solo una cosa: anche se uno fosse povero, indifeso, angelo ecc, per me non giustificherebbe comunque il farsi saltare in aria tra i civili. Gradirei argomentazioni più condite, altrimenti risparmiatevi i polpastrelli.
Lo spionaggio di Israele è molto efficiente, altrimenti come farebbe a scovare i capi di Hamas a Gaza? Evidemtemente le due ragazze in questione hanno a che fare col terrorismo palestinese. la polizia israeliana non deve ufficialmente accusarle perchè i terroristi potrebbero pensare che ‘parlano’. Meglio far credere che stanno resistendo come martiri alle pressioni della polizia.
I pesci piccoli servono per prendere quelli più grandi. Col garantismo di Alex, addio prevenzione al terrorismo!
L’insieme degli articoli di Alex parlano per lui, cioè intende ghetizzare Israele come uno Stato antidemocratico e malvagio. A ripetere: nei suoi articoli Alex sembra sfogare un antisemitismo latente in lui. Non è un insulto, ma è una precisa identificazione culturale del soggetto. Non occorre essere un nazista per covare sentimenti antisemiti!
Tuttavia, la domanda che richiede necessariamente una risposta è la seguente: perchè trovano così facilmente spazio gli articoli di Alex contro Israele?
Attendo la risposta decisiva circa il seguente argomento: perchè trovano facilmente spazio gli articoli di Alex?
@ ale:
1) don’t feed the troll
2) se vuoi, visto che dare dell’antisemita a qualcuno è reato, abbiamo l’ip.
“Evidemtemente le due ragazze in questione hanno a che fare col terrorismo palestinese.”
Scusami, ma in base a cosa tu motivi un’affermazione simile?
Solo perchè arrestate, sono dei terroristi?
“Col garantismo di Alex, addio prevenzione al terrorismo!”
Ti fà schifo il garantismo?
Trovi cosi riprovevole avere dei diritti che ti difendano da soprusi, arresti ingiusti o processi sommari?
Quindi la pensi come i dittatori alla Saddam che per preservare la sicurezza nazionale hanno torturato ed ucciso, chiunque la pensava in modo diverso… o solo si avesse il sospetto che la pensasse in modo diverso.
Tu chiami la convenzione di Ginevra un garantismo di Alex?
Capisco che si debbano usare molti mezzi per cobattere il terrorismo, ma non si può prendere qualcuno a caso sbatterlo dentro per 1-2 anni e poi liberarlo senza manco uno straccio di accusa/processo.
Nel merito israele-palestina non mi trovo mai in accordo ne con uno ne con l’altro, semplicemente perchè credo che entrambe le fazioni sbaglino nel comportamento.
E’facile chiacchierare di medio oriente da un paese che ha dei diritti e dove non rischi di saltare in aria in un supermercato od essere centrato dall’artiglieria militare.
quoto Tetsuo, soprattutto le ultime 6 righe
Non seguo i troll, garantisco. Non querelo nessuno. Tetsuo tu stesso/a hai parlato della convenzione di Ginevra. Ne parliamo o non ne parliamo di questi benedetti diritti? Comunque leggetevi il nuovo pezzo, una volta tanto parlo dei cattivi palestinesi e del caos in cui di trovano.
Alex ammette: ‘una volta tanto parlo…’ Anche nell’ultimo art. non c’è commento severo verso il terrorismo palestinese (e.g. si giustificano i tunnel dai quali passano armi ed esplosivi).
Paragonare l’Iraq di Saddam con Israele diventerà la ca…volata del secolo!
Ripeto: Alex deve spiegare perchè i suoi articoli sono facilmente accolti; forse Greg for change può dargli una mano a rispondere se è sufficientemente informato su quanto accaduto il giorno in cui il Presidente della Camera Fini ha visitato la Sinagoga di Roma. Greg for change, il ‘giornalista’ sa cosa è accaduto?