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“Salvate i cani abbandonati da Siracusa”

Che fine faranno non si sa ancora. Intanto una piccola parte di Siracusa si è mobilitata intorno a 146 cani e gatti che ora rischiano la soppressione. Ilaria Fagotto, che si è occupata con amore di loro per tantissimi anni, è stata sfrattata dal terreno dove viveva e dove circolavano i quattro zampe. Ora gli animali rischiano grosso perché il comune non ha soldi sufficienti per occuparsi di loro. E loro, in branco e senza cibo, potrebbero diventare un pericolo effettivo per gli abitanti, portando le autorità locali a chiederne l’abbattimento. Così Ilaria ha iniziato una campagna di adozione on line, lanciata su Facebook da Oh Mag Siracusa.

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(Foto Facebook/Getty Images)

LA SITUAZIONE – A Siracusa esistono due canili attivi, “Snoopy” e “Piccolo Panda”. Il problema del randagismo qui, è vecchio come il mondo. Nel novembre del 2011, se qualcuno trovavano un cagnolino per le vie sicule i vigili urbani rispondevano di lasciarlo “per strada”. In base alle tariffe stabilite dell’8 Maggio 2006 “Chiunque faccia richiesta di Autorizzazione a consegnare cani adulti o cucciolate nelle strutture di ricovero, dovrà corrispondere al Comune l’onere forfettario di € 60,00 quale quota di compartecipazione alle spese relative al loro ricovero e mantenimento”. Eppure il comune sborsa e da anni promette un canile che non arriva mai. Una lista civica, chiamata Movimento civico 734, ha denunciato da poco sui quotidiani locali costi troppo alti: “Il servizio di custodia e mantenimento dei cani attualmente ha un costo a carico del Bilancio Comunale che si aggira sui 40mila euro mensili mentre il servizio di cattura degli animali vaganti ha un costo di circa 3.500 euro mensili sia che vengano catturati sia che non ne vengano catturati”. Il canile comunale intanto non c’è. Il 18 Marzo 2006 su Il Ponte di Siracusa l’ingegnere Capo del Comune, Andrea Figura parlava di una struttura “imminente”:

“L’Amministrazione ha due obiettivi: uno a lungo termine, cioè la realizzazione del canile municipale e l’altro più immediato che consiste nell’attivare il canile sanitario (…) L’intervento messo in atto per 70.000 Euro ha riguardato una ex scuola rurale in contrada Arenella, ma l’edificio è stato restaurato solo in minima parte per creare una sala operatoria, il resto è un prefabbricato con i box……….Per quanto ci riguarda potremmo già oggi consegnare la struttura; il ritardo registrato infatti è stato soprattutto dovuto al percorso un po’ tortuoso dell’opera perché i veterinari che si sono succeduti nel tempo hanno di volta in volta espresso esigenze diverse e richiesto via via alcune modifiche; ciò ha rallentato i lavori”.

IL GIRO – I soldi sono stati investiti, ma nulla migliora nella città siciliana. Non solo. A Siracusa a quanto pare esistono cani zombie. A dimostrarlo una interrogazione del 2009, presentata da Barbara Mannucci, Pdl, al Ministero della Salute. Nel documento si parla di numeri e cifre. In quell’anno i cani registrati in Sicilia erano 230.906, di cui 22.550 a Siracusa e provincia. I loro microchip sono consultabili on line. Chi trova un cane smarrito, basta che digiti sul sito del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il codice a 15 cifre, risalendo così all’anagrafe di provenienza. Ma a volte capita che digitando il microchip di un cane deceduto (il cui certificato di morte è stato prontamente depositato in Asl) si scopre in realtà che la bestiola è ancora viva.

Questo si legge nei certificati di morte inviati all’ASL n. 8 di Siracusa ed all’ufficio dell’amministrazione comunale di Siracusa – settore ambiente, uffici dove vengono raccolti i certificati di morte, di smarrimento, di furto e di passaggio di proprietà di un cane:
microchip n. 977200001635380, meticcio, taglia media, maschio, di colore miele, castrato, deceduto per collasso cardiocircolatorio. Il cane presumibilmente è morto il 12 luglio 2006, comunicazione del 13 luglio 2006, inviata il 19 luglio 2006 attraverso fax all’asl ed al comune di Siracusa, settore ambiente
microchip n. 977200004463804, meticcia, taglia media, colore nero, deceduta per collasso cardiocircolatorio, comunicazione scritta del 13 agosto 2006 inviata via fax il 31 agosto 2006 all’AUSL ed al comune di Siracusa;

Il Ministero si è accertato su quegli identificativi, dichiarandoli ora cancellati. Probabilmente il ritardo è dovuto alla “lentezza” burocratica tra Asl e registri. Sarà, ma più passano i giorni, più il cane vivo frutta soldi per eventuali contributi regionali.

LA STORIA – Ma come è arrivata Ilaria ad esser custode di oltre cento bestiole? “Io sono una normale cittadina – racconta – che quindici anni fa aveva i suoi cinque cani. Facevo tennis a livello professionistico, giravo il mondo, ma riuscivo comunque a occuparmi di loro. Un giorno visitai un canile di Siracusa, (allora la situazione era diversa) e vedendo la gravità ho iniziato a fare volontariato presso questo canile. Il responsabile allora, era presidente della Lega Nazionale per la difesa del Cane. A causa di problemi di salute ha dovuto mollare e ho preso io il suo posto”. Ilaria decide di investire tutto sulla cura degli amici a quattro zampe: “Avendo una posizione economica diversa rispetto ad oggi ho aperto una sede al centro di Siracusa. Lo scopo era quello di aiutare gli animali con o senza padrone. Nel frattempo ho aperto anche un negozio per loro”. I problemi però vengono dopo. Forse per il giro e la passione dimostrata, diverse persone optano per abbandonare Fido e Micio davanti all’attività di Ilaria: “Mi trovavo continuamente cartoni pieni di cuccioli o animali legati con filo davanti alla saracinesca o la villa della mia abitazione. Data la mole e il ripetersi degli episodi ho chiesto un aiuto al comune. Così sono riuscita a chiudere una convenzione che al tempo si chiamava “Progetto cuccioli””.

IL PEGGIO– Man mano che però Ilaria entra nel mondo del randagismo, si accorge che qualcosa non va: “Da vent’anni non fanno una gara d’appalto in merito. Gara che per legge dovrebbe partire dai 50mila euro in su. Ho cominciato a denunciare la situazione sui giornali”. Il clima però peggiora. Forse una “coincidenza”, ma le visite di controllo aumentano. “Sono stata sommersa da controlli Asl nella mia attività. A un certo punto la convenzione mi è stata revocata. Io dal 2007 mantengo gli animali di tasca mia, fino al punto di essermi dissanguata e non avere più nulla”. Ilaria ha un terreno di 25mila metri quadri in affitto, dove un centinaio di Fido circolano liberamente. Ma non è tutto rosa e fiori. La Asl multa la donna perché i cani non erano dotati di microchip, nonostante non fossero suoi. Non solo, Ilaria, ha anche subito qualche problema di salute e la situazione è peggiorata: “Prima pagavo qualcuno per aiutarmi ad accudirli. Ora non avendo più soldi lo faccio da sola. Ho sui 50 anni. A settembre, convinta di avere solo l’influenza, continuavo a dargli da mangiare sotto pioggia e vento compreso. Come sempre. Non pensavo di stare così male, ma ho avuto un versamento pleurico. Me la sono scampata per poco. Mentre ero in cura qualche amica stretta e animalista mi ha aiutata. Sono rientrata ora per rimettermi “al lavoro””. La donna è stata male (per tre mesi e mezzo in ospedale). Ha dovuto chiudere l’attività, subendo così grosse perdite economiche. I proprietari, non ricevendo l’affitto regolarmente, hanno optato per lo sfratto, cercando di trovare (in tempi di crisi) un compratore per il terreno. “Ho trenta giorni di tempo per sgomberare. Mi sono rivolta alla Procura, al Comune, in cerca d’aiuto. Ma non ci sono i soldi. L’unica soluzione che mi rimane è fare un appello alla cittadinanza, anche via web”. Ilaria cerca padroncini, possibilmente vicino a Siracusa: “Così potrò andare a trovarli. Lasciamo perdere il dolore mio, quello dato perché non li vedrò più. L’importante è trovare qualcuno che li ami davvero. Finora sono riuscita a piazzarne una ventina, grazie ad amici stretti che mi hanno dato una mano. Nel frattempo ho convocato una conferenza stampa in pieno centro. Vorrei levarmi i “sassolini” dalle scarpe”. Le pietre fastidiose sono date da un muro che Ilaria non è mai riuscito ad abbattere. Lo stesso per cui la città sicula ha problemi irrisolti da anni. “Il fenomeno del randagismo qui ha due facce. Il 99 per cento, quelli che mettono il link e poi quando c’è da dare due croccantini spariscono. Poi c’è quel due per cento, fatto da animalisti veri, che mi hanno dato una mano nelle adozioni. Mi auguro che tutto questo smantelli il randagismo in Italia, perché spesso si guadagna sulla pelle degli animali”.

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