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Immigrati in Francia: 8 mesi di proteste per non essere più un numero

16 luglio 2010

Lavorano, pagano le tasse, versano i contributi, ma non sono francesi e non hanno il permesso di soggiorno. Dopo aver scioperato per quasi un anno ed occupato per tre settimane Place de la Bastille sono riusciti ad ottenere l’attenzione del governo

Lo sciopero al ritmo dello slogan “Lavoriamo qui! Viviamo qui! Restiamo qui!” messo in atto dai lavoratori irregolari di Francia ha avuto buon fine. Dopo aver occupato la Place de la Bastille, a Parigi, per tre settimane al culmine di una protesta partita il 12 ottobre scorso le istituzioni hanno risposto: “Il ministero dell’immigrazione ritiene che oggi sia necessario un testo di regolarizzazione dei lavoratori senza permesso di soggiorno – ha annunciato entusiasta ai manifestanti il sindacalista Raymond Chaveau, a fine giugno, ad otto mesi dall’inizio delle loro manifestazioni – Lo sciopero che stiamo facendo insieme da 8 mesi conterà come 8 mesi di attività retribuita. Lo sciopero ha pagato. La trattativa prosegue. Prosegue nella settimana e deve concludersi venerdì con un testo definitivo“.

IL GOVERNO APRE ALLA REGOLARIZZAZIONE – Alla guida delle proteste attraverso le quali gli immigrati chiedevano un degno riconoscimento, dirittitutele, e di uscire così dalla morsa dello sfruttamento vi vi era proprio Chaveau, coordinatore del movimento dei lavoratori senza documenti, che per 57 giorni non ha mai lasciato i picchetti se non per sedersi al tavolo delle trattative: “Oggi le trattative ricominciano ed entreremo nel vivo della questione, ovvero nella discussione concreta sui criteri di regolarizzazione“, dice dal megafono. E invita a non demordere: ”Sono ormai passati undici mesi, siamo stanchi, ma di fronte sono ancora più stanchi di noi, bisogna essere consci di questo. Nove mesi di sciopero, resistendo a tutto, resistendo agli interventi della polizia, resistendo alla pressione dei padroni, resistendo anche alla pressione dei media, ed essere sempre qui, sempre mobilitati, per dire che vogliamo dei criteri di regolarizzazione“.

Un commento a Immigrati in Francia: 8 mesi di proteste per non essere più un numero

  1. le 60 ore sono una questione simbolica.
    il vero problema è che il welfare europeo è tutto sbilanciato verso la spesa pensionistica

    Francia: i lavoratori protestano contro l’età pensionabile a 62 anni. Ripensare il welfare europeo

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