di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 09:13 del 21 maggio 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

Sempre nella puntata dell’altroieri di Porta a Porta, Renato Mannheimer ha mostrato un sondaggio sulla questione immigrati e sicurezza, i cui risultati dicevano che l’84% del campione concordava con le soluzioni messe in campo dal governo. Anche altre domande sullo stesso tenore portavano a casa risultati simili. A parte il modo di porre le questioni - non senza una punta di demagogia - è difficile pensare che il tutto sia frutto di un errore metodologico. Meglio capire invece che sulla questione gli italiani la pensano tutti, bene o male, così. E ha un bel maramaldeggiare Galli della Loggia sul Corriere di oggi ricordando che chi si fa scudo dell’Europa è lo stesso che ha governato nelle città (Roma e Napoli) dove il problema è esploso con maggior virulenza. Lo dice benissimo La Voce: “Dal punto di vista dei numeri, non c’è ragione di lamentare “invasioni” di rom e sinti nel nostro paese. Piuttosto sono assai problematiche le politiche adottate per la gestione di queste minoranze.[...] Come ha ricordato nell’autunno scorso Barroso, a nome dell’Unione europea, l’Italia non ha richiesto fondi comunitari per realizzare politiche rivolte a rom e sinti, a differenza della Spagna e di altri paesi. La misura più diffusa, nei casi benintenzionati, per intervenire sulla domanda abitativa di queste minoranze consiste nell’allestimento dei cosiddetti “campi nomadi”, che col tempo però da soluzione sono diventati un aspetto saliente del problema. [...] L’emergenza rom di oggi, e la percezione diffusa di insediamenti selvaggi e minacciosi, ha dunque a che fare con il mancato governo della questione, con la carenza di investimenti appropriati, con l’insistenza su misure ghettizzanti e stigmatizzanti. Nella maggior parte dei casi, si è preferito ignorare il problema, sperando che rom (e sinti) andassero ad accamparsi in un altro comune. Alla fine, il sonno della politica si è ribaltato nella politicizzazione dal basso della questione, con le rivolte dei residenti, gli incendi dolosi e la caccia a donne e bambini terrorizzati: prima dei fatti di Napoli, ricordiamo quelli di Opera“. Espellere i rom porta a violare garanzie costituzionali e norme internazionale, ricordano sempre su La Voce: “Servono invece soluzioni abitative plurime, negoziate con i diretti interessati e con le comunità locali. Servono poi progetti più ampi, che comportino il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei destinatari, la condivisione di regole, la presenza di figure di mediazione e accompagnamento. Serve la repressione dei comportamenti illegali, senza criminalizzazioni collettive e pregiudiziali. Serve l’impegno di associazioni e operatori dotati di competenze specifiche. Serve l’investimento in progetti di avvio al lavoro e alla microimprenditorialità“. Tutto questo serve davvero. Il problema è che cose del genere non saranno mai visibili come una retata della polizia. E quindi, chi avrà mai la volontà politica non dico di farle, ma anche solo di metterle in cantiere?

Sempre in tema del conflitto con la Ue, da leggere Mthrandir, che dal suo sito personale ricorda i fatti di Ceuta che videro protagonista il governo di Zapatero: “la mano pesante iberica ha rallentato i flussi di boat people verso le Canarie scaricando parte del problema sulla vera portaerei del mediterraneo, l’Italia. Il tutto grazie al ritardo con il quale i governi nostrani (tutti, eh?) si son mossi nel comprendere gli effetti delle politiche altrui. Ovvio che ritrovarsi in casa il problema dopo averlo brillantemente consegnato ad altri metta a rischio il consenso che ha contribuito a convogliare su Zapatero il consenso necessario al reincarico. Per questo la sinistra spagnola ha cercato, trovandole facilmente, sponde nel PSE europeo nel disegno di accerchiare l’unico governo non amico esposto alle intemperie del Mare Nostrum“. E lo stesso appunto si potrebbe fare al Wsj, che ci critica in un articolo tradotto da Anonimo Italiano.

C’è da dire che il variegato popolo di centrodestra ultimamente non ha in grande simpatia la Spagna: Vincenzo : Spain faces a 30 percent chance of a recession in the next two years as the global credit shortage exacerbates a real estate slump, a survey of economists showed.
cosi’ imparano a rompere i coglioni a noi
me: sei proprio un rosicone

Su La Voce di Tito Boeri si parla anche di straordinari: “Rischia di trasformarsi in un incentivo a una massiccia elusione fiscale la detassazione della parte variabile del salario (premi di produttività e lavoro straordinario) che il governo vuole attuare. Stravolgerebbe l’Irpef e verrebbe pagata da tutti gli altri contribuenti. Per questo il Governo sembra voler adesso introdurre tre tetti alla misura. Il risultato è complicare ulteriormente uno dei sistemi fiscali più ingarbugliati del mondo. Non c’è bisogno di incentivi fiscali per rafforzare il legame tra salario e produttività, e tra salario e condizioni locali del mercato del lavoro. Se ci fosse bisogno di sconti del Governo di turno, che riforma sarebbe? Durerebbe lo spazio di un mattino.” I due pezzi che ne parlano sono qui e qui.

Abr usa parole commoventi e tutte condivisibili sulla sindrome di Down per tirar fuori un post comunque equilibrato (”Lungi da me condannare moralmente le mamme che prendono la decisione di evitare al loro bimbo nascituro una vita di emarginazione e sofferenze”) che vale la pena leggere. Anzi, imparare a memoria. Infine: c’è chi rimane sveglio la notte per vedere le corse di Formula Uno o le finali di Coppa Intercontinentale. Costa lo ha fatto per scrivere un articolo sulle primarie americane per Giornalettismo, consegnato alle 6 e 16 di mattina senza nemmeno un refuso. Tenetelo d’occhio, il ragazzo: si vede che è destinato a qualcosa di grande. E conviene farselo amico: sia mai che ci scappi una raccomandazione!

COMMENTI (9)STAMPA - FALLO LEGGERE